lunedì, dicembre 31, 2007

Pensiero Stupendo

Come ogni fine d'anno sono d'obbligo i buoni propositi. Anche se il periodo che viviamo non induce certo all'ottimismo. Ma nonostante tutto il mio ottimismo mi fa sempre vedere il lato positivo delle cose.
Per accompgnare questo post ho messo il video di Imagine di John Lennon. Non so se, come qualcuno afferma, questa sia la più bella canzone di sempre, però sicuramente è quella che esprime al meglio il desiderio di pace e fratellanza tra gli esseri umani.
Questo che segue è la traduzione del testo in italiano che ho preso dal sito www.riflessioni.it .
Immagina
Immagina non ci sia il Paradiso
prova, è facile
Nessun inferno sotto i piedi
Sopra di noi solo il Cielo
Immagina che la gente
viva al presente...
Immagina non ci siano paesi
non è difficile
Niente per cui uccidere e morire
e nessuna religione
Immagina che tutti
vivano la loro vita in pace...
Puoi dire che sono un sognatore
ma non sono il solo
Spero che ti unirai anche tu un giorno
e che il mondo diventi uno
Immagina un mondo senza possessi
mi chiedo se ci riesci
senza necessità di avidità o fame
La fratellanza tra gli uomini
Immagina tutta le gente
condividere il mondo intero...
Puoi dire che sono un sognatore
ma non sono il solo
Spero che ti unirai anche tu un giorno
e che il mondo diventi uno
Auguro a tutti voi che nel 2008 possiate realizzare tutti i vostri sogni, qualunque essi siano.

venerdì, dicembre 28, 2007

Mio fratello SuperMario

Visto il clima di festa di questo periodo continuamo con i post leggeri e scanzonati. Tra ieri e oggi, per motivi diversi, mi è capitato di imbattermi nel gioco di "SuperMario". Devo ammettere di averci giocato forse due o tre volte, nei primi anni '80, e ricordo che non mi era piaciuto granchè.
Si tratta di un videogame della Nintendo creato da nel 1981 da Shigeru Miyamoto. "In origine era conosciuto come Jumpman. Nome attuale e "nazionalità" del personaggio si riferiscono all'italoamericano Mario Segali, proprietario dello stabile dove aveva sede la filiale statunitense della Nintendo nei primi anni ottanta." (Fonte Wikipedia). Il videogioco ha avuto diverse versioni come un cartone animato, un film interpretato da Bob Hoskins ed anche un fumetto. Ulteriori notizie sul videogame le trovate qui.
Voi adesso direte: "ma se del videogioco non te ne frega nulla perchè ne parli?" Beh, un motivo c'è. Nel 1983 alla figura di SuperMario è stata aggiunta quella di un fratello. E la scelta sul nome non poteva essere più azzeccata. Il fratello di Mario si chiama... Luigi. Lo so che è una cosa sciocca, ma a me l'idea ha divertito moltissimo. I SuperMario Bros, sono Mario Mario e Luigi Mario. Potete ammirare, a pieno schermo, la maestosa figura di Luigi cliccando qui.

giovedì, dicembre 27, 2007

Sono un pirata, sono un signore

No, non preoccupatevi. Questo post non c'entra nulla con Julio Iglesias. Semplicemente ho trovato sulla rete un simpatico video sui pirati, tratto da Lazy Town, un programma per bambini della Tv islandese. Visto che sotto le feste torniamo tutti un po' bambini, quale occasione migliore per proporvelo? Addirittura con una versione in spagnolo e una in inglese. Qualche notizia in più la trovate qua. Poi se avete pazienza su YouTube potete trovare tante versioni con diverse animazioni.

domenica, dicembre 23, 2007

Un Natale per tutti i gusti

Nei prossimi giorni il blog potrebbe non essere aggiornato con regolarità a causa delle feste natalizie. Ci risentiremo, comunque, prima della fine dell'anno con un paio di post. Ho postato tre immagini natalizie. Scegliete quella che vi piace di più. Auguri a tutti.

venerdì, dicembre 21, 2007

Non sempre a Natale si è più buoni.

L'amico Efisio Bianco, in prossimità del Natale, scrive un post davvero cinico e irriverente su una selezione di "Cattivi e... quasi cattivi", dal mondo del cinema e dei fumetti. Il post è qui.

Storia della Sardegna: una breve segnalazione

In diverse occasioni, in questo blog, ho parlato di Corrado Zedda, sia per quanto riguarda Little Nemo che per Efisio Marini. Questa volta ne riparlo per evidenziare un importante aspetto del suo lavoro che non ho mai segnalato. Da anni Corrado Zedda, laureato in Storia Medioevale presso la Facoltà di Lettere Moderne dell'Università degli Studi di Cagliari, è un ricercatore di fama internazionale, dedito agli studi sui rapporti, politici, economici e sociali della storia della Sardegna. Sul sito Archivio Giuridico trovate una parte del frutto delle sue ricerche che gettano una luce inedita e, sotto certi aspetti, rivoluzionaria della storia sarda . Di particolare interesse è lo studio "La Nascita Dei Giudicati. Proposta per lo scioglimento di un enigma storiografico", realizzato con Raimondo Pinna. Il documento integrale in .pdf lo potete scaricare qui. La biografia di Corrado Zedda invece la trovate qua.

mercoledì, dicembre 19, 2007

Musica e vinile


Sul sito di Repubblica, Ernesto Assante pubblica un bell'articolo sulla voglia di tanti appassionati di tornare ai vecchi dischi in vinile. Analizzando in maniera efficace la fruizione della musica da parte del pubblico negli ultimi venti anni, il giornalista spiega le ragioni di una richiesta apparentemente curiosa e fuori dal nostro contesto storico. L'articolo lo trovate a questo link.

