lunedì, luglio 26, 2010

Little Nemo: 20 anni fa

Nel luglio di 20 anni fa nasceva la fanzine Little Nemo. In un articolo pubblicato nel numero 8 della fanzine, uscito nel 2006, ne ripercorrevo un po' la storia. Ecco di seguito un ampio stralcio.
Era l'estate del 1990 quando un'idea che mi ronzava in testa da parecchio tempo cominciò a prendere una forma concreta. Mesi prima mi era capitata tra le mani “Collezionare”, una fanzine realizzata nella penisola. La rivistina era curata tra gli altri da Francesco Manetti (uno dei più valenti critici italiani della nuova generazione) e da Moreno Burattini, che poi sarebbe diventato uno dei principali sceneggiatori di Zagor. Allora mi dissi: “Caspita! Ma anche io voglio fare qualcosa di simile!”. Convocai Efisio Bianco, conosciuto un paio di anni prima, e gli feci “l'insana proposta”: “Facciamo una fanzine e la chiamiamo “Little Nemo!”. Fece appena in tempo a dire di si che eravamo già al lavoro sul primo numero. Nel progetto venne subito coinvolto anche Corrado Zedda (mio vecchio compagno di scuola dai tempi del liceo). Avevamo bisogno di un argomento e di un ospite importante per caratterizzare il nostro primo numero. Pensammo subito in grande. Speciale su Magnus e intervista a Max Bunker. Nonostante alcune persone dell'ambiente sostenessero l'idiosincrasia di Bunker alle interviste, noi preparammo lo stesso le domande e le spedimmo. Nel giro di un paio di settimane il grande “Max” ci diede sue notizie. Avevamo l'intervista! L'agosto di quell'anno fu dedicato alla realizzazione del primo numero. Prendendo a prestito il computer del mio ufficio, con la gentile disponibilità dell'Ing. Farris, il mio titolare, iniziammo a scrivere, stampare e impaginare con un folle (visto la scarsità di mezzi) copia e incolla. Come promesso inviammo una copia del nostro lavoro a Max Bunker. La cosa in realtà, a quel punto, sembrava finita lì. Ad aprile del 1991, mi chiamò Efisio che mi disse:” Ascolta, Luigi. Sta succedendo una cosa stranissima. Oggi ho ricevuto dieci lettere di persone che richiedono la fanzine.” Un lampo illuminò la mia mente. Proprio in quei mesi la Max Bunker Press aveva edito un nuovo mensile chiamato “Bhang”. Corsi all'edicola e ne comprai una copia. Nella rubrica delle recensioni di nuovi albi a fumetti, insieme a riviste ben più prestigiose, c'era anche la segnalazione, con tanto di copertina, dell'uscita di Little Nemo.
Adesso, magari, per chi non ha vissuto quegli anni, è difficile rendersi conto delle difficoltà di realizzare una fanzine. Ma per noi, vedere riconosciuto il nostro lavoro e il nostro impegno da una professionista, addirittura con una recensione, era una gioia immensa.
Sulla spinta dell'entusiasmo ci mettemmo al lavoro sul secondo numero. L'obiettivo era quella di portare la fanzine a Lucca Comics di quell'anno. A ottobre il numero fu pronto e con Efisio partimmo portando con noi circa 100 copie. A Lucca ci sistemammo sulle gradinate (luogo destinato ai fanzinari) del palazzetto che allora ospitava la manifestazione e esponemmo le copie della nostra rivistina. Il risultato fu che la mattina successiva le avevamo già vendute tutte.
Al nostro ritorno in Sardegna ci fu però un momento di rilassamento. Presi dalle nostre occupazioni e problemi personali, la fanzine iniziò a occupare uno spazio sempre più piccolo dei nostri pensieri. E fu davvero a fatica, che assemblando il materiale raccolto a Lucca (interviste, disegni, etc.) riuscii, nel Marzo del 1992, a realizzare il numero 3. Uno Speciale Lucca 1991 che portava in copertina uno splendido disegno inedito di Fabio Civitelli.
Lo sforzo fu premiato perché di li a qualche mese L'Unione Sarda dedicò a Little Nemo un ampio articolo nelle pagine della cultura.
L'occasione per realizzare il numero 4 ci fu data dall’uscita l'anno precedente di Nathan Never a cui dedicammo un numero speciale con copertina a colori degli Esposito Bros. Con quel numero, uscito alla fine del 1992 la fanzine raggiunse il massimo della diffusione. Fummo ospiti per due volte in programmi televisivi dell'emittente Sardegna 1; Henri Filippini, direttore editoriale della Glenat, ci richiese l'invio di diverse copie della fanzine. Riuscimmo a superare la cifra di 500 copie vendute per corrispondenza, con alcune richieste provenienti dalla Francia e addirittura dal Giappone! Si rese necessario anche il varo di una fanzine parallela, Chance, dedicata ai disegnatori esordienti.
Dal 1994 al 1998 riuscimmo a pubblicare un numero all'anno, intervistando tra gli altri Stefano Casini, Sergio Bonelli e Roberto De Angelis. Ed ogni uscita era un successo. La media di copie richieste a numero superava abbondantemente il centinaio, con ottime recensioni sulle riviste specializzate.

