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giovedì, giugno 23, 2011

Proprio come Elvis!

Davide ne era certo, quell’uomo che aveva visto due sere di fila, seduto su una panchina, era uguale ad Elvis Presley .
Lo aveva subito raccontato in casa, ma nessuno gli aveva creduto.
Non gli restava che parlarne con Bruno, il suo migliore amico.
Davide e Bruno erano due ragazzi con una passione comune per il rock and  roll.
Erano i primi anni ’70 e, come tanti ragazzi, avevano formato un piccolo complesso.
La sera dovevano vedersi per provare e  gliene avrebbe  parlato.
Bruno lo ascoltò, ma anche lui manifestò delle perplessità.
Non restava che una cosa da fare, sarebbero andati ad attendere l’arrivo del  misterioso  sosia di Elvis Presley.
Attesero per circa un’ora, e stavano quasi per andar via, quando finalmente  l’uomo arrivò.
I due amici convennero che il tipo era davvero uguale al loro idolo, anche se con qualche anno in più. Superato il timore iniziale  decisero di rivolgergli qualche domanda.
Con grande disponibilità l’uomo raccontò loro chi fosse. Aveva passato diversi anni negli Stati uniti, e, sfruttando la somiglianza con Elvis era riuscito ad entrare nel suo staff. Spesso lo sostituiva quando lui non aveva voglia di presenziare a qualche cerimonia. Più di una volta rilasciò interviste al posto suo e, addirittura, recitò diverse scene in alcuni film. Gli unici momenti in cui Elvis era insostituibile erano quelli quando cantava o ballava.
Affascinati i  due ragazzi non si resero conto del passare del tempo.  L’uomo indicò loro una macchina che aveva parcheggiato proprio lì vicino. Erano venuti a prenderlo e doveva andar via.  Salì a bordo della vettura che a tutta velocità si allontanò.
Nulla di quello che l’uomo aveva raccontato era vero. La realtà era ben diversa. Non aveva mai  vissuto negli Stati Uniti. Un terribile dramma familiare lo aveva portato ad un grave disturbo di personalità. La somiglianza con Elvis e il desiderio di conoscerlo furono il terreno fertile  per  creare la sua illusoria realtà. 

domenica, gennaio 03, 2010

I migliori dischi di sempre

Vi segnalo un interessante intervento di Corrado Zedda su quali siano i dischi più belli della storia della musica.
L'articolo lo trovate qui.

venerdì, febbraio 13, 2009

Harlem Shuffle

Harlem Shuffle è uno di quei brani che mi ha sempre dato una carica particolare. La versione forse più conosciuta l'hanno incisa i "Rolling Stones" nel 1986. Il brano originale risale addirittura al 1963 ed è stato scritto dal duo Bob & Earl nel 1963. Una cover la fecero i Booker T and the MG's, nel 1967 e Johnny and Edgar Winter 1976.

I video che ho inserito riguardano la versione dei Rolling Stones e quella originale del duo Bob & Earl.

sabato, gennaio 10, 2009

In ricordo di un mito

Fabrizio Cristiano De André (Genova, 18 febbraio 1940 – Milano, 11 gennaio 1999)

martedì, settembre 16, 2008

Addio, Stefano Rosso

Ieri a 60 anni è morto uno dei cantautori più originali degli anni settanta e ottanta: Stefano Rosso. Ironico nei testi e ottimo chitarrista in perfetto stile finger-picking, ci ha lasciato tante belle canzoni come "Una Storia Disonesta" , "E allora senti cosa fo" e "Bologna '77", dedicata a Giorgiana Masi, la ragazza uccisa a Roma, vicino al Ponte Garibaldi, durante una manifestazione per il divorzio organizzata dai radicali.
Il suo sito Internet lo trovate qui. La pagina su Wikipedia invece è qua.


mercoledì, luglio 16, 2008

Un po' di ritmo...

