lunedì, novembre 29, 2010

Scrivi la storia di Desdy Metus



Verticalismi è orgoglioso di presentare: L’insonne feat. Giuseppe di Bernardo

Finalmente è giunta l’occasione che aspettavi, realizza un fumetto de l’Insonne (da solo o in team creativo) nel tipico formato “verticale”(Jpeg, 700 pixel di larghezza e lunghezza libera).

Per la prima volta al mondo, la licenza di una serie a fumetti coperta da diritto d’autore viene estesa a tutti gli utenti di un sito-web.

Grazie alla collaborazione con edizioni Arcadia, avete la possibilità di sbizzarrirvi a creare la vostra versione di Desdy Metus e di realizzarei vostri personali episodi completi, solo su Verticalismi.it .

Come partecipare?

Qui tutte le informazioni.Loggati o iscrivi

Il disegno utilizzato per il flyer è della mitica Elena Casagrande .

domenica, ottobre 24, 2010

Diegozillab: si torna a scuola!

In questi giorni ho aderito alla simpatica iniziativa di Diego Cajelli (sceneggiatore di Zagor, Dampyr, Diabolik, etc,). Il buon Diego ha deciso di mettere a disposizione la sua esperienza di oltre quindici anni in un laboratorio di sceneggiatura online. A partecipare a questa iniziativa siamo in ben 151, con età che vanno dai 20 anni o meno sino ai 40 anni e oltre.
I dettagli di questa iniziativa li trovate qui
Ad ogni partecipante è stata inviata una tessera con una foto personalizzata. Oltre all'avatar c'è la classe dove sono stato inserito e una misteriosa area, la Bonus zilla.
La mia tessera è qui sotto. Non vedo l'ora di incominciare.


lunedì, ottobre 04, 2010

Meschinità...


Una frase pubblicata da un'amica su Facebook e che mi va di segnalare.

"Un amico che ti ha mostrato fiducia, amicizia e cortesia lo ripaghi con l'ingratitudine?" (Pedro Calderòn de la Barca)

venerdì, ottobre 01, 2010

Di "Tito" un po'


Fa piacere riprendere in mano dei libri che avevi letto qualche anno prima e trovarci cose nuove, scoprire aspetti che in un primo momento non avevi colto. E' il caso del libro curato da Davide Barzi, Faraci, " Tito Faraci, Per scrivere fumetti. Teorie e tecniche. Diabolik, Dylan Dog, Lupo Alberto, Topolino."
Non si tratta di un vero e proprio manuale su come scrivere e sceneggiare fumetti, ma invece è una sorta di diario personale di Tito Faraci che racconta come ha affrontato la scrittura di tanti personaggi cosi diversi tra loro. Spiegando il suo approccio alla scrittura e lo spirito con cui si pone di fronte alle problematiche che gli si presentano di volta in volta, Faraci permette al lettore di entrare dentro lo spirito con cui va affrontato il mestiere di sceneggiatore.
E' un modo diretto che vale molto di più di tanti manuali sui fumetti che si trovano in giro.
Il libro è stato edito nel 2004 dalla Coniglio Editore, ma è ancora disponibile.
Una presentazione la trovate qui.

giovedì, agosto 19, 2010

Maracaibo, mare a forza nove!

Un paio di giorni fa tornavo a casa e ho incrociato una giovane coppia con la loro bambina. A un certo punto la piccola, che avrà avuto circa tre anni, ha iniziato a canticchiaire "Maracaibo!". E la madre assecondando il canto della bimba ha proseguito con:" Mare a forza nove". Si tratta di una curiosa coincidenza perchè proprio quella mattina era venuta pure a me in mente quella canzone e l'avevo pure postata su Facebook.
Si tratta di "Maracaibo" un brano cantato da Luisa Colombo (in arte Lu Colombo) e scritta dalla stessa in collaborazione con David Riondino. Il brano è uscito nel 1981 ma era stato scritto addirittura nel 1975 .

