mercoledì, maggio 30, 2007

Man at work


Dopo qualche mese dall'uscita del numero 8 della fanzine Littlenemo posso iniziare a trarre qualche bilancio. Lo scopo di riunire dopo diversi anni alcuni vecchi collaboratori per un progetto comune è stato raggiunto. Sin dal principio i presupposti erano quelli di realizzare una sorta di numero celebrativo. La distribuzione della fanzine (visto che abbiamo utilizzato il sistema dell'invio delle copie su richiesta) tutto sommato non è andata male, anche se al di sotto del livello dei numeri precedenti. Diversi siti di informazione fumettistica hanno segnalato l'uscita della fanzine e questa è stata una cosa positiva. A dirla tutta, in realtà, a fronte dell'impegno profuso mi sarei aspettato un qualcosa di più, ma è certo che i tempi son cambiati e forse per le fanzine cartacee non c'è più tanto spazio.
Diverse persone mi chiedono quando faremo uscire il prossimo numero. E io rispondo che non lo so... Cerco di spiegarmi meglio. Il numero è stato in pratica organizzato da me (raccolta dei contenuti, dei fumetti, delle interviste e quant'altro). Ho impaginato tutto il giornale e in alcuni casi ho inchiostrato pure alcune tavole a fumetti e scritto il lettering. E poi naturalmente la distribuzione. Questo è ovvio per passione. Mi sono pure divertito, ma che fatica. Però sono cose che si fanno una volta sola.
Anche se non sembra lo staff di Little Nemo è stato sempre ridotto all'osso. Quando andava male ero da solo, se andava bene eravamo in tre!
Se mai si facesse un altro numero le condizioni dovrebbero essere ben diverse. Se dovessero rendersi disponibili concretamente persone che si offrono di collaborare, allora il discorso sarebbe diverso. Attenzione non parlo di mandarmi qualche articolo o qualche fumetto, parlo proprio del lavoro più rognoso e meno visibile: raccogliere interviste, curare l'impaginazione, occuparsi della distribuzione. Se questo dovesse realizzarsi allora se ne può riparlare.
Spero di aver chiarito perchè rimango sempre sul vago quando mi chiedono notizie sul prossimo numero di Little Nemo.

martedì, maggio 08, 2007

Lostcopia


Il successo mondiale di Lost ha prodotto anche un curioso fenomeno di clonazione. QUI trovate alcuni video della versione colombiana di Lost chiamata Volo 1503. Mentre QUI c'è un sito turco dove, addirittura, ci sono le foto della clonazione degli attori. Non se si tratta di parodie o cose simili. Se così non fosse sarebbe abbastanza imbarazzante un'operazione del genere. I misteri di Lost...

domenica, maggio 06, 2007

Si ricomincia


Dopo una bella pausa di qualche mese, dovuta a diverse ragioni, ho ripreso in mano dei progetti iniziati l'anno scorso. Di uno di questi ne ho parlato qui . Anche se all'apparenza potrebbero sembrare due progetti separati in realtà sono legati da un unico filo conduttore. Il plot è ormai definito e il disegnatore Marco Ballò sta disegnando le prime tavole di prova. Il progetto non è fine a stesso ma l'intenzione è quello di proporlo un po' in giro. Abbiamo comunque un problema: ci servirebbe un altro disegnatore. Marco sta disegnando anche un'altra storia di cui ho parlato qui, e più di tanto non può fare se non a discapito della qualità del lavoro.
Lancio quindi l'annuncio: se qualche disegnatore realistico fosse interessato mi contatti a questa e-mail. Si tratta di una collaborazione per ora non remunerata, ma se il progetto dovesse andare in porto gli eventuali guadagni sarebbero divisi al 50%.

giovedì, aprile 19, 2007

Torna a casa , Beppe!