lunedì, luglio 19, 2010

E allora avanti un altro.



"Ci si sente soli per quello che si è visto
e poi per tutti quelli che han fatto così presto
a montare su per fare un po' il tuo viaggio
giurando che per te davano un braccio
parlavano di stile, di impegno e di valori
ma non appena hai smesso di essere utile per loro
eran già lontani,
la lingua avvicinata a un altro culo.
e allora avanti un altro
almeno chiedi scusa del disturbo."


Caro il mio Francesco, Ligabue.

giovedì, luglio 01, 2010

il "nuovo" Spazio Bianco

"Il sito web LoSpazioBianco torna online giovedì 1 Luglio in veste rinnovata, sia nei contenuti che nella grafica. Tra gli elementi di questo restyling, una nuova immagine – logo e header della testata – realizzata da un grande illustratore italiano: Squaz, al secolo Pasquale Todisco."
Matteo Stefanelli (l'autore di questa intro) ne parla sul suo blog intervistando proprio Squaz, l'autore del restyling grafico.
Sono ben felice di questa novità per un sito a cui mi onoro di collaborare da circa un paio di anni.
L'intervista a Squaz la trovate qui
Il nuovo sito de "Lo Spazio Bianco" qua.

domenica, maggio 02, 2010

Ivan Graziani, un musicista dimenticato



Ivan Graziani rivive nell'interpretazione dei figli, Filippo e Tommaso nel tour «Viaggi e intemperie».
Filippo Graziani ripropone il repertorio del padre Ivan: Lugano addio, Pigro, Firenze, Maledette malelingue su Rai News 24, Intervista di Francesco Gatti.

mercoledì, aprile 28, 2010

Kurden People

Vi segnalo una recente collaborazione con Lo Spazio Bianco. Ho recensito il volume Kurden People di Marina Girardi, il fumetto che nel 2008 ha vinto il primo premio “Komikazen - Festival del fumetto di realtà. La recensione la trovate qui.
Ho anche realizzato l'intervista ll'autrice che invece trovate qua.
Entrambi i contributi sono stati possibili grazie alla revisione e integrazione di Alberto Casiraghi. Questa collaborazione ha avuto infatti diversi ostacoli sul suo cammino. Sarebbe dovuta uscire alla fine del 2009, ma ho avuto prima problemi di salute e mi sono dovuto fermare una prima volta. Poi un improvviso impegno lavorativo mi ha impedito di terminare il contributo che è stato portato a termine, come dicevo sopra, da Alberto Casiraghi.