Un primo passo contro la pena di morte


Con estrema soddisfazione accolgo la notizia che con 104 voti a favore, 54 contro e 29 astenuti, l'assemblea generale delle Nazioni Unite ha fatto sua la risoluzione di moratoria sulla pena di morte. L'Italia è stata in prima linea nello spingere l'iniziativa. Ulteriori notizie le trovate qui.

lunedì, dicembre 17, 2007

Il favoloso mondo di Jeunet

Il primo incontro con lo sceneggiatore francese Jean-Pierre_Jeunet l'ho avuto nel 1998 quando ho visto Alien, La clonazione. A dire il vero, in quel momento, per me, Jeunet era un regista come tanti altri. Ero più interessato al film che all'autore della regia. Arriviamo al 2001, quando la visione del suo film "Il favoloso mondo di Amelie" mi fa letteralmente innamorare dell'attrice protagonista, Audrey Tautou. Nel 2004 vedo anche il film "Una lunga domenica di passioni", soprattutto per la presenza della Tatou. Ma incredibilmente, anche questa volta non approfondisco l'opera del regista. Ma arriviamo a pochi mesi fa. Un amico mi presta un DVD con l'unico suo film che non è stato proiettato nelle sale italiane: "La città perduta" (titolo originale francese, La città dei bambini perduti) realizzato insieme a Marc Caro. Ed è a questo punto che mi si accende la lampadina. In questo film ritrovo tanti degli elementi che mi avevano colpito nei film che ho menzionato prima.
Mi mancava solo di vedere Delicatessen, ma recupero anche questo film. Cosa ha di particolare Jeunet? Dal punto di vista visivo colpisce l'utilizzo dei colori. Inoltre, le sue ambientazioni sono sempre in bilico tra mondo fiabesco e realtà. I personaggi sempre ben caratterizzati, sono una via di mezzo tra persone reali e personaggi dei cartoni animati, pensiamo a films come "La città Perduta" e "Delicatessen. I protagonisti seppur, in alcuni casi, adulti, nonostante le difficoltà che devono affrontare, mantengono sempre lo stupore e l'innocenza dei bambini. I due video in alto sono tratti uno da" Il favoloso mondo di Amelie", dove in sottofondo si sente uno dei brani della colonna sonora di Yann Tiersen, mentre l'altro è tratto da La città dei bambini perduti.

sabato, dicembre 15, 2007

Cagliari al cinema


Voglio segnalarvi un delizioso e divertente articolo di Michele Medda sulla storia dei cinema di Cagliari e non solo. Con la sua sottile ironia Medda racconta ad una "ipotetica zia" le sue esperienze da spettatore, vissute nelle sale cinematografiche cagliaritane. Per chi non è di Cagliari certe sfumature, possono non essere colte appieno, ma è in ogni caso un articolo da leggere. Il sito di Michele Medda è qui.

venerdì, dicembre 14, 2007

Superman non muore mai


Rovistando nella mia libreria ho ritrovato il libro " Superman non muore mai" di Claudia Salvatori, scrittrice e sceneggiatrice di fumetti. Si tratta di un giallo ambientato nel mondo dei fumetti. In questo romanzo scritto in maniera asciutta e diretta, Claudia Salvatori dipinge efficacemente l'ambiente dei comics, con una sintesi narrativa che lo avvicina alle migliori sceneggiature a fumetti.
Nella vicenda sono coinvolti personaggi di fantasia, che rimandano a personaggi reali, come Daria Marchesi ispirata a Tiziano Sclavi, come il protagonista Marino Striano, uno sceneggiatore di medio livello, o come il fanzinaro Andrea Rizzo, vittima di un feroce assassino. Ma nel romanzo ci sono anche personaggi reali del mondo del fumetto come Carlo Chendi (sceneggiatore da anni in Disney), Gianfranco Manfredi e Alfredo Castelli.
Il romanzo e' uscito per la prima volta nel Giallo Mondadori (n. 2355, 1994). La seconda edizione è del 1997 ed è stata ristampata dall'editore Marco Tropea. Il libro è ancora disponibile e può essere ordinato qui.
Se amate il mondo dei fumetti e ancora non lo avete letto, questa è l'occasione per recuperare il tempo perduto.

mercoledì, dicembre 12, 2007

GMlab riparte!

Anche in questa stagione dirigerò il "GMlab, Laboratorio di fumetto" per la Gruppo Misto Comunicazione. E' sempre un piacere vedere che ci sono ragazzi desiderosi di apprendere le basi per realizzare un fumetto. Quest'anno addirittura la classe è composta interamente da ragazze. Il corso è appena iniziato, comunque, le iscrizioni non sono ancora chiuse, abbiamo ancora dei posti disponibili. Tutte le informazioni sul nuovo laboratorio le trovate qui sotto.
GMlab Laboratorio Base - Introduzione alle tecniche del fumetto
14 lezioni, cadenza settimanale - ogni lezione dura 2 ore.
Orario: sabato dalle 17.00 alle 19.00
Sede: Lazzaretto (Borgo Sant’Elia)
Si tratta di un corso di 14 lezioni destinato a chi intende apprendere gli elementi base per la realizzazione di un fumetto. Il corso, tenuto dallo staff di GruppoMisto, è stato studiato in modo da poter essere seguito agevolmente anche dai più giovani. All’atto dell’iscrizione ogni allievo riceverà il Kit del disegnatore contenente tutto il necessario per seguire il corso.Per ogni singolo argomento è prevista inoltre una dispensa integrativa della lezione appena svolta, e al termine del corso verrà consegnato un attestato di partecipazione.
Per info ed iscrizioni:
Gruppo Misto Comunicazione: tel. 070/8630023
dal Lunedi al Venerdi: 09:00-13:00 - 16:00-19:00

lunedì, dicembre 10, 2007

Principe per un'ora

Prince of Persia è stato uno dei primi videogames con cui ho giocato. Io possedevo la versione per Ms-Dos. La particolarità era quella di essere un gioco a tempo. Nel limite massimo di 60 minuti bisognava superare tutti i livelli, senza la possibilità di salvare il gioco. Esistevano però dei tasti segreti per poter avere più energia e, se necessario, in caso di difficoltà saltare da un livello all'altro. Io solo una volta sono riuscito a finirlo... e senza barare. Su Youtube, oltre al video del primo livello, che ho postato, trovate anche quello con lo svolgimento completo del gioco.

venerdì, dicembre 07, 2007

Viaggio nel Mandrolisai

Si parte. Starò via due giorni. Vado a Sorgono nel Mandrolisai a trovare i parenti. Ho già in mente cosa farò: lunghe passeggiate, lunghe mangiate e lunghe dormite. In mezzo a tutti questi impegni vedrò di leggere pure qualcosa. Ci si vede la settimana prossima.