I Culture Beat sono stati un gruppo musicale eurodance tedesco fondato nel 1989. Vocalist della formazione furono Tania Evans e Jay Supreme.
Nel mercato discografico sfondarono nell'estate del 1993 con "Mr. Vain" , seguito dalla hit "Got to get it" e dall'uscita dell'album "Serenity". In seguito il duo fece uscire altri singoli tratti da quest'album ("Anything", "World in your hands", "Adelante") senza però scalare le classifiche come per i primi due singoli.
Nel 1995 sono usciti "Inside out", prima hit del nuovo album recante lo stesso nome, e "Cryin' in the rain" prima di uscire definitivamente dal panorama dance fino al clamoroso ritorno del 2008 col singolo "Your Love".
Estratto da "http://it.wikipedia.org/wiki/Culture_Beat"

venerdì, luglio 04, 2008

Anni ruggenti

Anni Ruggenti
Gruppo Italiano. 1984

I marinai
sanno che all'equatore
tra le orchidee
vivono strane magie
oro che
ricopre le montagne
uomini piccoli così.
Quando lassù
esce la luna piena
nella tribù
senti suonare i tam tam
danzano intorno allo stregone
spiriti al ritmo del voodoo.
Anni ruggenti nei tropici
sento la giungla nell'anima
un'anaconda che dondola su di me
sembra un corallo nel blu.
Anni ruggenti nei tropici
bionde le vittime di King Kong
legami al palo ma portami giù in città
sento l'orchestra suonar.
Sui rami che
sfiorano quasi il cielo
aspetterò
finché la pioggia cadrà.
Corrono le voci dei safari
dicono che non tornerà.
Anni ruggenti nei tropici
dolci sorrisi dell'Africa
piante carnivore sembrano ridere
chi salverà Betty Boop.
Anni ruggenti nei tropici
e cuori infranti per souvenir
mille ippopotami cantano "baciami"
ma io non credo all'amor.



Dal punto di vista musicale gli anni ottanta rappresentano un periodo florido per l'Italia. Chi li ha vissuti non potrà non ricordarsi di quante produzioni interessanti circolavano in quegli anni.

Certo allora non ci si rendeva conto, anzi l'idea era forse il contrario, abituati al fenomeno dei cantautori degli anni settanta. Insomma, se una canzone non aveva un testo impegnato, veniva considerata una produzione mediocre, trascurando spesso l'aspetto musicale. Una cosa è sicura , gli anni ottanta erano anni spensierati, si usciva dal periodo buio del terrorismo, giravano tanti soldi, e la musica rispecchiava questa situazione.
Le ideee erano tante e i discografici avevano il coraggio di osare. Ci fu il boom della disco italiana, con Raf e Mike Francis che arrivarono ai primi posti in classifica, addirittura negli Stati Uniti. Iniziavano la loro ascesa Eros Ramazzoti, Vasco Rossi e Zucchero. Ma c'era spazio un po' per tutti i generi musicali. Lo swing e la musica tropicale trovavano il loro rappresentante in Sergio Caputo. Ma non solo. Proprio in quegli anni ebbe un ottimo momento di popolarità il "Gruppo Italiano", con la vocalist Patrizia Di Malta. Qui trovate una sua interessante intervista.
Si trattava di canzoni in stile tropicale, davvero ben scritte con testi ironici e musiche orecchiabili, ma non banali. Purtroppo il loro percorso musicale fu breve, ma ci hanno lasciato delle autentiche perle, che, a distanza di 25 anni, non hanno perso nulla del loro valore.
Il loro primo successo è stato nel 1983 con Tropicana, seguito nel 1984 dalla divertentissima "Anni Ruggenti", una canzone in stile quasi fumettistico, e da "Il treno del Caffè". Poi ebbero un'ultimo sussulto nel 1985 con "Sole d'agosto", ma purtroppo la loro parabola discedente era ormai iniziata. Se volete rilassarvi e trovare un momento di serenità non c'è nulla di meglio che ascoltare le loro canzoni.


sabato, giugno 28, 2008

Troppo, troppo!


Stamattina ho incontrato Nicola e Martina, due allievi dell'ultimo corso di fumetto. Avevano preparato del nuovo materiale (molto interessante) e volevano avere un mio giudizio. Stanno facendo dei piccoli lavoretti nel settore dell'illustrazione ed entrambi hanno manifestato la stessa lamentela. Quasi nessuno vuole pagare, pochi lo fanno e tra questi alcuni protestano pure.
A Martina sono state richieste delle illustrazioni per una banca, e, alla sua modesta pretesa di cento euro complessive, le hanno risposto: "Scherzi? Per cento euro imparo io a disegnare!"

