giovedì, giugno 23, 2011
Proprio come Elvis!
domenica, gennaio 03, 2010
I migliori dischi di sempre

venerdì, febbraio 13, 2009
Harlem Shuffle
Harlem Shuffle è uno di quei brani che mi ha sempre dato una carica particolare. La versione forse più conosciuta l'hanno incisa i "Rolling Stones" nel 1986. Il brano originale risale addirittura al 1963 ed è stato scritto dal duo Bob & Earl nel 1963. Una cover la fecero i Booker T and the MG's, nel 1967 e Johnny and Edgar Winter 1976.
I video che ho inserito riguardano la versione dei Rolling Stones e quella originale del duo Bob & Earl.
sabato, gennaio 10, 2009
In ricordo di un mito
martedì, settembre 16, 2008
Addio, Stefano Rosso
mercoledì, luglio 16, 2008
Un po' di ritmo...
Nel mercato discografico sfondarono nell'estate del 1993 con "Mr. Vain" , seguito dalla hit "Got to get it" e dall'uscita dell'album "Serenity". In seguito il duo fece uscire altri singoli tratti da quest'album ("Anything", "World in your hands", "Adelante") senza però scalare le classifiche come per i primi due singoli.
Nel 1995 sono usciti "Inside out", prima hit del nuovo album recante lo stesso nome, e "Cryin' in the rain" prima di uscire definitivamente dal panorama dance fino al clamoroso ritorno del 2008 col singolo "Your Love".
Estratto da "http://it.wikipedia.org/wiki/Culture_Beat"
venerdì, luglio 04, 2008
Anni ruggenti
Gruppo Italiano. 1984
I marinai
sanno che all'equatore
tra le orchidee
vivono strane magie
oro che
ricopre le montagne
uomini piccoli così.
Quando lassù
esce la luna piena
nella tribù
senti suonare i tam tam
danzano intorno allo stregone
spiriti al ritmo del voodoo.
Anni ruggenti nei tropici
sento la giungla nell'anima
un'anaconda che dondola su di me
sembra un corallo nel blu.
Anni ruggenti nei tropici
bionde le vittime di King Kong
legami al palo ma portami giù in città
sento l'orchestra suonar.
Sui rami che
sfiorano quasi il cielo
aspetterò
finché la pioggia cadrà.
Corrono le voci dei safari
dicono che non tornerà.
Anni ruggenti nei tropici
dolci sorrisi dell'Africa
piante carnivore sembrano ridere
chi salverà Betty Boop.
Anni ruggenti nei tropici
e cuori infranti per souvenir
mille ippopotami cantano "baciami"
ma io non credo all'amor.
Dal punto di vista musicale gli anni ottanta rappresentano un periodo florido per l'Italia. Chi li ha vissuti non potrà non ricordarsi di quante produzioni interessanti circolavano in quegli anni.
sabato, giugno 28, 2008
Troppo, troppo!
sabato, giugno 21, 2008
Gli altri siamo noi
Non sono stato mai più solo di così
è notte ma vorrei che fosse presto lunedì
con gli altri insieme a me per fare la città
con gli altri chiusi in se che si aprono al sole
come fiori quando si risvegliano, si rivestono,
quando escono, partono, arrivano
ci somigliano, angeli avvoltoi,
come specchi gli occhi nei volti
perché gli altri siamo noi.
I muri vanno giù
al soffio di un'idea
Allah come Gesù in chiesa o dentro una moschea
e gli altri siamo noi ma qui sulla stessa via
vigliaccamente eroi lasciamo indietro pezzi di altri nodi
che ci aspettano e si chiedono perché nascono e subito
muoiono
forse rondini foglie d' Africa
ci sorridono in malinconia
e tutti vittime e carnefici
e tanto prima o poi gli altri siamo noi.
Quando cantano,
quando piangono
gli altri siamo noi.
siamo noi siamo noi
In questo mondo gli altri siamo noi
Gli altri siamo noi
Gli altri siamo noi
Gli altri siamo noi
Gli altri siamo noi
Noi che stiamo in comodi deserti
di appartamenti e di tranquillità
lontani dagli altri,
ma tanto prima o poi gli altri siamo noi.
In questo mondo piccolo oramai
Gli altri siamo noi
Gli altri siamo noi
Gli altri siamo noi
Gli altri siamo noi
Gli altri siamo noi
Si gli altri siamo noi
fra gli Indios e gli Indù
ragazzi in farmacie che ormai non ce la fanno più,
famiglie di operai licenziati dai robot
e zingari dell'est in riserve di periferia
siamo tutti vittime e carnefici
tanto prima o poi gli altri siamo noi.
L'amazzonia
il Sud Africa,
Gli altri siamo noi.
siamo noi siamo noi
quando sparano
quando sperano
Gli altri siamo noi
siamo noi siamo noi
Gli altri siamo noi
Gli altri siamo noi
In questo mondo gli altri siamo noi
In questo mondo piccolo oramai
Gli altri siamo noi
In questo mondo gli altri siamo noi
In un momento come questo di rifiuto della "diversità", una canzone come "Gli altri siamo noi" di Umberto Tozzi sembra davvero attuale.