giovedì, dicembre 06, 2007

Dissing a fumetti


Da qualche settimana sul web impazza lo scontro verbale tra Roberto Recchioni e il blogger Infinito. In realtà il primo ha già da un po' abbondonato la schermaglia, mentre Infinito se la suona e se la canta da solo. Insomma, chi non è d'accordo con lui o è un parruccone o è uno scudiero dei parrucconi. Questa situazione mi ricorda il "Dissing" di circa un anno fa tra due esponenti del rap italiano, Grido dei Gemelli Diversi e Fabri Fibra. Il Dissing è un termine utilizzato nella cultura hip-hop a indicare uno o più insulti tra rapper.
Vi posto il video di Grido e quello di risposta di Fabri Fibra. A voi decidere chi fra Recchioni e Infinito può essere Grido o Fabri Fibra. Io la risposta ce l'ho. Recchioni è "Grido".

martedì, dicembre 04, 2007

Un uomo e il suo cane

Oggi, dopo diverso tempo, ho risentito Why Does My Heart Feel So Bad? un brano di Moby tratto dall'album Play. Ed ogni volta che lo riascolto mi da sempre la stessa emozione. Sarà per la musica, sarà per gli splendidi disegni, ma questo video è davvero commovente.

Ordine e disciplina

Anche se all'apparenza sembro calmo e riflessivo in realtà sono spesso dominato dalle emozioni. Non sono mai stato un tipo metodico. L'eccessivo entusiasmo invece di darmi la carica per fare di più ha il potere di rallentarmi. Mi riprometto di non essere dispersivo ma è più forte di me. Ci ricasco sempre. Mi frega il voler fare troppe cose insieme. Il tempo è quello che è, e passa via sempre troppo in fretta. E quando non riesco a fare quello che mi ero ripromesso mi viene il malumore. Per contrastare questa tendenza negli anni passati mi è stata molto utile la pratica religiosa nella Soka Gakkai. Mi dava modo di trovare ordine e disciplina nella mia vita quotidiana. Questo è un momento in cui, per motivi che sarebbe complicato spiegare in un post, ho rallentato e di parecchio l'attivita religiosa. Magari questa è l'occasione per riprenderla (senza esagerare) e ritrovare quell'equilibrio nel fare le cose che adesso ho smarrito. In questo periodo ho veramente tanta voglia di fare e sarebbe un vero peccato sciupare questo momento, non sfruttandolo con la dovuta razionalità.

domenica, dicembre 02, 2007

Amore puro

Mi capita spesso di navigare in internet passando da un blog all'altro. E' così che sono capitato nel blog di Roberto Recchioni e da qui in quello della sua ragazza, la scrittrice Micol Arianna Beltramini. Tra i vari post ne ho letto uno che parla del suo attuale momento sentimentale. Bene, il post mi è piaciuto molto. Lo trovate qui.

Un giorno da giurato


Questo pomeriggio al Centro Commerciale "Le Vele" di Quartucciu, si è svolta la premiazione del concorso, organizzato da Antonello Passafiume, "Disegna il tuo cartoon preferito", indirizzato ai bambini delle scuole elementari della Provincia di Cagliari. Su invito dell'amico Carlo Porcu ho fatto parte della giuria, composta anche dai pittori Antonello Ottonello e Guglielmo Melis. La scelta dell'illustrazione vincitrice non è stata facile, ma dopo una lunga selezione abbiamo premiato il disegno di Sofia Caboni di 8 anni, della Scuola Elementare di S. Gavino. Il suo elaborato ci ha colpito per la scelta cromatica, la composizione del disegno e l'espressività dei personaggi, il tutto naturalmente in rapporto all'età. La piccola Sofia, tra le lacrime di gioia, ha ricevuto il premio consistente in un viaggio a Disneyland negli Stati Uniti. L'emozione della piccola Sofia ha contagiato anche i giurati, e ci siamo ritrovati pure noi con gli occhi un po' lucidi. Insomma, partecipare ad una simile manifestazione è stata per davvero una bella esperienza.

venerdì, novembre 30, 2007

Mai dare passaggi agli sconosciuti

Questo video su Youtube non è propriamente una novità. Gira ormai da qualche mese. E' stato ritrovato dentro una macchina, a Sintra - Portogallo, dopo un incidente mortale. Le vittime sono due ragazzi, David e Tiago, e una ragazza, Tania. I giovani perdono la strada e decidono di tornare indietro.. verso Sintra. Ad un tratto, sul lato della strada, vedono una ragazza sola che dice di chiamarsi Teresa... il resto lo capirete guardando il video.
Il filmato dovrebbe essere ovviamente un falso e segue la scia del film "La strega di Blair". Tutto parte da qui. Buon divertimento.

mercoledì, novembre 28, 2007

Cosa è questo?

Esiste un fumetto francese chiamato Nemrod. Lo confermano anche sul forum della nuova serie della Star Comics. Insomma, un'altra dimostrazione di originalità... Se volete approfondire andate qui e qua.

Quando ci vuole, ci vuole

Di Nemrod ne aveva già parlato già Efisio Bianco, io mi riservo di aspettare l'uscita del secondo numero (disegnato dall'amico Fabiano Ambu) per approfondire l'argomento. Ma leggendo la recensione su UBC non ho resisto a farne la segnalazione, visto che l'autrice Martina Galea ha un'opinione uguale alla mia. La recensione la trovate Qui.

lunedì, novembre 26, 2007

Un giocattolo per grandi e piccini

L'amico Bruno segnala la straordinaria novità: Il Cisponi di Gomma. Tutti i particolari qui.