Faccio mio l'appello di Emilano Longobardi che trovate qui che auspica il ritorno al fumetto di Giuseppe Ferrandino, autore negli anni '80 e '90 di straordinari fumetti e ora apprezzato autore di romanzi . Tra i tanti fumetti scritti da lui ricordo, La Foresta di Tenon, Il Colore del Vento e Zampino con i disegni Ugolino Cossu, La città del non ritorno e Sera Torbara con i disegni di Massimo Rotundo.

Torna al fumetto, Giuseppe!

giovedì, aprile 12, 2007

Sociologia animata




Sono quasi passati trent'anni dall'uscita di VIP - Mio fratello superuomo, film di animazione prodotto e diretto nel 1968 da Bruno Bozzetto.
In questo lungometraggio animato, Bozzetto parte da un apparentemente semplice plot avventuroso e, come è caratteristica della sua filosofia, sviluppa un discorso incentrato sull’uomo e sulle sue problematiche sociali.
Già dal titolo capiamo che si tratta di un cartone animato incentrato su un super-eroe, ultimo di una generazione di VIP che hanno attraversato il corso della storia dell’umanità: SuperVip, alto, bello, forte, intelligente e fortunato con le donne. L’eroe in questione, figlio di BAFFO VIP (che ha fatto confusione sul concetto di super) e di una commessa di un “Supermarket”, ha un fratello che è il suo esatto contrario; brutto, con dei vistosissimi occhiali, gracilino e alquanto stupidotto. MiniVip è pieno di complessi causati dal conflitto col fratello più fortunato e per dimenticare le sue tristi circostanze parte per un viaggio di vacanza. Questo è il pretesto che da il via alla vicenda. Naturalmente il MiniVip si metterà nei guai e toccherà al fratello SuperVip salvarlo.
Come dicevamo prima si tratta, ad una visione superficiale, di una banale trama avventurosa che in realtà è necessaria per costruirvi intorno tutta una serie di messaggi ben precisi.
La storia continua col rapimento del MiniVip da parte di una organizzazione criminale gestita da Happy Betty, una donna grassa, titolare di una gigantesca catena di supermarket chiamata HB.
La titolare spiega, a un folto gruppo di imprenditori venuti da tutto il mondo, il suo progetto per espandere in tutto il mondo la sua catena di supermarket. Il discorso di Happy Betty è preso a simbolo per rappresentare il potere e l’influenza della tecnologia sull’essere umano.
In una breve sequenza viene spiegato come oramai l’uomo vive totalmente in funzione della tecnologia e come i suoi ritmi di vita sono scanditi da essa: sveglie che interrompono il nostro sonno, semafori che danno il tempo ai nostri movimenti. Questa dipendenza sta portando gli abitanti della Terra a perdere la propria umanità e la propria capacità di decidere della propria vita.
Su questo infatti si basa il progetto di Happy Betty per obbligare le persone a comprare nei suoi supermarket. Per fare questo lancerà dei piccoli missili che si conficcheranno sulla testa delle persone e così saranno sotto il suo totale controllo. E’ evidente che si tratta di un espediente narrativo e che i missili non sono altro che gli spot pubblicitari che ci bombardano quotidianamente. Il messaggio è chiaro: bisogna resistere alla minaccia di una massificazione e una omologazione nei confronti dell’umanità causata da mezzi di comunicazione di massa. Il pericolo è che si perda la propria identità e si diventi come gli operai che lavorano per Happy Betty: Bozzetto li rappresenta come dei piccoli giapponesi, tutti uguali, il cui unico scopo nella vita è quello di produrre il più possibile.
Al termine della vicenda, Bozzetto fra trasparire un messaggio riguardante il conflitto interiore che tormenta MiniVip. Anche lui , alla fine, trova una donna che lo ama per quello che è. La sofferenza nasce spesso dal confrontarci agli altri, invece ognuno è prezioso e vale per la sua unicità. Una volta che ha accettato la sua identità è finito anche il suo disagio nei confronti del fratello.
VIP, mio fratello Superuomo è un cartone che ancora oggi non ha perso niente del suo valore e che anzi ha saputo con lungimiranza ipotizzare qual è sarebbe stato il rapporto tra l’umanità e i mezzi di comunicazione negli anni a venire.

