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giovedì, aprile 03, 2008

Ric Flair: la vera leggenda del wrestling

Domenica 30 Marzo al Citrus Bowl di Orlando, Florida, si è svolto l'ultimo incontro della prestigiosa carriera di Ric Flair. Il lottatore conosciuto anche come "The Nature Boy" era in attività dal 1972. In tutti questi anni ha combattuto nelle maggiori federazioni di wrestling diventando più volte campione del mondo. Flair non è particolarmente dotato fisicamente, ma ha una straordinaria resistenza fisica tale da evitargli grossi infortuni in carriera.
La forza di Flair risiede soprattutto nel suo carisma e nella sua straordinaria forza di volontà che gli ha permesso di superare i danni di un grave incidente aereo di cui restò vittima il 4 ottobre del 1975. Flair si spezzò la schiena in tre punti e a parere dei medici non potrà più tornare a combattere. Sorprendendo molti però Flair torna a calcare i ring, iniziando la scalata verso il successo. Per anni, negli Stati Uniti, ha conteso ad Hulk Hogan il titolo di wrestler più popolare.
La sua straordinaria carriera prosegue sino Wrestlemania 24 in un incontro dove era in palio la sua carriera. Se fosse uscito sconfitto dal match con Shawn Micheals (un altro leggendario wrestler) avrebbe dovuto abbandonare per sempre il mondo del wrestling.


Di fatto la fine della sua carriera era già stata stabilita da tempo, e l'incontro con Micheals era solo l'occasione per creare uno scenario prestigioso.
A noi fans resta il ricordo di uno straordinario personaggio che ha vinto in carriera più di chiunque altro. Ci mancheranno i suoi promo e le emozioni che sapeva regalarci sul ring, e soprattutto il suo grido di battaglia: Whoooouuu!!!!.
Nel video che ho inserito potete vedere gli ultimi minuti del suo incontro di Wrestlemania 24 dove è uscito sconfitto da Shawn Micheals.
Thanks, Ric!

lunedì, marzo 24, 2008

Il favoloso mondo dei KISS

I Kiss sono un gruppo rock statunitense, nato nel 1973 a New York per iniziativa di Gene Simmons e Paul Stanley. La particolarità del gruppo è quella che ogni singolo membro si creava da solo le maschere e il trucco facciale che successivamente diverranno il loro marchio di fabbrica. Il gruppo, tra alti e bassi, ha attraversato la scena rock mondiale degli ultimi trent'anni.

Gene Simmons con le sembianze da demone (The Demon)

Paul Stanley è il figlio delle stelle (The Starchild)

Ace Frehley è l'uomo dello spazio (The Spaceman)

Peter Criss ha l'aspetto del gatto (The CatMan).
Tra il 1976 e il 1977 hanno un successo tale che negli Stati Uniti divengono la band più popolare, e in Giappone superano il successo di vendita ottenuto dai Beatles.
Abili nel merchandising i Kiss producono numerosi oggetti firmati con il loro logo (che diviene un marchio registrato), come fumetti, kit per il trucco facciale, bambole, maschere di Halloween, e in seguito anche preservativi, bare, pantofole e mutande.
Lavorano anche per il cinema alla fine del 1978 con Kiss Meets the Phantom of the Park, film tv prodotto per la NBC da Hanna & Barbera.
Nel giugno del 1980 entra nel gruppo il batterista Eric con una maschera e un trucco che hanno l'aspetto di una volpe (The Fox).
Entrano in contatto anche con il mondo del Wrestling. Nel 1999 il gruppo lavora con la WCW per creare un wrestler chiamato The KISS Demon che avrebbe dovuto assomigliare a Gene Simmons. Il progetto fallisce un mese dopo a causa di problemi finanziari da parte della federazione di wrestling.
Il gruppo è ancora in attività, ma l'ultimo disco pubblicato in studio, Psycho Circus, risale al 1998. In una recente intervista Simmons ha dichiarato, che il nuovo album una volta pubblicato finirà gratuitamente in rete.
Dopo ben 9 anni di assenza dall' Europa, I Kiss hanno promosso un nuovo tour, il "Kiss Alive/35 World Tour", che toccherà 17 paesi europei compresa l'Italia. Due le date italiane, il 13 maggio 2008 all'Arena di Verona ed il 24 giugno al Datchforum di Milano.
La pagina di Wikipedia sui Kiss la trovate qui.
Questo , invece, è un sito sui Kiss in inglese. Mentre per un approfondimento sui loro fumetti potete andare qua.