L'Invasione delle Winx


Finalmente, grazie alle Winx, dopo tanti anni, un prodotto creativo italiano riesce ad uscire dai nostri confini ed affermarsi nel mercato mondiale.
Da venerdì 30 novembre le sei fatine arrivano al cinema con il primo film dedicato a loro. Il titolo è Winx Club - Il Segreto del Regno perduto. Seicento copie in Italia, 750 in Francia, 180 in Olanda. La pellicola è stata venduta in quasi tutto il mondo: dalla Spagna a Singapore. E' quasi fatta per la distribuzione sul suolo americano.
Nato da un'idea di Iginio Straffi, che nei primi anni della sua carriera è stato anche disegnatore di fumetti. Ha infatti collaborato con L'Eura e con la Sergio Bonelli Editore, disegnando un episodio di Nick Raider, iniziato da Straffi e concluso (per motivi ignoti) da Rodolfo Torti. Ma fare il disegnatore non sembra proprio la sua strada. Decide, quindi, di dedicarsi alla animazione, e si reca in Francia e in Lussemburgo dove lavora in diverse produzioni cinematografiche.
Grazie all'esperienza acquisita fonda nel 1995 la Rainbow con lo scopo di produrre opere multimediali per bambini. Nel 2003 Straffi ha la geniale idea, sulla scia delle Witch, di creare le Winx. Il successo del cartone animato è tale da ispirare un musical, un omonimo fumetto e una lunga serie di prodotti di merchandising. Il target di riferimento è rivolto alle bambine e ragazzine con età variabile fra 5 e 12 anni. Un fenomeno che sul piano del business vale 1,5 miliardi di euro.
Il suo sogno è si è realizzato: "Arrivare a competere con i fuoriclasse, la società che dà una pista a tutti, ovvero la Pixar". Per raggiungere questo obbiettivo, Straffi ha costruito degli studi specializzati, i Rainbow Cgi, che hanno sede a Roma, in via della Bufalotta.
Questo ha significato tanto lavoro per gli autori italiani e non solo. Nel laboratorio lavorano in pianta stabile 130 persone - 400, se si considerano i collaboratori esterni.
Insomma, dopo le delusioni da fumettista, per Straffi la creazione delle Winx è stata davvero una bella soddisfazione.

domenica, novembre 25, 2007

Che fine ha fatto Felicity Fey?

Felicity Fey è una fotomodella ventenne di origine ispanica, dotata di lunghi capelli castani e di un seno incredibilmente generoso. A quanto ci è dato sapere non ha mai posato per foto o video porno. Visitando il suo sito, che riporta un aggiornamento al 24/10/2006, viene da pensare che la nostra Felicity abbia già abbandonato la carriera di fotomodella. Noi ci accontentiamo di ammirarla nelle foto che ci ha lasciato.

giovedì, novembre 22, 2007

Ed una frotta di bambini festosi si mise a suonare come fa la banda



Mina, che nel 2008 festeggerà i 50 anni di carriera, ha da sempre avuto una predilizione per la musica dell'America Latina. "La maggior parte delle canzoni che Mina ha inciso in una lingua diversa dall’italiano sono, appunto, quelle cantate in spagnolo: la cifra complessiva, dopo l’uscita di questo nuovo album, supera i cento titoli." (Fonte: Mina Fan Club).
Proprio per rendere omaggio a questa preferenza per il mondo latino a settembre di quest'anno è uscito un disco, dal titolo Todavía, ideato appositamente per quel vasto mercato. La particolarità di quest'album è quella di aver coinvolto diversi artisti in alcuni duetti. Tra i tanti c'è anche Chico Buarque De Hollanda, un artista brasiliano, di cui Mina negli anni '60 aveva realizzato una cover de "A Banda (La Banda)". Il testo italiano si deve alle parole di Antonio Amurri. La canzone è un formidabile inno alla gioia e alla speranza e un'iniezione musicale di ottimismo. Grazie a You Tube ho rintracciato un video con la versione cantata da Chico Buarque nel 1966.
Di seguito ho anche inserito la versione cantata da Mina nel 1967.

lunedì, novembre 19, 2007

La strana storia di John Titor ed il Ritorno al Futuro


Da qualche mese se ne parla un po' dappertutto. La trasmissione Voyager su RAIDUE gli ha dedicato un servizio in diverse puntate. Oggi ne ho sentito parlare pure a Radio Capital. Si tratta dell'incredibile storia di John Titor. Con questo nickname un fantomatico personaggio fra il 2000 e il 2001 è apparso su un forum, affermando di essere un soldato, viaggiatore nel tempo, proveniente dall'anno 2036.
Si è cominciato a parlare di lui solamente dopo diversi anni dalla sua comparsa su un forum nel 2000. E' infatti a partire dalla fine del 2006 che i masss-media hanno dato un notevole spazio alla sua storia. Durante i dialoghi con gli utenti Titor avrebbe affermato di essere un soldato reclutato per un progetto di viaggio nel tempo, ed inviato nel 1975 per recuperare un esemplare del computer IBM 5100, che conterrebbe la soluzione per risolvere un bug di UNIX. "Pare che questo bug sia relativo ad un difetto conosciuto già oggi: le macchine con architettura a 32 bit e un sistema UNIX, infatti, potrebbero funzionare solo fino al 2038, visto che il 19 gennaio 2038 la variabile usata nei sistemi Unix per rappresentare la data supererà i 32 bit di lunghezza (overflow). Titor, tuttavia, ha rigettato l'ipotesi, sostenendo che il computer serviva per tradurre i linguaggi dei sistemi IBM con UNIX. Il suo passaggio sul web ha alimentato forti discussioni sul suo conto e sul futuro dell'umanità." (Fonte: Wikipedia).
Insomma una storia così assurda da sembrare vera. Se, come me, le cose misteriose e fantasiose vi appassionano potete visitare il sito italiano dedicato a John Titor oppure andare su Youtube e vedere le varie parti del servizio curato dalla trasmissione Voyager.

domenica, novembre 18, 2007

Alessandro Boni News


Alessandro Boni, vecchio collaboratore di Gruppo Misto, ha in questi giorni aggiornato il suo blog, con delle interessanti novità. Fateci un salto qui.