Scheda Tecnica:
VIP, MIO FRATELLO SUPERUOMO, 1968
Regia: Bruno Bozzetto
Animazione Giuseppe Laganà, Franco Martelli
Direzione dei disegni e dell’animazione Guido Manuli
Sceneggiatura Bruno Bozzetto, Attilio Giovannini, Guido Manuli
Musiche originali: Franco Godi
Edizioni VIVIVIDEO

giovedì, aprile 05, 2007

Un esplicito ermetismo.

Nel 1980, Lucio Battisti, dopo quasi 15 anni di collaborazioni con Mogol, decide di dare una svolta decisiva alla sua carriera. Abbandona il suo paroliere di sempre e cerca nuove sonorità musicali. E ispirato dalle sonorità elettroniche in voga in quel periodo ( da noi nei primi anni '80 gli artisti che ebbero maggiore riscontro di pubblico furono gli Human Leauge e Howard Jones) pubblica nel 1982 il disco innovativo e sperimentale E Già. L'album composto da 12 canzoni (con i testi della moglie Velezia piuttosto filosofici) è completamente suonato con tastiere elettroniche e sintetizzatori. Il disco sconcerta il pubblico battistiano e anche diversi critici hanno giudizi duri sul nuovo lavoro di Battisti. A 25 anni dall'uscita si può apprezzare a pieno il valore di questo disco. Preludio a quella che poi sarà la stagione successiva di Battisti. Quella per intenderci nata con la collaborazione di Pasquale Panella, che ha dato vita ad album memorabili sia dal punto di vista dei testi (all'apparenza ermetici) che delle sonorità musicali. Ma di questo avremo modo di riparlarne.

Di seguito vi riporto il testo di una delle più belle canzoni dell'album E già.



Slow Motion testo di Velezia Musica di Lucio Battisti



Slow motion lento movimento ferma un attimo di gioia o di infelicità
il volo di un gabbiano il salto di un delfino
l'uomo che cade nel momento supremo
l'anima sospesa di un nuovo stupore slow motion la notte di Babbo Natale
l'orecchio teso per sentirlo arrivare
si estrae la fortuna l'uomo è sulla luna
slow motion per chi ha vinto quello che fuori di sè il veleno ha respinto
slow motion quando il sole tramonta
slow motion quando s'infrange l'onda d'inverno davanti alla forza del mare
il respiro rallenta per poterla captare
sogno di fronte all'immensa platea
intorno al mondo in solitario cento metri in apnea
slow motion fatemi rivedere l'uomo che vince contro ogni parere
slow motion slow motionslow motion lento movimento
ferma un attimo di gioia o di infelicità
il volo di un gabbiano il salto di un delfino
l'uomo che cade nel momento supremo

martedì, marzo 27, 2007

L'esaltazione del non sense


Ogni tanto mi faccio prendere dalla nostalgia e in quei momenti vado a ripescare libri letti anni prima o riascolto canzoni di diversi anni fa. In questo periodo mi sono messo alla ricerca delle canzoni di un cantautore che ha avuto il suo momento di celebrità tra la fine degli anni '70 e i primi anni '80. Sto parlando di Enzo Carella. Chiii? Direte voi. Sconosciuto ai più, Carella, in realtà, è stato un artista innovativo, sia dal punto di vista musicale, sia per quello che riguarda i testi. Una citazione dal sito: http://digilander.libero.it/gianni61dgl/enzocarella.htm