mercoledì, marzo 12, 2008

Un amico di nome Moko

In giro sul web ho trovato una notizia bella e davvero curiosa. Probabilmente lo avete letto anche voi. Un delfino è riuscito a guidare e portare a largo due capodogli che si erano arenati sulla spiaggia di Mahia, sulla costa orientale di North Island, una delle isole maggiori della Nuova Zelanda. Che i delfini fossero animali straordinari lo si sapeva da tempo, ma questa notizia ha dell'incredibile. I dettagli li trovate qui.

sabato, marzo 08, 2008

Un Leprecano alla WWE

Un aspetto particolare che differenzia il circuito del wrestling dagli altri tipi di lotta non prederminati è quello di creare di volta in volta dei personaggi che possano fare presa sul pubblico. Per questo si utilizzano spesso le "gimmick", cioè l'insieme delle caratteristiche particolari di un personaggio interpretato da un wrestler. Da circa due anni un curioso personaggio sta riscuotendo un enorme successo, sia tra gli adulti che tra i più piccoli. Sto parlando di Hornswoggle, un Leprecano (un folletto irlandese) interpretato da Dylan Mark Postl.

Alleato di Finlay, è usato da quest'ultimo come una sorta di arma, utile per distrarre e sconfiggere gli avversari. La sua "tana" si trova sotto il ring, perciò egli può apparire in qualsiasi momento, senza essere visto dagli avversari. (Fonte wikipedia).
Il personaggio risulta simpatico a prima vista e Dylan Postl ci mette del suo per rendere al meglio le spassose scenette di cui è protagonista. E' un po' come assistere ai cartoni di Wil Coyote con personaggi in carne ed ossa.

venerdì, febbraio 29, 2008

TCW: Pronti alla rissa a...Cagliari?

Qualche giorno fa sono stato contattato da una federazione nazionale di wrestling, la Total Combat Wrestling. I responsabili hanno in progetto di aprire a Cagliari una palestra entro il 2008 ed organizzare uno show. Mi hanno chiesto un supporto alla loro iniziativa e con estremo piacere ho deciso di iniziare una collaborazione con loro. Per ora gli ho dato alcune informazioni e indicato dei contatti in ambito giornalistico. Se la cosa avrà un seguito ne darò immediata notizia sul blog. Colgo l'occasione per segnalarvi anche un blog dedicato al wrestling Ready To Scramble. Uno dei collaboratori è Giuseppe Mereu, giornalista del quotidiano "L'obbiettivo", che ho avuto il piacere di conoscere due anni fa durante lo show della NWE alla Fiera Campionaria di Cagliari.

lunedì, febbraio 18, 2008

Law & Order: indagini sulla psicologia criminale

Law & Order è il titolo di una delle più longeve serie televisive poliziesche statunitensi. La serie va in onda dal 1990 con crescente successo ed ha dato vita ad altre serie parallele. In questo periodo sto finendo di seguire la terza stagione di una di queste, Law & Order: Criminal Intent. Le indagini viste dal punto di vista degli assassini. Tra la squadra anticrimine che indagano su queste menti assassine, analizzate attraverso la prospettiva psicologica spicca il detective Robert Goren, interpretato da Vincent D'Onofrio. Si tratta di un detective particolare, dotato di una cultura straordinaria ed esperto in numero infinito di discipline. Il metodo di lavoro di Goren prevede la sfida aperta con la mente dell'assassino. E' una vera e propria battaglia piscologica che obbliga gli assassini a cedere e confessare le proprie colpe. Solo una criminale chiamata Nicole, una trasformista assassina, è riuscita a tenere testa al detective Goren, anche se alla fine ha dovuto cedere anche lei. La serie Law&Order: Criminal Intent, è arrivata sino ad ora alla sesta stagione. Non vedo l'ora di vederle tutte.