sabato, novembre 17, 2007

Il mestiere di lettore e la lista della spesa

Oggi mi sono reso conto che è nata una nuova categoria all'interno del mondo dei fumetti, quella del lettore professionista. Mentre un'altra è in via di estinzione se non morta del tutto, quella del lettore distratto o occasionale. Il sistema della distribuzione in libreria obbliga l'acquirente a programmare i suoi acquisti con mesi di anticipo, come se dovesse prenotare un vacanza.
Prima dell'estate tramite news di informazione, forum e blog vengo a sapere di Brancaccio un interessante fumetto edito dalla Becco Giallo. Con entusiasmo vado nella mia solita fumetteria ma mi dicono che l'hanno esaurito. Va bene, dico io, lo posso ordinare? Si, non c'è problema, mi rispondono. Passano i mesi. Uno, due , tre. Arriviamo a metà novembre e ancora nulla. Mi dicono: "No, sai, debbono, forse, ristamparlo in una nuova edizione..." Rimango perplesso e rispondo: "Ah, ok. Senti, vorrei anche ordinare Battaglia di Roberto Recchioni e Milano Criminale di Diego Cajelli delle edizioni BD." Risposta: Si, però non so quante copie me ne mandano, sai dovresti fare le tue prenotazioni due mesi prima, così l'editore sa quante copie ne deve stampare. Se no rischi, di non trovare copie disponibili. Devi prima consultare i cataloghi ". "Adesso potrebbero volerci mesi."
Resto sbigottito. Certo che posso consultare i cataloghi. Ma non è che posso comprare tutto a scatola chiusa . Non ho voglia e tempo di stare a guardare i cataloghi, che spesso annunciano fumetti che usciranno dopo mesi di ritardo, o forse mai. E io magari nel frattempo sono morto...
Poi il libraio continua: "Poi, sai, non è che io posso ordinare copie in più, e se poi non le vendo?"
Sinceramente mi sembra un sistema malato. Io che voglio comprare fumetti, non riesco a comprarli perchè non li trovo.
E il lettore occasionale dove lo mettiamo? In questo modo è tagliato fuori. Se non vede un prodotto, non lo compra.
Quindi è chiaro che mi dovrò organizzare. Dovrò diventare un lettore professionista. Avrò i miei cataloghi, li spulcierò per bene, e poi andrò dal mio libraio di fiducia con la lista della spesa. Mmm, non so... Ho paura che dopo tutta questa fatica, sarò così stanco che non avrò più voglia di leggerli.

venerdì, novembre 16, 2007

Io ci credo


Una persona, che non vuole rivelare la sua identità, mi ha mandato questa foto del Cisponi sulla Luna. Secondo me è vera. Non è un fake. Io credo in Cisponi.

giovedì, novembre 15, 2007

Invito al viaggio


Manlio Sgalambro è un poeta siciliano conosciuto dal grande pubblico soprattutto per la sua collaborazione con Franco Battiato. Tra i tanti testi scritti per il musicista catanese ce ne è uno che io amo in maniera particolare. Si tratta di "Invito al viaggio", una straordinaria poesia d'amore inserita nell'album Fleur del 1999.

Invito al viaggio
Ti invito al viaggio in quel paese che ti somiglia tanto.
I soli languidi dei suoi cieli annebbiati hanno per il mio spirito
l'incanto dei tuoi occhi quando brillano offuscati.
Laggiù tutto é ordine e bellezza, calma e voluttà.
Il mondo s'addormenta in una calda luce di giacinto e d'oro.
Dormono pigramente i vascelli vagabondi arrivati
da ogni confine per soddisfare i tuoi desideri.

Le matin j'écoutais les sons du jardin la langage
des parfums des fleurs.

Il mio nemico


martedì, novembre 13, 2007

Cisponi: un uomo, un mito!

Ho conosciuto Cisponi. Finalmente me lo hanno presentato. Devo dire grazie a Bruno Oliveri e Fabrizio Lo Bianco. Il grande Cisponi è qui.

Buona la prima, la seconda un po' meno

La serie Volto Nascosto è arrivata al secondo numero. Se per il primo mi ero espresso in maniera lusinghiera, a tratti entusiastica, con il secondo il mio giudizio è più pacato.
Un numero interlocutorio, che a tratti lascia perplessi. Diciamo che, a parte mostrarci la nascita dell'amicizia tra Ugo e Vittorio De Cesari e l'incontro con Matilde, la storia non racconta null'altro. Una storia che a conti fatti poteva essere sceneggiata in metà delle tavole è stata trascinata sino a 96 pagine. Le varie situazioni sembrano davvero forzate, tutto accade per caso e in maniera troppo semplice. Qualcuno nel forum di comicus ha suggerito questa ipotesi: "E' evidente la necessità di presentarci gli altri protagonisti della vicenda, però il modo scelto mi è parso un tantino improbabile...a meno che in futuro non si scoprirà che nulla è casuale...."
Sia chiaro, la storia è sceneggiata in maniera egregia, i disegni di Rotundo sono come al solito splendidi. Ma è mancato quello spirito di sana avventura che si respirava nel primo numero. Però sono io, forse, che sono incontentabile. In fondo dobbiamo considerare Volto Nascosto per quello che è: una serie in divenire. Certi elementi, che al momento sembrano insignificanti, acquisteranno il loro giusto peso, quando la storia avrà raggiunto uno sviluppo più completo.
Attendo con curiosità il terzo numero.

giovedì, novembre 08, 2007

Il paradosso del Gatto imburrato


Se qualcosa può andare storto, lo farà

Non c'è da scherzare la Legge di Murphy è una cosa reale. Ne ho avuto la prova tra ieri e oggi.
Ho preparato il .pdf della storia a fumetti su Efisio Marini. Sembrava tutto a posto, l'ho controllato almeno un paio di volte. Faccio l'upload, segnalo la cosa sul blog e sul sito. Diversi amici scaricano il file. Tutto bene, direte voi. No, per niente. Al documento manca una tavola. Me ne accorgo quasi per caso, dopo diverse ore. Ma ero in ufficio, non potevo fare nulla. Torno a casa, sistemo il documento (speriamo) e mi preparo all'upload. Naturalmente prima ho tolto il post, cambiato la home del sito efisiomarini.info. Però questo nuovo documento non riuscivo a metterlo sul server, mi dava segnale di errore, e inoltre la velocità della connessione era ai minimi storici. Intanto si sono fatte le due del mattino. Stanco e sfiduciato vado a dormire. Mattinata in ufficio e di corsa a casa per riprovarci. Nulla. Sempre segnale di errore. Insomma, alla fine cambio server. Lo inserisco nello spazio del mio sito personale, grazie a un programmino free per il FTP. Ce l'ho fatta, penso. No, non ancora. Ora è il blog che non riesco ad aggiornare. Torno in ufficio, in anticipo sull'orario, e ci riprovo. E finalmente ci riesco. Mamma mia, che stress. E devo ancora cambiare la home del sito.
Meno male che con La legge di Murphy ci si può anche divertire. Esiste un paradosso davvero curioso. E' il paradosso del Gatto imburrato. Forse ne ho già parlato. Comunque lo trovate qui.