I ragazzi erano sinceramente avviliti, ma io gli ho spiegato che, purtroppo, è una concezione sbagliata dell'arte in genere che c'è in Sardegna da tempo. Quasi come che disegnare non fosse un lavoro come un altro.
La frase tipica di tanti che offrono a un giovane un lavoro di illustrazione (come se fossero dei benefattori dell'umanità) è questa: " Vuoi soldi? Non te ne do, ma tieni conto che comunque ti fai pubblicità".
Questa situazione mi ha ricordato "Troppo, troppo", una bella canzone di Bennato pubblicata nell'album È arrivato un bastimento . Lo trovate qui.

sabato, giugno 21, 2008

Gli altri siamo noi

Gli Altri Siamo Noi
Non sono stato mai più solo di così
è notte ma vorrei che fosse presto lunedì
con gli altri insieme a me per fare la città
con gli altri chiusi in se che si aprono al sole
come fiori quando si risvegliano, si rivestono,
quando escono, partono, arrivano
ci somigliano, angeli avvoltoi,
come specchi gli occhi nei volti
perché gli altri siamo noi.

I muri vanno giù
al soffio di un'idea
Allah come Gesù in chiesa o dentro una moschea
e gli altri siamo noi ma qui sulla stessa via
vigliaccamente eroi lasciamo indietro pezzi di altri nodi
che ci aspettano e si chiedono perché nascono e subito
muoiono
forse rondini foglie d' Africa
ci sorridono in malinconia
e tutti vittime e carnefici
e tanto prima o poi gli altri siamo noi.

Quando cantano,
quando piangono
gli altri siamo noi.
siamo noi siamo noi

In questo mondo gli altri siamo noi
Gli altri siamo noi
Gli altri siamo noi
Gli altri siamo noi
Gli altri siamo noi

Noi che stiamo in comodi deserti
di appartamenti e di tranquillità
lontani dagli altri,
ma tanto prima o poi gli altri siamo noi.

In questo mondo piccolo oramai
Gli altri siamo noi

Gli altri siamo noi
Gli altri siamo noi
Gli altri siamo noi
Gli altri siamo noi

Si gli altri siamo noi
fra gli Indios e gli Indù
ragazzi in farmacie che ormai non ce la fanno più,
famiglie di operai licenziati dai robot
e zingari dell'est in riserve di periferia
siamo tutti vittime e carnefici
tanto prima o poi gli altri siamo noi.

L'amazzonia
il Sud Africa,
Gli altri siamo noi.
siamo noi siamo noi
quando sparano
quando sperano
Gli altri siamo noi
siamo noi siamo noi
Gli altri siamo noi
Gli altri siamo noi

In questo mondo gli altri siamo noi
In questo mondo piccolo oramai
Gli altri siamo noi
In questo mondo gli altri siamo noi

In un momento come questo di rifiuto della "diversità", una canzone come "Gli altri siamo noi" di Umberto Tozzi sembra davvero attuale.

Considerato da sempre un cantante di musichette facili e con testi banali, Tozzi ha in realtà dimostrato in diverse occasioni di essere anche altro.
A me sta simpatico perchè le sue canzoni sono legate alla mia adolescenza. "Ti Amo" è stato il primo disco che ho acquistato e lo riascolto sempre con piacere. Nel 1980 ha inciso"Tozzi", uno dei suoi migliori album, di livello internazionale, impreziosito da un brano funkeggiante dal titolo "Dimmi di no".
Tozzi è stato uno dei pochi autori ad aver visto le proprie canzoni riprese da artisti di fama internazionale. "Ti amo" fu riproposta in Francia da Dalida e negli Stati Uniti da Laura Branigan. Con la canzone Gloria arriverà al primo posto nella classifica dei singoli americani proprio con l'interpretazione di Laura Branigan.
Il brano, "Gli altri siamo noi", è stato presentato nel 1991 al Festival di Sanremo dove ottenne un discreto successo. Il testo dovrebbe essere uno degli ultimi scritti dallo storico collaboratore Giancarlo Bigazzi, in quanto i due autori ebbero in seguito una traumatica separazione. Maggiori dettagli su questo divorzio artistico li potete trovare qui.