Tozzi è stato uno dei pochi autori ad aver visto le proprie canzoni riprese da artisti di fama internazionale. "Ti amo" fu riproposta in Francia da Dalida e negli Stati Uniti da Laura Branigan. Con la canzone Gloria arriverà al primo posto nella classifica dei singoli americani proprio con l'interpretazione di Laura Branigan.
venerdì, giugno 13, 2008
Una storia americana
sabato, giugno 07, 2008
Scrivi il tuo nome
(Battisti-Velezia)
Scrivi il tuo nome
su qualcosa che vale
mostra a te stesso
che non sei un vegetale
e per provare che si può cambiare
sposta il confine di ciò che è normale
bella giornata è questa qua
l'aria più fresca ti esalta già
il momento migliore per cominciare
un'altra vita un'altro stile
profondo o leggero
quando c'è gusto è bello
usa le gambe
utilizza il cervello
con l'entusiasmo
o con l'istinto
fai un passo
fuori del tuo recinto
bella giornata è questa qua
l'aria più fresca ti esalta già
il momento migliore per cominciare
un'altra vita un'altro stile
dall'album E già - 1982
lunedì, maggio 26, 2008
Per l'abolizione dell'Ordine dei giornalisti
Inoltre, nel 1996 militanti e dirigenti radicali si autodenunciarono per aver distribuito il giornale “Risorgimento liberale” non registrato presso il Tribunale perché il direttore responsabile che lo aveva firmato non era iscritto all'Ordine. Anche sugli altri temi due temi, mettiamo a disposizione un patrimonio di lotte che affonda le radici nella storia della Repubblica." Da Agenziaradicale.it
venerdì, maggio 23, 2008
Fabio Concato: Musica e Dolcezza
domenica, aprile 27, 2008
C'è un grande prato verde dove nascono speranze
Un mondo d'amore
Gianni Morandi
F.Migliacci - B.Zambrini - S.Romitelli
(1967)
C'è un grande prato verde
dove nascono speranze
che si chiamano ragazzi
Questo è il grande prato dell'amore.
Uno non tradirli mai, han fede in te
Due non li deludere, credono in te
Tre non farli piangere, vivono in te
Quattro non li abbandonare, ti mancheranno
Quando avrai le mani stanche tutto lascerai
per le cose belle ti ringrazieranno
piangeranno per gli errori tuoi
E tu ragazzo non lo sai
ma nei tuoi occhi c'è già lei
ti chiederà l'amore ma
l'amore ha i suoi comandamenti
Uno non tradirla mai, ha fede in te
Due non la deludere, lei crede in te
Tre non farla piangere, vive per te
Quattro non l'abbandonare, ti mancherà
E la sera cercherà tra le braccia tue
tutte le promesse tutte le speranze
per un mondo d'amore
lunedì, aprile 21, 2008
La leggenda di Caruso
L'albergo aveva conservato le camere intatte, c'era il suo pianoforte che ho usato per scrivere la canzone, i suoi libri, le foto di lui con un bambino in braccio e alcune signore. Angelo che ha un bel bar sul porto mi raccontò la storia dei suoi ultimi giorni di vita.
Caruso era malato di cancro alla gola e sapeva di avere i giorni contati ma questo non gli impediva di dare lezioni di canto ad una giovane cantante della quale forse era innamorato.
Una delle ultime sere della sua vita, una notte caldissima, non volle rinunciare a cantare davanti a lei che lo guardava ammirata, e pur stando male, fece trasportare il piano sulla terrazza che dava sul porto. Caruso cantò più che una romanza, un'appassionata confessione di amore e di sofferenza, due cose che spesso viaggiano insieme.
La sua voce era ancora così potente che fu sentita anche fuori dal porto cosicché tutti i pescatori rientrarono per ascoltarlo e si misero con le barche sotto la sua terrazza.
Le loro lampare erano tante da sembrare stelle nel cielo, forse Caruso vedendole ripensò ai grattacieli di New York, e trovò la forza di continuare a cantare per perdersi commosso negli occhi della ragazza che, appoggiata al pianoforte, lo guardava. La notte Caruso stette molto male.
Dopo poco morì...
Ho scritto la canzone come un piccolo omaggio alla tradizione musicale napoletana.
Del resto qualcuno ricorderà che avevo già dichiarato il mio amore per questa grande musica all'epoca di Banana Republic, cantando con Francesco Addio mia bella Napoli. "
Qui dove il mare luccica
Te voglio bene assaima tanto tanto bene saie' una catena ormai
Vide le luci in mezzo al mare pensò alle notti la in America
Te voglio bene assaima tanto tanto bene saie'
Potenza della lirica dove ogni dramma e' un falso
Così diventò tutto piccolo anche le notti la in America
Ah si, e' la vita che finisce ma lui non ci pensò poi tanto
Te voglio bene assai ma tanto tanto bene saie'
domenica, aprile 06, 2008
Claudio Baglioni: Un film in una canzone
mercoledì, marzo 26, 2008
Los Bravos: il beat spagnolo degli anni '60
lunedì, marzo 24, 2008
Il favoloso mondo dei KISS
Gene Simmons con le sembianze da demone (The Demon)
Paul Stanley è il figlio delle stelle (The Starchild)
Ace Frehley è l'uomo dello spazio (The Spaceman)
Il gruppo è ancora in attività, ma l'ultimo disco pubblicato in studio, Psycho Circus, risale al 1998. In una recente intervista Simmons ha dichiarato, che il nuovo album una volta pubblicato finirà gratuitamente in rete.