martedì, novembre 06, 2007

News su Efisio Marini

Un breve aggiornamento sul sito di Efisio Marini il Pietrificatore. Il Dott. Corrado Zedda ha redatto un interessantissimo intervento, che getta una nuova luce sulla scoperta delle cause che hanno determinato lo spostamento della salma pietrificata dello storico Pietro Martini, dal suo luogo di origine a quello attuale, in seguito alla riesumazione effettuata, nel febbraio del 2006, dal nostro staff guidato dal Dott. Antonio Maccioni.
Inoltre è possibile scaricare, in versione integrale in .Pdf, la storia a fumetti dedicata a Efisio Marini. Ricordo che la storia, disegnata da Fundoni e Lutzoni e scritta dal sottoscritto insieme a Corrado Zedda, era stata pubblicata nel catalogo del 2004 (ormai esaurito) relativa alla mostra dedicata dal Comune di Cagliari al pietrificatore cagliaritano.

mercoledì, ottobre 31, 2007

Nostalgia canaglia

Non sono mai stato un grande fan dei Supertramp, ma questa canzone mi è sempre piaciuta molto, sia per la bellezza del video, per la struggente malinconia, ma soprattutto perchè è legata a piacevoli ricordi della mia adolescenza, quando frequentavo il liceo artistico, negli anni '80.
Ogni volta che la sento, i ricordi riaffiorano e mi emoziono un po'.

martedì, ottobre 30, 2007

Voglio morto Guillermo Habacuc Vargas!


Spero solo che sia una bufala! Riporto la notizia dal sito Aprileonline.
Se ne parla anche sul forum di Comicus. Ma ne ha parlato anche Il Giornale.

In Costarica una biennale mostra "l'opera" di un "artista", Guillermo Vargas, che ha lasciato morire di fame un cano legato al gunizaglio, come dimostrazione dell'indifferenza umana. Una raccolta di firme sta cercando di impedire la partecipazione di Vargas alla biennale 2008 in Honduras.
Terminata da poco, la "Bienal Costaricense de Artes Visuales" (Bienarte) del 2007 si trova in mezzo alla polemica. L'evento funziona tradizionalmente, attraverso la proposta di una serie di opere, ma premia sei degli artisti partecipanti con il diritto di rappresentare e proporre le proprie creazioni alla "Bienal Centroamericana", che si terrà in Honduras nel 2008.
Gli artisti presenti in questa sesta edizione del prestigioso appuntamento di arte contemporanea sono stati Errol Barrantes, Guillermo Habacuc Vargas, Oscar Figueroa, Mimiam Hsu, Esteban Piedra e la banda de "Los sumergidos-emergentes" (Sila Chanto e Jhafis Quintero). La giuria era composta da Ana Sokoloff (Colombia), Oliver Debroise (Messico), e Rodolfo Kronfle Chambers (Ecuador), e il loro criterio di valutazione si è basato sul grado di rapporto tra qualità, creatività ed esecuzione di idea, oltre alla tipologia di installazione. Per concludere il quadro bnetro cui si è consumato il raccapricciante episodio di cui vogliamo occuparci, si ricorda che la Bienarte è un appuntamento organizzato da "Los Empresarios por el Arte" della Costarica.
Uno degli "artisti", il virgolettato è d'obbligo, era dunque Guillermo "Habacuc" Vargas, che ha avuto la brillante idea di mettere in mostra un cane da strada legato in un angolo. E come già aveva fatto a Managua in agosto, lo ha lasciato li a morire di fame nell'indifferenza generale, per testimoniare una improbabile rappresentazione dell'indifferenza dell'essere umano nei confronti di altri esseri viventi. E in effetti, alla fine, il cane è morto, per la "buona causa" artistica, non essendo stato nutrito né abbeverato.
Possibile che accadano cose del genere anche in un mondo teoricamente sensibile e civile come quello dell'arte e della cultura? Sembrerebbe proprio di sì, ed è per questo che è partita, proprio da un gruppo di intellettuali dei paesi coinvolti nella vicenda, una raccolta di firme in rete per impedire la partecipazione di Habacuc Vargas all'edizione 2008 della Binennale Centroamericana.
Quello che però sconvolge di più, nell'assurdità della situazione, è che nessuno dei visitatori abbia richiesto durante la loro permanenza la liberazione del cane, una volta osservata l'anomalia dell'esposizione cui assistevano. La morte di un povero cane esposta allo sguardo di tutti, è così diventata una sorta di show mediatico "in progress", nel senso che con il passar delle ore il cane lentamente si appressava al suo ultimo respiro, senza alcuna protesta da parte dei passivi spettatori di questo inglorioso spettacolo.
La battaglia che ora si sta portando avanti dunque è ora rivolta agli organizzatori della Biennale Centroamericana, affinché non ammettano questo "artista" nella edizione del prossimo anno.
Per chi fosse interessato a contribuire alla raccolta di firme, può consultare il sito
http://www.petitiononline.com/ . Per adesso, il numero raggiunto si aggira attorno alle 162.000 partecipazioni.

domenica, ottobre 28, 2007

Nel XXI secolo cambierà tutto!