venerdì, giugno 13, 2008

Una storia americana

Nel periodo tra gli anni settanta e ottanta, oltre ai nomi più in voga, i vari De Andre', Bennato, De Gregori, Guccini, etc, vi erano anche cantautori che io definirei di "seconda fascia" . Autori validi, ma schiacciati dall'enorme valore dei nomi sopracitati. Uno di questi era Edoardo De Angelis, componenente di spicco della Schola Cantorum, e che ha collaborato a lungo con Francesco De Gregori e altri cantautori. Nei primi anni ottanta ebbe un buon momento di celebrità con la pubblicazione del singolo "Una storia americana" che raccontava in maniera quasi fumettistica una rapina in banca nella frontiera americana durante il periodo del far-west. Questo brano è stato di recente riproposto e su You Tube è presente in una nuova versione accompagnato da un video con i protagonisti della storia sotto forma di pupazzi.

sabato, giugno 07, 2008

Scrivi il tuo nome

Scrivi il tuo nome
(Battisti-Velezia)
Scrivi il tuo nome
su qualcosa che vale
mostra a te stesso
che non sei un vegetale
e per provare che si può cambiare
sposta il confine di ciò che è normale
bella giornata è questa qua
l'aria più fresca ti esalta già
il momento migliore per cominciare
un'altra vita un'altro stile
profondo o leggero
quando c'è gusto è bello
usa le gambe
utilizza il cervello
con l'entusiasmo
o con l'istinto
fai un passo
fuori del tuo recinto
bella giornata è questa qua
l'aria più fresca ti esalta già
il momento migliore per cominciare
un'altra vita un'altro stile

dall'album E già - 1982

lunedì, maggio 26, 2008

Per l'abolizione dell'Ordine dei giornalisti

I radicali hanno accolto con favore l'iniziativa di Beppe Grillo per l'abolizione dell'ordine dei giornalisti.
"Il primo tentativo di referendum per l'abolizione dell'Ordine dei giornalisti - ordine parastatale al quale viene attribuito il monopolio corporativo dei privilegi del giornalismo di regime - risale all'anno 1974. Dopo di allora, abbiamo di nuovo raccolto le firme nel 1995, ma nel voto del 1997 i referendum furono annullati per mancato raggiungimento del "quorum" pur avendo registrato una maggioranza schiacciante dei sì all'abrogazione (65,5%) fra i cittadini che si erano recati ai seggi.
Inoltre, nel 1996 militanti e dirigenti radicali si autodenunciarono per aver distribuito il giornale “Risorgimento liberale” non registrato presso il Tribunale perché il direttore responsabile che lo aveva firmato non era iscritto all'Ordine. Anche sugli altri temi due temi, mettiamo a disposizione un patrimonio di lotte che affonda le radici nella storia della Repubblica." Da Agenziaradicale.it
Anche io sono favorevole da sempre all'iniziativa. Trovo assurdo che solo in Italia esista l'ordine dei giornalisti, come ho letto su questo articolo del "Il Giornale".
In questi giorni, inoltre, mi è tornata in mente Penna a Sfera, una vecchia canzone di Antonello Venditti dedicata al giornalista di Ciao 2001 Enzo Caffarelli, che lo aveva attaccato dalle pagine del suo giornale.
Ho, quindi, cercato delle immagini, più o meno adatte al testo e ho creato un piccolo video che ho inserito su Youtube. Buona visione.

venerdì, maggio 23, 2008

Fabio Concato: Musica e Dolcezza

Quella di Fabio Concato è una figura particolare nel panorama musicale italiano. Sino dal suo esordio alla fine degli anni '70 ha seguito con coerenza il suo stile musicale senza rincorrere un facile successo, snaturando la sua personalità. Sono tante le sue collaborazioni con altri cantanti e musicisti come Eugenio Finardi, Toquinho, Samuele Bersani, etc. Una in particolare mi ha sempre dato una certa emozione, ed è quella avuta con Anna Oxa nel pezzo "In Trattoria". Su Youtube ho pescato il video di una loro esibizione live. E' straordinario come Concato riesca a raccontare in musica e parole le cose più semplici della vita, come una cena in trattoria. Eccezionale anche Anna Oxa che adatta la sua voce a quella di Concato rendendo la canzone una vera perla.

domenica, aprile 27, 2008

C'è un grande prato verde dove nascono speranze

Un mondo d'amore
Gianni Morandi
F.Migliacci - B.Zambrini - S.Romitelli
(1967)

C'è un grande prato verde
dove nascono speranze
che si chiamano ragazzi
Questo è il grande prato dell'amore.