Sul significato della canzone Wikipedia da questa interpretazione:
"Il testo narra di una frenetica storia d'amore e d'avventura creola, a proposito di una ballerina cubana che si esibisce in un locale ("Balla al Barracuda, sì ma balla nuda, Zazà!").
In realtà, è un modo per sviare i sospetti dalla sua reale attività, ("Era una copertura, faceva traffico d'armi con Cuba"). La ragazza ha una tresca sentimentale con Fidel Castro (il nome venne cambiato in "Miguel" su pressione dei discografici). Il testo racconta che lui era molto impegnato ("ma Miguel non c'era, era in Cordigliera da mattina a sera"), che lei si lasciava consolare da Pedro ("L'abbracciava sulle casse di nitroglicerina"); quando Miguel lo venne a sapere, le sparò ("la vide, impallidì: il cuore suo tremò, quattro colpi di pistola le sparò") ma la trafficante d'armi fuggì per mare. Una tempesta ("mare forza nove") la fece naufragare ("l'albero spezzato") e un pescecane ("una pinna nera, nella notte scura") la morde ("una zanna bianca, come la luna") ma lei sopravvive. Dopo questa avventura rinuncia al traffico d'armi e al ballo ("finito il Barracuda, finito ballar nuda") si costruì una seconda vita aprendo un bordello ("un gran salotto, 23 mulatte, casa di piacere per stranieri"). A causa di eccessi ("rum e cocaina") ingrassa fino a raggiungere il peso di 130 chili. La canzone si conclude dicendo "se sarai cortese ti farà vedere nella pelle bruna, una zanna bianca, come la luna", evidente ricordo del naufragio e dell'incontro col predatore. (da Wikipedia)
A me la canzone è sempre piaciuta e la storia che viene raccontata ha elementi, secondo me, per poter essere raccontata in un fumetto.

lunedì, agosto 09, 2010

Musica, pirati e Corto Maltese


I miei post latitano, il blog dorme, e il gestore lascia fare. Tra sbadigli, pensieri e mille propositi affrontiamo questo agosto caldo, ma non troppo. Tra un po' si va in ferie. Nel mio girovagare sul web ho recuperato un video di Umberto Tozzi con la canzone "Hurrah" del 1984. La cosa curiosa non è il video in se, anche se è davvero carino e le canzoni di Tozzi, nella loro apparente semplicità, mettono sempre allegria. La cosa simpatica, per me che amo i fumetti, è ritrovare Tozzi vestito da Corto Maltese.
La qualità non è delle migliori ma è un un video che vale la pena vedere.