Mentre su Italia 1 la serie Heroes non riceve il consenso del pubblico italiano e viene spostata dalla domenica sera al mercoledì notte, c'è un altra serie che, vista anche la collocazione (è in onda tutti i lunedì sul canale satellitare Jimmy) continua il suo percorso. Sto parlando di Torchwood, uno spin-off di Doctor Who.
La serie narra le imprese di una organizzazione segreta, composta da cinque membri che utilizza tecnologie aliene per difendere l'ordine sulla Terra.
Torchwood ha sede nel sottosuolo di Cardiff (sembra di essere in una versione ridotta della base segreta nel film "Men in Black"). Il nome "Torchwood" è l'anagramma di "Doctor Who". Il protagonista della serie è l’attore John Barrowman che riprende il personaggio del capitano Jack Harkness da lui già interpretato nella serie di Doctor Who.
La serie parte lenta, i primi due episodi strappano a stento la sufficienza. Ma a partire dalla terza avventura la serie prende quota, con alternanza di scene avventurose e scene della vita tormentata dei protagonisti.
La recitazione degli attori è teatrale, e tante scene sono girate luoghi chiusi, come tradizione delle serie Tv britanniche, Zaffiro e Acciaio ne è un chiaro esempio.
Comunque Torchwood, non è propriamente una serie per ragazzi, anzi non lo è per nulla, a parte alcune sequenze davvero angoscianti nei vari episodi, sono le tematiche adulte a carattere sessuale e in modo particolare alcune scene lesbo che ne fanno una serie per adulti.
Siamo lontani dal poter parlare di capolavoro, ma è sicuramente una serie da vedere.

lunedì, ottobre 22, 2007

Voglio fare un film!

L'amico Efisio Bianco ha inserito sul suo blog una curiosa immagine dove mette in evidenza la straordinaria somiglianza tra "Lo Sconosciuto" di Magnus e l'attore Daniel Craig . La cosa mi ha spinto a decidere di girare il film su "Unknow"; l'attore ce l'abbiamo, la sceneggiatura la scrivo io... mi manca solo il produttore e il regista? Qualcuno è disponibile? :-)

sabato, ottobre 20, 2007

Professione Sceneggiatore

Ormai di libri su come si scrive una sceneggiatura, in giro, ce ne sono diversi. E sono più o meno tutti interessanti e utili. Anche lo sceneggiatore Sergio Badino ne ha scritto uno. Come direttore del corso di fumetto GM Lab, mi è stato inviata una copia in anteprima da Emanuele De Giorgi della Tunuè. Nonostante il piccolo formato (10x15 cm.) e avendo a disposizione poco spazio, Badino fa un ottimo lavoro, mirando subito al bersaglio, senza perdersi in inutili discorsi. Il suo stile di scrittura è chiaro e diretto e, attraverso la sua esperienza sul campo, spiega il metodo corretto con cui approcciarsi alla difficile arte della sceneggiatura. Gli esempi che porta sono immediati e puntuali, attraverso tavole di sceneggiatura di autori come Tiziano Sclavi, Leo Ortolani, Carlo Chendi, Francesco Artibani, Giancarlo Berardi, Mauro Boselli, e da Alfredo Castelli e François Corteggiani.
A dimostrazione della bontà del lavoro svolto, la prefazione del volumetto è firmata da Sergio Bonelli.
Si tratta di un libro utile che sicuramente consiglierò agli allievi dell'imminente corso di fumetto.
Il volume verrà presentato ufficialmente a Lucca Comics & Games 2007. Per promuovere il libro la Tunué e Komix.it hanno aperto un blog curato dallo stesso Sergio Badino.

Dritte, trucchi e segreti del mestiere
Prefazione di Sergio Bonelli
Tunué, 2007 - Collana «Le virgole» n. 10
cm 10x15; pp. 112 + ill., ril.;
Euro 4,90
SBN 978-88-89613-29-0

martedì, ottobre 16, 2007

L'oh dello stupore



Ho sempre amato la grande illusione. Sin da piccolo seguivo in TV le perfomance del mitico Silvan e naturalmente avevo anche il suo gioco. Inoltre, possiedo un libro, uscito negli anni '70, dedicato al grande Harry Houdini ed alle sue magie, dove sono spiegati alcuni dei suoi trucchi. Ma in realtà più che l'oh dello stupore, cioè la conclusione di un'esibizione, mi ha sempre affascinato il prima, la preparazione di un gioco. Attualmente il mago più famoso è David Copperfield. E' considerato assolutamente un maestro, ma certi suoi trucchi all'apparenza impossibili, hanno una preparazione assai semplice. E' quello che ci dimostrano questi due video: il primo è un'esibizione dello stesso Copperfield, l'altro è la ripetizione della stessa magia da parte di un ragazzo, da cui risulta evidente dove si nasconda il trucco.

sabato, ottobre 13, 2007

Il ritorno degli eroi


Io, che sono da sempre appassionato di fumetti, ho da un po' tempo, quasi smarrito il piacere di leggerli. I motivi sono diversi, ma sicuramente dopo averne letti tanti, trovare nuovi fumetti che mi colpiscano davvero è difficile, soprattutto nel fumetto italiano. Non a caso le ultime forti senzazioni le ho provate con i fumetti manga e con autori come Jiro Taniguchi e Naoki Urasawa.
Poi succede che vado all'edicola a comprare il primo numero della nuova serie della Bonelli: Volto Nascosto, scritto da Gianfranco Manfredi e disegnato da Goran Parlov, e ho una piacevole sorpresa. Lo leggo e mi sembra di tornare ragazzo. Ho divorato letteralmente l'albo. La storia è davvero ben scritta e scorre via che è un piacere. I disegni di Parlov sono una gioia per gli occhi. In questo primo numero c'è la lezione di maestri come Berardi e Milazzo, c'è Hugo Pratt, ho ritrovato, grazie, forse, alla copertina di Massimo Rotundo le atmosfere di Sera Torbara scritto da Giuseppe Ferrandino.
Mi è piaciuto talmente tanto, che, come non mi succedeva da molti, molti anni lo leggerò due volte nel giro di pochi giorni. Anzi mi sa che lo rileggo proprio stanotte, dopo che torno dalla pizzeria.