domenica, aprile 11, 2010

I sogni diventano realtà


Di Fabiano Ambu avevo già parlato qui, in occasione del suo albo di Nemrod. E quello era già un fondamentale passo per la sua carriera. Ma il numero di Dampyr del decennale, in uscita questo mese, è per Fabiano un sogno che si realizza.
Credo di essere stato tra i primi (se non il primo) nel mondo del fumetto a conoscere Fabiano nel lontano 1992. Allora realizzavo la fanzine Littlenemo e in qualche modo venne in contatto con noi e ci chiese di collaborare. Già da allora dimostrava una notevole maturità e serietà di intenti. Il suo scopo era chiaro e niente e nessuno lo avrebbe fermato. Nonostante i tentativi di un autore "miope" che cercò di scalfire la sua determinazione.
Non voglio qui fare una lista di elogi per Fabiano. Lui sa quanto lo stimo e non ho bisogno di esplicitarlo qui. Altri hanno parlato della positiva cocciutaggine di Fabiano, ed è una delle cose che più gli invidio. Mentre in tanti al suo posto avrebbero mollato da tempo, lui non si è mai tirato indietro. La sua passione e il suo entusiasmo hanno ultimamente contagiato anche me. Tanto è vero che sto anche provando a vedere se riesco a tirare fuori qualche buona idea per Dampyr, anche se è una serie davvero difficile da scrivere.
Per quanto riguarda il lavoro di Fabiano su Dampyr ho ben poco da dire, se non che si tratta di un esordio col botto. Io ha avuto l'impressione che abbia iniziato a disegnare le prime tavole con un po' di paura e forse soggezione (non era una storia facile da disegnare), ma da metà albo in poi ha acquistato sicurezza, e verso la fine dell'albo ha realizzato delle tavole che sono degli autentici capolavori.
Non oso immaginare di che ottimo livello qualitativo sarà il suo prossimo lavoro per Dampyr.
Sono davvero felice per lui, ed è come se, in qualche modo, una piccola parte di me fosse presente in questo suo esordio bonelliano.
Fabiano una volta mi disse che non avrebbe, comunque, mai smesso di disegnare fumetti.
E il suo sogno lo avrebbe realizzato. Il tempo gli ha dato ragione.

venerdì, aprile 02, 2010

Disegnatore a tempo perso


Ogni tanto mi ricordo che mi piace disegnare. Questo è un disegno realizzato su richiesta di un amico.

lunedì, marzo 22, 2010

Uccidere un passerotto





"Non riuscirai mai a capire una persona se non cerchi di metterti nei suoi panni, se non cerchi di vedere le cose dal suo punto di vista".

E' una frase di Atticus Finch, l'avvocato protagonista del meraviglioso film "To Kill a Mockingbird" (Uccidere un passerotto) o "Il buio oltre la siepe", come è conosciuto nella versione italiana, tratto dal romanzo omonimo di Harper Lee, vincitore del Premio Pulitzer.

martedì, marzo 16, 2010

La triste storia di Del Shannon

Dal sito www.scaruffi.com

Del Shannon (Charles Westover) era un rocker in falsetto del Michigan che divenne celebre per Runaway (1961), una canzone triste e pessimista nella quale l'assolo umorisitico al "musitron" dell'organista Max Crook imitava ante-litteram il suono del sintetizzatore (Crook aveva costruito di persona il suo "musitron") mentre un ritmo galoppante corredava la narrativa in maniera altrettanto insolita e una chitarra petulante resuscitava il fantasma di Chuck Berry. Shannon aveva lasciato credere di essere giovanissimo e venne salutato come un "enfant prodige". Runaway (Big Top, 1961) contiene anche Hats Off To Larry e Hey Little Girl. Little Town Flirt (1962) fu l'hit tratto dall'album omonimo, Little Town Flirt (Big Top, 1963). Shannon era uno dei primi rocker bianchi a scrivere il proprio materiale.
In realta` era un emulo di Roy Orbison che in seguito` si autocommisero` in Cry Myself To Sleep, Crying, She Cried, etc. Little Miss Maid fu forse il suo melodramma piu` intenso. Keep Searchin' (1964) e Stranger In Town (1965), il suo incubo piu` massiccio, furono i suoi ultimi brani degni di nota, ma di scarso appeal commerciale.
The Definitive Collection (Recall, 1999) è un'ottima antologia.

Shannon si suicidò nel febbraio 1990.