Carella ha portato nella breve carriera una ventata di novità nella musica italiana. Nel suo modo di comporre e cantare si sentiva una forte influenza americana, le sue canzoni hanno ritmiche soffici, quasi da piano-bar, una musica “in punta di piedi”. Passato alla cronaca soprattutto per l'apparizione al Festival di Sanremo nel 1979 (per la cronaca il punto più basso della manifestazione, vinto da uno sconosciuto rimasto tale con un brano subito dimenticato, ma l'unico in cui era presente la parola "amore"). Il brano di Carella, Barbara, fresco, ritmato, un pò folle ottiene il 2° posto. L’uscita ufficiale risaliva però al ‘77, quando veniva pubblicato Vocazione, LP dalla improbabile copertina tutta rosa, strano e accattivante per le trovate musicali, molto ritmiche e sbarazzine, insolite e stuzzicanti. I pezzi di questo disco, dedicato a tale Cristina, si appoggiano a testi quantomeno insoliti. Infatti sono scritti così come i dischi successivi da tale Pasquale Panella (che usa lo pseudonimo Vanera) alla sua prima incursione nel mondo della musica. Vi ricorda qualcosa Panella? È proprio lui! La disperazione dei battistiani doc. Dopo Barbara e altri Carella che oltre al brano sanremese contiene un altro pezzo "forte", Amara, nel 1981 Carella pubblica il suo disco migliore, ancora oggi molto valido. Sfinge, è prodotto da una vecchia conoscenza del progressive italiano: Elio D’Anna, ex sassofonista degli Osanna. I brani sono tutti accattivanti ma uno in particolare ha riscosso un certo interesse da parte del pubblico: Stai molto attenta. Dopo diversi anni è uscito un nuovo disco che conteneva 5 brani nuovi e 5 suoi "classici". Nel 1995 l'ultima sua pubblicazione: Se non cantassi sarei nessuno, album purtroppo semisconosciuto anche perchè quasi introvabile. Recentemente la Bmg Ricordi ha pubblicato un doppio cd nella serie Flashback."
Per chiudere inserisco il testo di "Barbara".

BARBARA
PASQUALE PANELLA - ENZO CARELLA
Tentami Toccami con l'alito
Fammi un caldo in più
Dolce tu per tu
Rubami Con le trecce allacciami
C'è più swing in noi
Che dall'onda in poi
Tienimi Tra le mani e l'anima
Fammi un male tenero
Fantasiosa è Barbara
Ho freddo in mano Ti tocco piano piano
Ho freddo e ho pianto
Mi faccio accanto accanto
Ho freddo al braccio
Ti bevo goccia a goccia
Ho freddo ancora
Il freddo m'innamora
Barbara Rapinosa assalimi
Scioglilo per noi Quel tuo senso in più
Morbida Diavola che scivola Con un fuoco in più
Notte accesa tu
Fondilo Il mio cuore è zucchero Rosso con le mandorle Rapinosa mordilo
Ho freddo in bocca La bocca tua è albicocca
Ho freddo al naso La bocca tua è di raso
Ho freddo al collo In bocca a te è più bello
Ho freddo ancora Il freddo m'innamora
Ho freddo ancora
Barbara Barbara Barbara Barbara Barbara

lunedì, marzo 19, 2007

Giancarlo Berardi e il suo workshop per beneficenza

Ricevo e pubblico questa interessante notizia.

Giancarlo Berardi e il suo workshop a favore dei programmi di sostegno per la risoluzione del disagio giovanile, Comunità di San Benedetto, Genova.

A Genova, l'associazione artistico-culturale Art'intorno organizza, nell'ambito delle proprie iniziative inerenti ai Laboratori Specializzati di Arti Visive Applicate, il workshop dedicato al Soggetto e Sceneggiatura per il Fumetto, condotto da un artista d'eccezione: Giancarlo Berardi, creatore di Ken Parker e Julia, e annoverato tra i più grandi sceneggiatori del mondo.

Il workshop tecnico-pratico "Narrare con le immagini" si svilupperà nell'arco di 2 giornate: sabato 26 maggio e domenica 27 maggio dalle ore 15 alle ore 19.