Uno non tradirli mai, han fede in te
Due non li deludere, credono in te
Tre non farli piangere, vivono in te
Quattro non li abbandonare, ti mancheranno
Quando avrai le mani stanche tutto lascerai
per le cose belle ti ringrazieranno
piangeranno per gli errori tuoi

E tu ragazzo non lo sai
ma nei tuoi occhi c'è già lei
ti chiederà l'amore ma
l'amore ha i suoi comandamenti

Uno non tradirla mai, ha fede in te
Due non la deludere, lei crede in te
Tre non farla piangere, vive per te
Quattro non l'abbandonare, ti mancherà
E la sera cercherà tra le braccia tue
tutte le promesse tutte le speranze
per un mondo d'amore

lunedì, aprile 21, 2008

La leggenda di Caruso

Enrico Caruso è una figura leggendaria della musica lirica. E' stato fonte di ispirazione per i tenori delle successive generazioni. Anche Lucio Dalla ha voluto omaggiare questo straordinario cantante con una delle sue più belle canzoni: Caruso. La creazione di questo brano è stata però piuttosto particolare, è lo stesso Dalla che ne parla in una dichiarazione del 1986:
"Quest'estate, a Sorrento, mi capitò di abitare nel bellissimo appartamento che per tanto tempo ospitò il più grande cantante di tutti i tempi: Caruso.
L'albergo aveva conservato le camere intatte, c'era il suo pianoforte che ho usato per scrivere la canzone, i suoi libri, le foto di lui con un bambino in braccio e alcune signore. Angelo che ha un bel bar sul porto mi raccontò la storia dei suoi ultimi giorni di vita.
Caruso era malato di cancro alla gola e sapeva di avere i giorni contati ma questo non gli impediva di dare lezioni di canto ad una giovane cantante della quale forse era innamorato.
Una delle ultime sere della sua vita, una notte caldissima, non volle rinunciare a cantare davanti a lei che lo guardava ammirata, e pur stando male, fece trasportare il piano sulla terrazza che dava sul porto. Caruso cantò più che una romanza, un'appassionata confessione di amore e di sofferenza, due cose che spesso viaggiano insieme.
La sua voce era ancora così potente che fu sentita anche fuori dal porto cosicché tutti i pescatori rientrarono per ascoltarlo e si misero con le barche sotto la sua terrazza.
Le loro lampare erano tante da sembrare stelle nel cielo, forse Caruso vedendole ripensò ai grattacieli di New York, e trovò la forza di continuare a cantare per perdersi commosso negli occhi della ragazza che, appoggiata al pianoforte, lo guardava. La notte Caruso stette molto male.
Dopo poco morì...
Ho scritto la canzone come un piccolo omaggio alla tradizione musicale napoletana.
Del resto qualcuno ricorderà che avevo già dichiarato il mio amore per questa grande musica all'epoca di Banana Republic, cantando con Francesco Addio mia bella Napoli. "
Io conoscevo una versione con un particolare ulteriore sulla composizione di Caruso. Lucio Dalla parlava di aver sentito nella stanza dove dormiva una specie di energia che gli ha fatto percepire la presenza di Caruso. Ed è stata proprio questa energia a dargli l'ispirazione per scrivere la canzone.
Caruso
Qui dove il mare luccica
e tira forte il ventosu una vecchia terrazza davanti al golfo di Sorrento
un uomo abbraccia una ragazzadopo che aveva pianto
poi si schiarisce la voce e ricomincia il canto
Te voglio bene assaima tanto tanto bene saie' una catena ormai
che scioglie il sangue dint' e' vene sai
Vide le luci in mezzo al mare pensò alle notti la in America
ma erano solo le lamparee la bianca scia di un'elica
sentì il dolore nella musica si alzò dal Pianoforte
ma quando vide la luna uscire da una nuvola
gli sembrò più dolce anche la morte
Guardò negli occhi la ragazza quegli occhi verdi come il mare
poi all'improvviso uscì una lacrima e lui credette di affogare
Te voglio bene assaima tanto tanto bene saie'
una catena ormaie scioglie il sangue dint'e vene sai
Potenza della lirica dove ogni dramma e' un falso
che con un po' di trucco e con la mimica puoi diventare un altro
Ma due occhi che ti guardano così vicini e veriti
fanno scordare le parole confondono i pensieri.
Così diventò tutto piccolo anche le notti la in America
ti volti e vedi la tua vita come la scia di un'elica
Ah si, e' la vita che finisce ma lui non ci pensò poi tanto
anzi si sentiva felice e ricominciò il suo canto
Te voglio bene assai ma tanto tanto bene saie'
una catena ormai che scioglie il sangue dint'e vene sai .

