domenica, settembre 21, 2008
A caccia di stelle...
venerdì, settembre 19, 2008
El gato volador
giovedì, settembre 18, 2008
Sabrina e il gatto nero
Il padre era partito per lavoro e sarebbe tornato solo il giorno dopo. Già immaginava i regali che le avrebbe portato. Distesa sul suo letto, sfogliava una rivista di animali, quando le sembrò di sentire un lontano lamento. Non si stava sbagliando, quello che sentiva era proprio un miagolio. Appoggiò il naso sul vetro della finestra per guardare fuori. Davanti alla porta d'ingresso c'era una piccola macchia nera bagnata e tremolante. Uscì dalla sua stanza, corse ad aprire la porta di casa ed uscì, incurante della pioggia. Sabrina adorava i gatti neri perchè le ricordavano tanto il suo animale preferito: la pantera nera. La mamma, che era in cucina, sentì aprire la porta d'ingresso e corse a vedere che stava succedendo. Sabrina, con il micio nero tra le braccia, le disse: "Posso tenerlo, mamma?". Come si poteva dire di no ad una simile richiesta, e come si poteva abbandonare sotto la pioggia un povero animale? Il gattino venne subito asciugato e rifocillato, ma dal fatto che ignorasse latte e cibo, fu subito chiaro che la bestiola non stava bene. La mamma di Sabrina si rese conto che era il caso di portare subito il gattino da un loro amico veterinario. La bambina, tenendo tra la braccia il gattino, uscì insieme alla mamma. In macchina, durante il tragitto, decise che nome dargli. Il micio si sarebbe chiamato Macchia. Il veterinario visitò l'animale. Poco dopo, mentre Sabrina accarezzava il suo nuovo amico, il veterinario prese da parte la mamma e le diede il responso delle visita: Macchia era stato avvelenato. E a quanto pare gli restava veramente poco da vivere. Il problema adesso era come dirlo alla bambina. Con la motivazione che Macchia era bisognoso di cure, il veterinario, convinse Sabrina che era meglio che il gattino restasse da lui. Però , in realtà, l'unica soluzione, per evitare inutili sofferenze alla bestiola era quella di sopprimerla, ma non se la sentì di dirlo a Sabrina. La notte, la piccola, andò a letto molto presto, rispetto al solito. Si addormentò subito e fece uno strano sogno. Si trovava in una foresta quando davanti a lei apparve Macchia, che, con sua grande sorpresa, iniziò a parlarle. Il gatto nero gli disse che era venuto a salutarla perchè doveva partire per un lungo viaggio. La bambina gli chiese se poteva venire con lui. Macchia le disse che dove sarebbe andato non c'erà posto per i bambini. Mentre parlava il gatto nero cominciò a trasformarsi.
Pian piano da gatto stava diventando un'enorme pantera nera. Prima di allontanarsi nella foresta, Macchia disse a Sabrina:" Non preoccuparti per me! Quando i gatti neri muoiono rinascono come pantere nere!". Improvvisamente Sabrina si svegliò richiamata dalla voce della mamma che la chiamava. Era già mattina e il padre era tornato a casa. Sabrina chiese di andare subito dal vetrinario. Ma quando vide il volto serio dei genitori, capì cosa era successo e chiese: "Macchia è morto, vero?". I genitori le spiegarono cosa avesse il gatto nero e della dolorosa decisione di sopprimerlo. Pensavano che la ragazzina scoppiasse in un pianto dirotto, ma invece Sabrina raccontò loro il sogno che aveva fatto e alla fine disse: "Macchia adesso è felice! Perchè ora che è morto è rinato pantera nera!".
martedì, settembre 16, 2008
Addio, Stefano Rosso
sabato, settembre 13, 2008
venerdì, settembre 12, 2008
Grigio
giovedì, settembre 11, 2008
Non ci sono problemi... Tu mi dici quello che devo fare... E io lo faccio
martedì, settembre 09, 2008
Lucio, dieci anni dopo...
Grazie Lucio delle Emozioni che ci hai regalato e ci continuerai a regalare.
mercoledì, settembre 03, 2008
E se fosse vero?
martedì, settembre 02, 2008
Randy Pausch, un grande uomo
Era professore di informatica, interazione umano-computer e design presso la Carnegie Mellon University (CMU) di Pittsburgh, Pennsylvania.
Nel settembre 2006, gli è stato diagnosticato un cancro del pancreas metastatizzato. Sottoposto ad intervento chirurgico palliativo e chemioterapia, è rimasto attivo e vigoroso fino alla fine del 2007. È morto all'alba del 25 luglio 2008. (Fonte Wikipedia).
Qua sopra c'è il video (con sottotitoli in italiano) di questa lezione, mentre sotto ci sono alcune frasi toccanti tratte da questo discorso.
Frasi celebri della "Last Lecture" (fonte Wikipedia)
- "L’esperienza è ciò che ottieni quando non sei riuscito a ottenere ciò che volevi".
- "Ogni ostacolo, ogni muro di mattoni, è lì per un motivo preciso. Non è lì per escluderci da qualcosa, ma per offrirci la possibilità di dimostrare in che misura ci teniamo. I muri di mattoni sono lì per fermare le persone che non hanno abbastanza voglia di superarlo. Sono lì per fermare gli altri".
- "Quando fai qualcosa di sbagliato e nessuno si prende la briga di dirtelo, significa che è meglio cambiare aria. Chi ti critica lo fa perché ti ama e ti ha a cuore".
- "Mi lamentavo con mia madre di quanto fosse difficile quell'esame all'università, e di quanto fosse spaventoso. Lei si inclinò verso di me, mi diede un buffetto sulle spalle e mi disse: «Sappiamo bene come ti senti, tesoro, ma ricorda, tuo padre alla tua età combatteva contro i tedeschi»".
- "Sto per morire e mi sto divertendo. E continuerò a divertirmi ogni giorno che ancora mi resta da vivere. Perché non c’è un altro modo per farlo".
- "Non perdete mai la capacità di stupirsi tipica dei bambini. È troppo importante. È quella a spingerci ad andare avanti, ad aiutare gli altri".
- "Ho una mia teoria sulle persone che provengono dalle famiglie numerose: sono persone migliori degli altri, perché hanno dovuto imparare come andare d’accordo con gli altri".
- "Non si può arrivare in cima da soli. Qualcuno deve aiutarti. Io credo nel karma. Credo che si riceve ciò che si è dato".
- "Non lamentatevi. Lavorate più duramente. Non cedete. L’oro migliore è quello che giace in fondo ai barili di merda".
- "Se vivrete nel modo giusto, il karma si prenderà cura di sé. I sogni verranno da voi".