Contenuti specifici:

- come nasce un'idea
- come si trasforma in una trama
- come si sviluppa in sceneggiatura
- l'importanza dei dialoghi
- la regia
- Esercitazione pratica con la supervisione del Maestro

Il workshop è a numero chiuso ed è per un numero massimo di 30 partecipanti
La quota individuale di partecipazione è di euro 300,00
La cifra non comprende l'ospitalità per gli iscritti e quindi eventuali prenotazioni in albergo devono essere effettuate direttamente dagli interessati.
L'intero ricavato sarà devoluto, per volontà espressa dell'artista, alla Comunità di San Benedetto, Genova (persona referente Don Andrea Gallo).
Per iscriversi occorre:
- versare la somma richiesta su conto bancario n. 812712
Banca Passadore - Agenzia B, ABI 03332 - CAB 01404
- inviare copia del versamento via fax al n. 010.58.93.17, con inserimento dei propri dati personali, numero di telefono ed eventuale mail

Le iscrizioni sono aperte fin da ora e possono essere effettuate fino ad esaurimento dei posti e non oltre il 12 maggio 2007.

Per qualsiasi informazione, telefonare allo 010.58.93.17 oppure 338.759.15.17
Referente responsabile: Antonella Ferrara
(Presidente e Legale rappresentante di Art'intorno).

Art'intorno
16129 Genova - v. Cecchi, 5/1 a
www.centroartistico.it - info@centroartistico.it

sabato, marzo 10, 2007

Ci siamo


Il nuovo numero di Little Nemo è uscito. Vi riporto la notizia pubblicata da AFNews.


Torna la fanzine Little Nemo
Chi non muore si rivede. C'era una volta una fanzine. C'è di nuovo. Si tratta di Little Nemo, creata nel lontano 1990 da Luigi Serra, che dopo otto anni esce con un nuovo numero.Per l'occasione sono stati coinvolti tutti i vecchi collaboratori, da Fabiano Ambu (autore della copertina) disegnatore per Desdy Metus, L'Insonne, a Simone Guglielmini disegnatore dell'Eura Editoriale. E ancora, un incontro con Giuseppe di Bernardo che racconta aspetti interessanti del suo essere fumettista, nonché articoli su Casty, sulla figura dell'autore completo in Italia e sul poliziesco italiano. A completare il numero vi è un inserto a fumetti "Chance" con storie di Efisio Bianco, Corrado Zedda, Luigi Serra e Marco Ballo'. Il tutto online su littlenemo.altervista.org.


L'illustrazione a corredo del post è di Simone Guglielmini. E' la copertina dell'inserto a fumetti "Chance".

Per richieste e informazioni sulla fanzine inviate una mail qui.

martedì, febbraio 27, 2007

Un anno fa...

Dopo anni di ricerca sulla figura dello scienziato Efisio Marini , noto per gli studi sulla pietrificazione dei cadaveri, a partire dal 2004, Corrado Zedda ed io, ci siamo attivati per ottenere le autorizzazioni per la riesumazione del corpo dello storico Pietro Martini, pietrificato subito dopo la morte (27 febbraio 1866) proprio dallo scienziato cagliaritano. Dopo innumerevoli tentativi all’inizio del 2006 la svolta: riusciamo ad avere tutti i permessi. Il giorno della riesumazione viene deciso: il 27 febbraio 2006 alle otto del mattino, dopo 140 anni dalla sua pietrficazione. Come in un film horror la giornata si presenta buia e tempestosa. Una piccola bufera si scatena sul cimitero monumentale di Bonaria a Cagliari. La riesumazione della salma del Martini, porta, con nostro rammarico, alla scoperta dei danni irreparabili prodottisi sul corpo dell’illustre pietrificato. Nonostante ciò alcune parti sono rimaste in buono stato di conservazione. I dubbi e le domande immediatamente si rincorsero sulle cause che hanno concorso a provocare lo sfascio e il degrado del quale siamo stati tristi testimoni insieme al Dottor Antonio Maccioni e agli altri studiosi intervenuti alla riesumazione. In base ai documenti recuperati dal Dott. Zedda, è risultato che non sono state rispettate, dall’amministrazione comunale dell’epoca, le condizioni di conservazione richieste esplicitamente da Efisio Marini. I risultati sull’esito della riesumazione, il successivo esame autoptico e sulle cause del deterioramento della salma verrano raccolti in un dossier in fase di ultimazione.