domenica, febbraio 17, 2008

[REWIND] Bruno Sammartino, il superman italiano

Oggi è la volta di un altro articolo scritto in questi anni e dedicato ad una leggenda del wrestling, l'italiano Bruno Sammartino. Il pezzo fu pubblicato sul numero zero della rivista RealWrestling nel novembre del 2004. Qualche mese dopo lo stesso articolo fu inserito dal sottoscritto su Wikipedia, dato che una voce su Sammartino ancora non esisteva. Su quella base altri appassionati, in questi anni integrarono e migliorarono il testo dandole la versione definitiva (alcuni brani dell'articolo sono rimasti però uguali al testo iniziale) che ora potete trovare qui.
Nel video un incontro dei primi anni settanta di Sammartino contro un'altra leggenda del wrestling, Killer Kowalski.


Bruno Sammartino "il Superman italiano"
Il wrestling nel corso degli anni ha attraversato varie fasi di popolarità. Il lottatore a cui si deve lo stravolgimento di questo sport-spettacolo è stato senza dubbio Hulk Hogan. Con lui nasce il wrestling moderno e ciò ha consentito che uno sport seguito da un buon numero di appassionati si trasformasse, in breve tempo, in un vero e proprio fenomeno di costume.
Hogan deve la sua popolarità, oltre al suo grande carisma, all’opportunità di avero usufruito del mezzo televisivo come veicolo comunicativo. Discorso analogo si può fare per Stone Cold Steve Austin e The Rock, la cui capacità di entusiasmare i tifosi è stata esaltata al massimo dal media TV e, in taluni casi, perfino dal grande schermo.
Negli anni ‘60 il wrestling veniva trasmesso in televisione, ma con una visibilità certo non paragonabile a quella attuale. Eppure, proprio in quegli anni, fece la sua comparsa Bruno Sammartino che è considerato, per tecnica e capacità, uno dei più grandi lottatori di tutti i tempi.
Sammartino nasce in Abruzzo e si trasferisce negli Stati Uniti all'età di 15 anni. La sua carriera ha inizio nel 1959 e vince il suo primo titolo WWWF (l’odierna WWE) il 17 maggio 1963 sconfiggendo Buddy Rogers “The Nature Boy".
In breve tempo diviene estremamente popolare sulle scene del wrestling ottenendo una popolarità paragonabile solo a quella di Hulk Hogan e, più recentemente, di The Rock e Stone Cold Steve Austin.
Cosa impensabile per il mondo del wrestling attuale, Sammartino detenne il suo primo titolo di campione WWWF Champion per ben 7 anni di fila mantenendo la cintura di campione di WWWF per un totale complessivo di 11 anni.
In seguito al trionfo su Buddy Rogers del 1963 affrontò e sconfisse, durante il suo primo regno di campione della WWWF, alcuni tra i più blasonati lottatori del periodo: Killer Kowalski, Crusher Verdu, Waldo Von Erich, George " the Animal” Steele , Freddie Blassie, Haystacks Calhoun, Gorilla Monsoon.
Era il 17 gennaio 1971 quando il pubblico presente al Madison Square Garden fu testimone della prima sconfitta di Sammartino. Dopo ben sette anni di regno Ivan Koloff poneva fine allo strapotere del “Superman Italiano”. La reazione dei 22.000 spettatori al termine del conteggio arbitrale fu di incredulità e stupore. Le cronache parlano di un silenzio di tomba che riempì il Madison Square Garden nei secondi successivi alla sconfitta di Sammartino. Un mito era crollato.
Abbandonata la WWWF, Sammartino partecipò ai tornei di altre federazioni come la W.W.A. (World Wrestling Association) vincendo, il 7 luglio 1973, in coppia con Dick Bruiser, la cintura di Tag Team Champion. La coppia di lottatori, chiamati "Annihilation Inc.," sconfissero Ernie "Big Cat" Ladd e Baron Von Raschke e mantennero il titolo quasi 6 mesi prima di essere battuti dai Valiant Brothers.
Il ritorno di Sammartino al WWWF lo vide sconfitto da Pedro Morales nel primo “face to face” World Title WWF". Morales mantenne il titolo, ma successivamente dovette cedere la cintura, il 1 dicembre 1973, a Stan Stasiak, il cui regno fu di breve durata: dopo soltanto 9 giorni, il 10 dicembre 1973 Bruno Sammartino si riappropriava del titolo sconfiggendo proprio Stasiak davanti ad un pubblico in delirio. Il campione era tornato!
Per il lottatore italiano questo fu l'inizio del secondo regno da campione WWWF. I quattro anni successivi, a detta dello stesso Sammartino furono ben più duri dei precedenti sette a guardare i nomi dei lottatori battuti è possibile capire perché: Ken Patera, Billy Graham, Ivan Koloff, Bruiser Brody, Nicolai Volkoff, Baron Von Raschke, Bobby Duncum, Mister. Fuji, Valiant Brothers, Toru Tanaka, Ox Baxer.
L’impegno di Sammartino era assiduo. Viaggiava senza sosta per tutti gli Stati Uniti e giungeva a svolgere fino a sei incontri in una sola settimana, offrendo ai tifosi il massimo per portare al wrestling quella credibilità e quel rispetto che in passato gli erano stati negati. Sammartino si è sempre schierato in difesa dell’autenticità sportiva del wrestling, contestando la sua identificazione come una finzione o uno sport entertaiment.
Tra i più ostici wrestler incontrati dal campione merita una menzione speciale il texano Stan Hansen, che gli provocò un serio infortunio. Il 26 aprile 1976 Hansen colpì Sammartino con una clothesline (un braccio teso) talmente potente da fratturargli le vertebre del collo.
Il lottatore che pose fine al suo secondo regno di campione fu Superstar" Billy Graham”, che lo sconfisse usando le corde illegalmente per guadagnare la vittoria ed il titolo WWWF.
Nel 1980, iniziò una sfida con Larry Zbysko che durò un mese e terminò con la vittoria di Bruno all'interno di una gabbia d'acciaio davanti ad oltre 22.000 spettatori che avevano affollato lo Shea Stadium.
La sua carriera si stava per concludere ma, nonostante l’età avanzata, affrontò in incontri violenti lottatori più giovani di lui come Roddy Piper, Randy Savage ed Adrian Adonis . Proprio in quegli anni iniziò a presentarsi al pubblico suo figlio David con il quale disputò degli incontri di coppia. Ma di lì a poco Bruno Sammartino lasciò il ring per intraprendere la carriera di commentatore Tv degli incontri della WWF; poco tempo dopo, per una questione di divergenze professionali e gestionali con il proprietario Vince McMahon, Sammartino abbandonò dopo 20 anni la WWF.
Dopo alcune sporadiche presenze in altre federazioni (UWF e WCW), abbandonò per sempre il mondo del wrestling.
Purtroppo una “leggenda vivente" come Sammartino non ha avuto più alcun contatto con il wrestling . A tutt’oggi Bruno Sammartino non ha accettato di essere introdotto nella “Hall of Fame” della WWE. Al di là di questo Bruno Sammartino resterà per sempre nella storia del wrestling come l'unico lottatore a restare campione per ben 11 anni, in due diversi periodi della WWE.