domenica, aprile 06, 2008

Claudio Baglioni: Un film in una canzone

Per anni la cosidetta "cultura" ha snobbato Baglioni considerandolo un cantautore per parrucchiere e domestiche. La realtà è diversa. Basta ascoltare tutta sua la produzione per rendersi conto che Baglioni non ha nulla da invidiare ai cantautori "impegnati".
Spesso in canzoni che durano cinque minuti Baglioni racconta delle storie che sono dei veri e propri piccoli film in musica.
Un esempio è Fotografie , una canzone del 1981 tratta dall'album "Strada Facendo". Con un testo triste ma splendido ci racconta l'inizio, l'evolversi e la fine di un amore attraverso la visione di vecchie fotografie.
Fotografie
un azzurro scalzo in cielo il cielo matto di marzo e di quel nostro incontro al centro
tu poggiata sui ginocchi e il vento sui capelli e sui tuoi occhi
qui l'ombra cade giù dalla tua mano un orizzonte di cani abbaia da lontano
tu aggrappata alla ringhiera di una tenera e distratta primavera
pomeriggio lento e un po' svogliato maggio è andato via un dito sotto il mento
e gli uccelli fuggono infilando il verde dove la città si perde
sopra un foglio di carta vetrata luglio
e tu sdraiata tu sporca di baci e sabbia a cercar le labbra smisurate dell'estate sulle mie
in quest'altra stiamo insieme come ridi di gusto e fino a soffocarti
io stringevo agosto e te vedendoti con gli occhi miei per non scordarti
e ancora tu tra file di alberi che cuciono colline di uva bianca
tu sei stanca un giorno intero a bere vino e un contadino col bicchiere in mano li' vicino
foglie arrugginite in fondo al viale e nuove voglie e tu tu sei venuta male
la tua faccia un po' tirata e una risata senza più allegria e incoscienza
l'aria acerba della domenica mattina sopra l'erba e tu e lacrime di brina
guance colorate mentre sbucci arance e stupide bugie
resta li non muoverti sorridi un po' adesso voltati fai cosi'
appoggiati non dire no amore guarda qui
gennaio e il fiato grosso scalda le parole il sole andava giù cielo di marmo rosso
tu un po' nera contro quella sera che scavava il nostro addio e scappava
la pioggia fina salta sopra i marciapiedi noia moschina
e tu tu guardi ma non vedi che è finita e tra le dita non ci sono che fotografie
un azzurro scalzo in cielo il cielo matto di marzo e di quel nostro incontro al centro
tu poggiata sui ginocchi e gli occhi tuoi per sempre nei tuoi occhi

mercoledì, marzo 26, 2008

Los Bravos: il beat spagnolo degli anni '60

"Los Bravos" è il nome di un gruppo musicale della Spagna attivo negli anni sessanta, nel periodo d'oro della musica beat. Il loro repertorio di canzoni era in lingua inglese e uno dei loro maggiori successi è stato il brano (con testo in lingua inglese) Black is Black del quale furono vendute oltre un milione di copie. La canzone nel 1966 raggiunse il secondo posto nelle classifiche di vendita del Regno Unito e il quarto nella classifica statunitense di Billboard Hot 100.
Del brano Black is Black sono state fatte diverse cover nel corso degli anni.

