
Una citazione dotta dalla poesia "L'aquilone" di Giovanni Pascoli introduce una riflessione sugli autori di fumetti sardi. Ho come l'impressione che, da più parti, giungano segnali di una rinnovata voglia di fare fumetti in Sardegna. Tanti autori, già impegnati in iniziative vicine al fumetto, hanno deciso di saltare lo steccato per provare a fare fumetti professionalmente (cioè guadagnare con questi la pagnotta) e non solo limitarsi a parlarne su siti web o organizzare mostre di vario tipo. C'è un curioso fenomeno in Sardegna che si ripete ciclicamente: se qualcuno inizia a prendere un' iniziativa, da un'altra parte della regione qualcun'altro comincia a fare lo stesso, a volte senza sapere nulla dell'iniziativa dell'altro, se non a cose fatte. E' successo nei primi anni '90 con le fanzine cartacee come LittleNemo, Grendizer, Ichknaton, SeD, etc. Le cose sono andate più o meno nello stesso modo alla fine degli anni 90 con riviste a fumetti come Gruppo Misto, Clarks Bar, MEB. Negli ultimi anni gli autori sardi hanno detto la loro anche sul web, con siti di critica e informazione sul fumetto come Comics Code, Ultrazine e della lodevole inizitiva comeTiscaliArt fumetto.
E quindi per tornare al senso del titolo di questo intervento, c'è si qualcosa di nuovo ma anche di già vissuto in passato. E questa secondo me è una cosa positiva. Parlavo prima di segnali che ci sono nell'aria. In particolare mi riferivo alla decisione di Fabrizio Lo Bianco di abbandonare il suo lavoro di creativo per dedicarsi completamente al fumetto; come anche alla chiusura di Comics Code e alla volontà di tanti dei redattori di mettersi in gioco facendoli i fumetti e non limitandosi a parlarne, vedi Emiliano Longobardi; o come la lodevole iniziativa di Massimo Dall'Oglio e Dany e Dany di dare vita al progetto IdeaComics.
Insomma forse è la volta buona che un vero e autentico movimento di autori sardi possa finalmente dire la sua in campo nazionale e, perchè no, internazionale. Le persone ci sono e le capacità pure. Il rammarico è quello che nessuno fino ad ora ha mai potuto o saputo valorizzare questo patrimonio di validi autori. Un disegnatore come Massimo Dall'Oglio dovrebbe già orbitare nel circuito professionale da anni, ma come sappiamo le cose sono andate diversamente.
Per concludere vi parlo dell'immagine che accompagna questa riflessione. E' un disegno di Duccio Boscoli che ho trovato nel sito di Emiliano Longobardi e che mi ha particolarmente colpito. Da questa illustrazione Emiliano ha tratto l'ispirazione per un bellissimo racconto che vi consiglio di leggere.