giovedì, febbraio 07, 2008

Una rockband animata

Era il 1999 quando Damon Albarn, leader dei Blur ed il fumettista Jamie Hewlett, autore di Tank Girl, si trovavano insieme a Londra e condividevano lo stesso appartamento. Discutendo delle loro rispettive esperienze ebbero l'idea di dar vita ad una band musicale virtuale. Nacquero così i Gorillaz.
I 4 componenti fittizi del gruppo sono:
2D: è la voce della band. A volte ama la solitudine. Da notare anche che il ragazzo ha perso gli occhi.
Murdoc Niccals: è il bassista della band ed è considerato la mente del gruppo. È un satanista e il suo gruppo musicale preferito sono i Black Sabbath.
Russel Hobbs: di corporatura massiccia, è il batterista della band. È originario di New York ed è posseduto a volte da strani Funkyphantoms che gli fanno cantare strani pezzi rap da zombie.
Noodle: è l'unico membro femminile della band. Suona la chitarra,è una ragazzina giapponese di soli 10 anni, anche se sul suo passato si sa poco. Molti fans inizialmente la scambiarono per un ragazzino, data la sua capigliatura e l'abbigliamento tipicamente maschile.La band ha fino ad ora pubblicato due album. (Fonte Wikipedia)
Il video che accompagna il post è quello del loro primo grande successo, Clint Eastwood.

lunedì, novembre 26, 2007

Un giocattolo per grandi e piccini

L'amico Bruno segnala la straordinaria novità: Il Cisponi di Gomma. Tutti i particolari qui.

martedì, novembre 13, 2007

Cisponi: un uomo, un mito!