Io ho conosciuto inizialmente la canzone nella versione disco degli anni settanta eseguita dalla "Belle Epoque", salvo recuperare in seguito e apprezzare ancor di più la versione originale dei "Los Bravos".
Su You Tube ho rintracciato sia la versione originale (in un video tratto dal film musicale in lingua spagnola del 1967 "Los chicos con las chicas") che la cover della "Belle Epoque".

lunedì, marzo 24, 2008

Il favoloso mondo dei KISS

I Kiss sono un gruppo rock statunitense, nato nel 1973 a New York per iniziativa di Gene Simmons e Paul Stanley. La particolarità del gruppo è quella che ogni singolo membro si creava da solo le maschere e il trucco facciale che successivamente diverranno il loro marchio di fabbrica. Il gruppo, tra alti e bassi, ha attraversato la scena rock mondiale degli ultimi trent'anni.

Gene Simmons con le sembianze da demone (The Demon)

Paul Stanley è il figlio delle stelle (The Starchild)

Ace Frehley è l'uomo dello spazio (The Spaceman)

Peter Criss ha l'aspetto del gatto (The CatMan).
Tra il 1976 e il 1977 hanno un successo tale che negli Stati Uniti divengono la band più popolare, e in Giappone superano il successo di vendita ottenuto dai Beatles.
Abili nel merchandising i Kiss producono numerosi oggetti firmati con il loro logo (che diviene un marchio registrato), come fumetti, kit per il trucco facciale, bambole, maschere di Halloween, e in seguito anche preservativi, bare, pantofole e mutande.
Lavorano anche per il cinema alla fine del 1978 con Kiss Meets the Phantom of the Park, film tv prodotto per la NBC da Hanna & Barbera.
Nel giugno del 1980 entra nel gruppo il batterista Eric con una maschera e un trucco che hanno l'aspetto di una volpe (The Fox).
Entrano in contatto anche con il mondo del Wrestling. Nel 1999 il gruppo lavora con la WCW per creare un wrestler chiamato The KISS Demon che avrebbe dovuto assomigliare a Gene Simmons. Il progetto fallisce un mese dopo a causa di problemi finanziari da parte della federazione di wrestling.
Il gruppo è ancora in attività, ma l'ultimo disco pubblicato in studio, Psycho Circus, risale al 1998. In una recente intervista Simmons ha dichiarato, che il nuovo album una volta pubblicato finirà gratuitamente in rete.
Dopo ben 9 anni di assenza dall' Europa, I Kiss hanno promosso un nuovo tour, il "Kiss Alive/35 World Tour", che toccherà 17 paesi europei compresa l'Italia. Due le date italiane, il 13 maggio 2008 all'Arena di Verona ed il 24 giugno al Datchforum di Milano.
La pagina di Wikipedia sui Kiss la trovate qui.
Questo , invece, è un sito sui Kiss in inglese. Mentre per un approfondimento sui loro fumetti potete andare qua.

giovedì, marzo 20, 2008

Il Video uccide la stella della radio?

Silvano è felice, tra poco si rivedrà con Valentina. Vuole farle sentire il nuovo disco che ha comprato. Glielo ha consigliato il suo amico Davide, speaker di una radio locale, sicuro che la canzone avrà un successo incredibile. Silvano è tutto il giorno che l'ascolta. In effetti la musica è davvero trascinante anche se è cantata da un gruppo sconosciuto. Poi squilla il telefono: è Valentina. La sua voce è bassa e ha un tono serio. Non si potranno vedere. Lei ha deciso di lasciarlo. Il giorno dopo scoprirà che è stato il suo amico Davide a soffiargli la ragazza.
Silvano è molto deluso e preso dallo collera sta per gettare via il disco. Ma ha un attimo di ripensamento e decide di conservarlo. La canzone è davvero troppo bella. Una scelta felice perchè proprio grazie a quella canzone incontrerà un'altra ragazza che di li a qualche anno diventerà sua moglie.
Era il 1979 quando The Buggles, un gruppo di musica pop-rock, divennero famosi con il loro primo singolo Video Killed the Radio Star. Il video della canzone, diretto da Russel Mulcahy, fu il primo videoclip trasmesso da MTV in Nord America. Per la storia della musica stava per essere scritto un nuovo capitolo.

martedì, marzo 11, 2008

Abbiamo un battito che batte come un martello pneumatico in noi

Ci sono canzoni che a livello personale ci colpiscono e ci trasmettono emozioni. Per me è il caso di "Battito Animale" di Raf. A molti può non piacere, ma io l'ho sempre trovata una canzone trascinante e che trasmette energia sia per il testo che per la musica.