lunedì, luglio 26, 2010

Little Nemo: 20 anni fa

Nel luglio di 20 anni fa nasceva la fanzine Little Nemo. In un articolo pubblicato nel numero 8 della fanzine, uscito nel 2006, ne ripercorrevo un po' la storia. Ecco di seguito un ampio stralcio.
Era l'estate del 1990 quando un'idea che mi ronzava in testa da parecchio tempo cominciò a prendere una forma concreta. Mesi prima mi era capitata tra le mani “Collezionare”, una fanzine realizzata nella penisola. La rivistina era curata tra gli altri da Francesco Manetti (uno dei più valenti critici italiani della nuova generazione) e da Moreno Burattini, che poi sarebbe diventato uno dei principali sceneggiatori di Zagor. Allora mi dissi: “Caspita! Ma anche io voglio fare qualcosa di simile!”. Convocai Efisio Bianco, conosciuto un paio di anni prima, e gli feci “l'insana proposta”: “Facciamo una fanzine e la chiamiamo “Little Nemo!”. Fece appena in tempo a dire di si che eravamo già al lavoro sul primo numero. Nel progetto venne subito coinvolto anche Corrado Zedda (mio vecchio compagno di scuola dai tempi del liceo). Avevamo bisogno di un argomento e di un ospite importante per caratterizzare il nostro primo numero. Pensammo subito in grande. Speciale su Magnus e intervista a Max Bunker. Nonostante alcune persone dell'ambiente sostenessero l'idiosincrasia di Bunker alle interviste, noi preparammo lo stesso le domande e le spedimmo. Nel giro di un paio di settimane il grande “Max” ci diede sue notizie. Avevamo l'intervista! L'agosto di quell'anno fu dedicato alla realizzazione del primo numero. Prendendo a prestito il computer del mio ufficio, con la gentile disponibilità dell'Ing. Farris, il mio titolare, iniziammo a scrivere, stampare e impaginare con un folle (visto la scarsità di mezzi) copia e incolla. Come promesso inviammo una copia del nostro lavoro a Max Bunker. La cosa in realtà, a quel punto, sembrava finita lì. Ad aprile del 1991, mi chiamò Efisio che mi disse:” Ascolta, Luigi. Sta succedendo una cosa stranissima. Oggi ho ricevuto dieci lettere di persone che richiedono la fanzine.” Un lampo illuminò la mia mente. Proprio in quei mesi la Max Bunker Press aveva edito un nuovo mensile chiamato “Bhang”. Corsi all'edicola e ne comprai una copia. Nella rubrica delle recensioni di nuovi albi a fumetti, insieme a riviste ben più prestigiose, c'era anche la segnalazione, con tanto di copertina, dell'uscita di Little Nemo.
Adesso, magari, per chi non ha vissuto quegli anni, è difficile rendersi conto delle difficoltà di realizzare una fanzine. Ma per noi, vedere riconosciuto il nostro lavoro e il nostro impegno da una professionista, addirittura con una recensione, era una gioia immensa.
Sulla spinta dell'entusiasmo ci mettemmo al lavoro sul secondo numero. L'obiettivo era quella di portare la fanzine a Lucca Comics di quell'anno. A ottobre il numero fu pronto e con Efisio partimmo portando con noi circa 100 copie. A Lucca ci sistemammo sulle gradinate (luogo destinato ai fanzinari) del palazzetto che allora ospitava la manifestazione e esponemmo le copie della nostra rivistina. Il risultato fu che la mattina successiva le avevamo già vendute tutte.
Al nostro ritorno in Sardegna ci fu però un momento di rilassamento. Presi dalle nostre occupazioni e problemi personali, la fanzine iniziò a occupare uno spazio sempre più piccolo dei nostri pensieri. E fu davvero a fatica, che assemblando il materiale raccolto a Lucca (interviste, disegni, etc.) riuscii, nel Marzo del 1992, a realizzare il numero 3. Uno Speciale Lucca 1991 che portava in copertina uno splendido disegno inedito di Fabio Civitelli.
Lo sforzo fu premiato perché di li a qualche mese L'Unione Sarda dedicò a Little Nemo un ampio articolo nelle pagine della cultura.
L'occasione per realizzare il numero 4 ci fu data dall’uscita l'anno precedente di Nathan Never a cui dedicammo un numero speciale con copertina a colori degli Esposito Bros. Con quel numero, uscito alla fine del 1992 la fanzine raggiunse il massimo della diffusione. Fummo ospiti per due volte in programmi televisivi dell'emittente Sardegna 1; Henri Filippini, direttore editoriale della Glenat, ci richiese l'invio di diverse copie della fanzine. Riuscimmo a superare la cifra di 500 copie vendute per corrispondenza, con alcune richieste provenienti dalla Francia e addirittura dal Giappone! Si rese necessario anche il varo di una fanzine parallela, Chance, dedicata ai disegnatori esordienti.
Dal 1994 al 1998 riuscimmo a pubblicare un numero all'anno, intervistando tra gli altri Stefano Casini, Sergio Bonelli e Roberto De Angelis. Ed ogni uscita era un successo. La media di copie richieste a numero superava abbondantemente il centinaio, con ottime recensioni sulle riviste specializzate.

lunedì, luglio 19, 2010

E allora avanti un altro.



"Ci si sente soli per quello che si è visto
e poi per tutti quelli che han fatto così presto
a montare su per fare un po' il tuo viaggio
giurando che per te davano un braccio
parlavano di stile, di impegno e di valori
ma non appena hai smesso di essere utile per loro
eran già lontani,
la lingua avvicinata a un altro culo.
e allora avanti un altro
almeno chiedi scusa del disturbo."


Caro il mio Francesco, Ligabue.

giovedì, luglio 01, 2010

il "nuovo" Spazio Bianco

"Il sito web LoSpazioBianco torna online giovedì 1 Luglio in veste rinnovata, sia nei contenuti che nella grafica. Tra gli elementi di questo restyling, una nuova immagine – logo e header della testata – realizzata da un grande illustratore italiano: Squaz, al secolo Pasquale Todisco."
Matteo Stefanelli (l'autore di questa intro) ne parla sul suo blog intervistando proprio Squaz, l'autore del restyling grafico.
Sono ben felice di questa novità per un sito a cui mi onoro di collaborare da circa un paio di anni.
L'intervista a Squaz la trovate qui
Il nuovo sito de "Lo Spazio Bianco" qua.