Ho conosciuto Cisponi. Finalmente me lo hanno presentato. Devo dire grazie a Bruno Oliveri e Fabrizio Lo Bianco. Il grande Cisponi è qui.

Buona la prima, la seconda un po' meno

La serie Volto Nascosto è arrivata al secondo numero. Se per il primo mi ero espresso in maniera lusinghiera, a tratti entusiastica, con il secondo il mio giudizio è più pacato.
Un numero interlocutorio, che a tratti lascia perplessi. Diciamo che, a parte mostrarci la nascita dell'amicizia tra Ugo e Vittorio De Cesari e l'incontro con Matilde, la storia non racconta null'altro. Una storia che a conti fatti poteva essere sceneggiata in metà delle tavole è stata trascinata sino a 96 pagine. Le varie situazioni sembrano davvero forzate, tutto accade per caso e in maniera troppo semplice. Qualcuno nel forum di comicus ha suggerito questa ipotesi: "E' evidente la necessità di presentarci gli altri protagonisti della vicenda, però il modo scelto mi è parso un tantino improbabile...a meno che in futuro non si scoprirà che nulla è casuale...."
Sia chiaro, la storia è sceneggiata in maniera egregia, i disegni di Rotundo sono come al solito splendidi. Ma è mancato quello spirito di sana avventura che si respirava nel primo numero. Però sono io, forse, che sono incontentabile. In fondo dobbiamo considerare Volto Nascosto per quello che è: una serie in divenire. Certi elementi, che al momento sembrano insignificanti, acquisteranno il loro giusto peso, quando la storia avrà raggiunto uno sviluppo più completo.
Attendo con curiosità il terzo numero.

sabato, ottobre 13, 2007

Il ritorno degli eroi


Io, che sono da sempre appassionato di fumetti, ho da un po' tempo, quasi smarrito il piacere di leggerli. I motivi sono diversi, ma sicuramente dopo averne letti tanti, trovare nuovi fumetti che mi colpiscano davvero è difficile, soprattutto nel fumetto italiano. Non a caso le ultime forti senzazioni le ho provate con i fumetti manga e con autori come Jiro Taniguchi e Naoki Urasawa.
Poi succede che vado all'edicola a comprare il primo numero della nuova serie della Bonelli: Volto Nascosto, scritto da Gianfranco Manfredi e disegnato da Goran Parlov, e ho una piacevole sorpresa. Lo leggo e mi sembra di tornare ragazzo. Ho divorato letteralmente l'albo. La storia è davvero ben scritta e scorre via che è un piacere. I disegni di Parlov sono una gioia per gli occhi. In questo primo numero c'è la lezione di maestri come Berardi e Milazzo, c'è Hugo Pratt, ho ritrovato, grazie, forse, alla copertina di Massimo Rotundo le atmosfere di Sera Torbara scritto da Giuseppe Ferrandino.
Mi è piaciuto talmente tanto, che, come non mi succedeva da molti, molti anni lo leggerò due volte nel giro di pochi giorni. Anzi mi sa che lo rileggo proprio stanotte, dopo che torno dalla pizzeria.

venerdì, agosto 31, 2007

L’UOMO CHE VINCE CONTRO OGNI PARERE

Sulla falsariga di altri blogger, ho deciso di stilare anche la mia personale lista di personaggi di fantasia o reali. La caratteristica che li accomuna è sintetizzata nel titolo del post. Riuscire ad avere una visione positiva del futuro, anche quando razionalmente tutto sembra dire il contrario. Riuscire a trovare sempre un barlume di speranza. Si tratta di scelte personali, e ovviamente sono rimasti fuori personaggi che per altre persone sono più significative. Ma appunto sono scelte personali, non di valore assoluto. Li ho divisi per categoria: personaggio dei fumetti, della ficition, del wrestling, del calcio. I primi due sono ovviamente di fantasia, gli ultimi due esistenti realmente. Attenzione, per quanto riguarda le prime due categorie sono presenti degli spoiler.


GIOVANNI SAVARESE


Il fumetto narra della situazione degli italiani in America negli anni '30/'40 e delle vicissitudini di uno di questi immigrati. Si tratta di un misto di poliziesco, dramma e racconto di formazione scritto da Robin Wood e disegnato da Roberto Mandrafina. Il piccolo Giovanni, appartiene alla famiglia dei Savarese di Graziano . Si tratta di una delle "famiglie" più importanti e odiate. Una notte tutti i componenti vengono trucidati da una famiglia rivale. Ma il piccolo Giovanni viene graziato a causa del suo aspetto gracile e inoffensivo: più per umiliazione che per reale compassione. Il ragazzo abbandona quindi la Sicilia e si ritrova nell’America del proibizionismo. Entra, non senza problemi, nella polizia e poi passo dopo passo, superando ogni difficoltà, sia professionale che personale diventa uno degli elementi migliori dell’FBI di Hoover. Il suo unico obbiettivo è quello di combattere la criminalità e vendicare la famiglia trucidata. Sono mitici gli episodi del ritorno di Savarese a Graziano, suo paese d’origine. Questa serie è stata pubblicata nei primi anni ’80 sul settimanale Lanciostory.


JACK BAUER

Ho conosciuto Jack Bauer da poco, grazie al gentile prestito della serie 24 da parte di un amico. Si tratta di un agente dell'antiterrorismo che vive serie di eventi che si svolgono in un giorno (da cui il titolo 24). La forza della serie sta proprio nel suo protagonista. Nel corso delle varie stagioni (negli Stati Uniti a gennaio 2008 partirà la settima) ha affrontato e sconfitto diverse minacce, riuscendo sempre, anche nei momenti più drammatici, quando chiunque si sarebbe arreso, ad avere la convinzione che una soluzione esiste sempre. Nella sua vita privata le difficoltà non sono da meno, la moglie gli è stata uccisa, la figlia lo ha quasi rinnegato, ha vissuto un periodo di tossicodipendenza, i suoi migliori amici sono stati uccisi. Ma lui ha sempre trovato la forza interiore di ricominciare da zero.

BRET HART
Bret Sergeant Hart è un ex wrestler professionista ed è considerato uno dei migliori lottatori di sempre perché nel corso della sua carriera nessuna sua manovra o mossa ha mai provocato infortuni gravi a nessun avversario, e tra i più professionali, avendo saltato solo due show. Nel 1997 a Montreal, Canada, andò in scena Survivor Series, ; nel corso del ppv si consumò il cosiddetto Screwjob di Montreal. Stando a quanto è trapelato dopo la conclusione dell'evento, l'incontro sarebbe dovuto terminare con una vittoria di Bret Hart su Shawn Micheals (che avrebbe così conservato la cintura di campione ma che avrebbe poi dovuto perdere la sera successiva sempre in favore di Michaels) Tuttavia durante l'incontro avvenne un episodio incredibile: Bret era chiuso nella sua stessa mossa finale, la "Sharpshooter", e benché non avesse dato alcun segno di cedimento, l'arbitro decretò comunque la sua sconfitta per sottomissione e la vittoria del match e conseguentemente del titolo di campione da parte di Shawn Michaels. Tutto ciò accadde perché Bret aveva già firmato un contratto con un'altra federazione, l'ormai defunta WCW, ai tempi l'unica ed agguerrita concorrente della WWE. McMahon, che pure aveva invano tentato di trattenere Bret per poi lasciarlo libero di firmare per la federazione avversaria, aveva intenzione di punire Bret per questo "tradimento" e si accordò con Michaels ed Hebner per far finire l'incontro in questo modo. Bret venne così "derubato" del titolo, per giunta "in casa", essendo lui nato in British Columbia, uno stato canadese. Nel 1999 una tragedia di dimensioni ben più grandi sconvolse la vita di Bret Hart: la morte di suo fratello Owen. La sua tragica morte è avvenuta nel corso del ppv Over The Edge. In occasione del suo incontro avrebbe dovuto calarsi dal soffitto della Kemper Arena; tutto questo per rendere ancora più spettacolare il personaggio di "The Blue Blazer" che interpretava in quella occasione. Le cose non andarono per il verso giusto, Owen precipitò da 24 metri su uno dei paletti del ring, battendo la testa e morendo pochi minuti dopo per un'emorragia all'addome.Dopo questo episidio, Hart si trasferì in WCW dove tuttavia non raggiunse il successo sperato; inoltre una lunga serie di infortuni conclusa con un duro colpo alla testa provocatogli da Bill Goldberg mise definitivamente la parola fine alla sua carriera. Da allora Hart soffre di gravi problemi alla testa, aggravati dal coinvolgimento in un incidente stradale avvenuto nel 2002, mentre si trovava su una bicicletta. Battendo a terra il capo, Bret fu colpito da un ictus che gli costò anche una paralisi di parte del corpo. Dopo una lunga riabilitazione, Bret ha recuperato quasi totalmente la mobilità, ma soffre di vuoti di memoria ed emicranie. Dal 15 settembre 2004 è sposato con una donna italiana, Cinzia, con la quale vive in Italia.

ROBERTO BAGGIO
Sono da sempre un ammiratore di Baggio, un calciatore di straordinario talento che si è sempre meritato il successo ottenuto superando diverse difficoltà. Nella stagione 1984/85 con la maglai del Vicenza in una partita contro il Rimini allenato da Arrigo Sacchi, subisce un grave infortunio al ginocchio destro (purtroppo solo il primo di una lunga serie), che lo costringe a un lunghissimo periodo di assenza dai campi di gioco. Baggio ci metterà quasi un anno e mezzo per riprendersi dall’infortunio, nonostante in tanti dessero la sua carriera ormai conclusa. Uno dei momenti più difficili della sua carriera avviene durante la finale mondiale del 1994 . I rigori danno la vittoria ai sudamericani per 3-2, con l'ultimo rigore sbagliato proprio da Baggio, che manda alto sopra la traversa, dopo gli errori di Franco Baresi e Daniele Massaro. Sarà lo sguardo atterrito di Roby dopo l'errore dal dischetto l'immagine emblematica della sconfitta azzurra. Sono problematici i rapporti con Marcello Lippi, che lo utilizza col contagocce. Baggio, nonostante ciò, riesce a sfruttare al meglio i pochi spezzoni di partita che gli vengono concessi mettendo a segno gol importanti in Campionato e in Coppa Italia; polemizza apertamente contro Lippi e smentisce pubblicamente le voci infondate sui suoi presunti guai fisici, precisando che viene spesso tenuto fuori per scelte personali. La stagione decisiva 2001/2002 inizia nel migliore dei modi con Baggio addirittura capocannoniere con 8 gol dopo nove giornate. Purtroppo la solita sfortuna interrompe il momento d'oro: dopo una prima lesione al ginocchio, avvenuta a causa di un contrasto duro con Marasco del Venezia in campionato, si fa male anche col Parma in Coppa Italia. Stavolta la diagnosi è tremenda: rottura del legamento crociato anteriore e lesione del menisco interno del ginocchio sinistro. Baggio viene operato in Francia e, con una grandissima determinazione, riesce a rientrare in campo a 76 giorni dal giorno dell'infortunio (un record per il tipo d'infortunio subito, non solo per il calcio, ma per tutti gli sport), a tre giornate dalla fine del campionato. La stagione si conclude con uno stupefacente bottino di undici gol segnati in dodici partite, ma tutto questo non basta per convincere Giovanni Trapattoni a convocarlo, ritenendolo, a torto, non completamente ristabilito dall'infortunio. Il mondiale nippo-coreano sarà per Trapattoni una Waterloo. Una spinta notevole per Roberto Baggio è stata la sua conversione nel 1988 al buddismo della Soka Gakkai, diventò praticante durante i suoi anni a Firenze, grazie ad un amico. Anche per questo motivo Baggio è particolarmente amato in Estremo Oriente, specialmente in Giappone. Il 16 ottobre 2002 è stato proclamato ambasciatore della FAO.
n.b. Alcuni brani di questo post hanno come fonte Wikipedia