lunedì, ottobre 08, 2007

Le Cose che Pensano









Riprendo il discorso iniziato in questo post parlando ancora di Lucio Battisti e della sua collaborazione con Pasquale Panella.
Era il 1986, erano ormai passati sei anni da "Una giornata Uggiosa", ultimo disco di Battisti con Mogol, e quattro da "E Già" , disco scritto con la moglie Velezia. Proprio in quest'ultimo album si percepiva che Battisti era alla ricerca di una nuova linea creativa.
L'incontro con il poeta Pasquale Panella, che aveva già scritto in precedenza dei testi ermetici per Enzo Carella, fu fondamentale per quello che Battisti stava cercando. Il suo desiderio era quello di non dare più emozioni al pubblico, almeno quelle a cui era abituato e portare la musica ad essere una cosa sola con le parole. Cambia anche il suo modo di comporre. Mogol sentiva le melodie di Battisti e su quelle note scriveva i suo testi. Ora è Panella a fornire i testi già pronti a Battisti, e sulla base di questi egli crea la musica. Il frutto della loro prima collaborazione fu l'album "Don Giovanni". Il disco, al contrario del precedente, è accolto un maniera positiva dal pubblico, le melodie sono più comprensibili, anche se con arrangiamenti a metà fra sonorità innovative e classiche. Tuttavia, a differenza di "E Già" che era un disco "elettronico" questo album è stato realizzato con l'uso di strumenti acustici, ad esclusione del brano "Il Diluvio", ricco di sonorità elettroniche. La svolta è soprattutto nei testi di Pasquale Panella, in apparenza privi di senso compiuto, pieni di giochi di parole e doppi sensi. Si tratta è ovvio di una scelta voluta e non certo casuale. La canzone diventa un tutt'uno con la musica. A partire da "Don Giovanni" Battisti decide inotre di non stampare più i testi delle canzoni. In realtà, probabilmente per un malinteso con la casa discografica la prima stampa dell'album "Don Giovanni" conteneva i testi delle canzoni, ma fu subito fatta ritirare dallo stesso Battisti. Una nuova stagione musicale era iniziata. Di quest'album è difficile scegliere una canzone, ma Le Cose che Pensano e Don Giovanni sono sicuramente le più evocative.
Da questo disco in poi anche la grafica diverrà essenziale al massimo, con un disegno stilizzato in copertina, il titolo dell'album e il nome dell'artista.
Dal successivo album "L'apparenza", del 1988, la ricerca musicale si fa più ardita e di conseguenza anche quella dei testi. Musicalmente questo disco è probabilmnte superiore al precedente (è notevole l'uso degli archi) con autentici brani capolavoro, come Per altri motivi, Per Nome, Dalle Prime Battute, ma sopratutto la canzone A portata di mano, che, secondo alcuni critici, è una sorta di "mini album" composto da quattro diverse canzoni.
Con l'album del 1990 "La Sposa occidentale" Battisti abbandona la melodia classica e inizia a utilizzare in maniera predominate la batteria elettronica, creando canzoni con una forte atmosfera techno-dance. Anche qui sono presenti dei capolavori (lontani anni luce dal Battisti classico), come Potrebbe essere sera, Timida molto audace, Mi Riposa. Nonostante ormai i testi di Panella siano puri esercizi di stile, in quest'album troviamo una canzone d'amore: I Ritorni. Ovvio anche questo testo al primo ascolto appare ermetico, ma se ascoltato ripetutamente nasconde dei profondi significati ed evoca nell'ascoltatore attento delle vere e proprie immagini.
Il grosso pubblico inizia a non seguire più Battisti, e le vendite calano vistosamente. Quest'album infatti, dopo tanti anni, è l'unico a non raggiungere il primo posto in classifica.
Il successivo album "Cosa succederà alla ragazza" è del 1992, dove anche i titoli dei brani sfiorano l'assurdo, come Però Il rinoceronte, Tutte le Pompe e I Sacchi della Posta. L'unico brano ad avere un discreto successo, con diversi passaggi in radio, è La metro, eccetera.
Hegel, uscito nel 1994, è l'album di Battisti che ha venduto di meno in assoluto. I testi di Panella sono sempre più ermetici con riferimenti filosofici, la voce di Battisti è ormai sempre più fredda e le sonorità computerizzate sono predominanti.
Di quest'album ricordo in particolare Stanze come questa, Hegel, Tubinga, La Moda nel respiro e la travolgente La Voce del Viso.
Il grosso pubblico lo ha ormai abbandonato, restano solo i fedelissimi, che lo seguono ed apprezzano il suo percorso creativo. Sono poche persone che, come il sottoscritto, comprano i suoi album a scatola chiusa, ma restando sempre soddisfatti. La nuova produzione di Battisti obbliga il pubblico a uno sforzo maggiore. Non si può essere ascoltatori passivi ascoltando le sue canzoni. Ora Battisti non parla più al cuore di chi ascolta, ma alla sua mente.
Purtroppo il 9 settembre 1998, Lucio Battisti ci ha lasciato e, forse, non sapremo mai dove ci avrebbe portato la sua ricerca musicale. Anche se si vocifera da anni di un fantomatico ultimo album, probabilmente l'ultimo insieme a Panella, composto prima di morire e pronto per una futura pubblicazione.
Noi fedelissimi, restiamo in attesa.
Da questi album non sono mai stati tratti dei video ufficiali, se non per l'ultimo disco, Hegel. Su Youtube però sono presenti dei video realizzati dai fan. Ne ho inserito due, il primo è Le cose che pensano, mentre il secondo brano è I ritorni.

lunedì, settembre 24, 2007

Marieddu, il John Cena de' noantri

Ebbene si, oltre ai calciatori la Sardegna ha iniziato a esportare anche lottatori di wrestling. E' il caso di Marieddu che combatte nella federazione italiana Total Combat Wrestling.
Il lottatore sardo non è dotato di molta potenza fisica ma fa dell'agilità uno dei suoi cardini di forza maggiori. Da molti è conosciuto col nome di "quinto moro", da altri semplicemente soprannominato Marieddu, egli ambisce un giorno di portare in Sardegna il titolo più importante della federazione.
Questa la sua scheda tecnica: Peso 65 Kg per un'altezza di 180 Cm. Il suo stile di lotta è chiamato High Flying (voli dalle corde e acrobazie).
Nel video qui sotto potete ammirarlo in uno dei suoi recenti incontri.

mercoledì, settembre 19, 2007

Fanzine d'Italia





Dopo qualche anno di inattività è stata ricostituita l'Associazione di promozione sociale "Fanzine Italiane". Promotore di questa iniziativa è Gianluca Umiliacchi, che dal 1995 si è preso la briga di catalogare ogni fanzine. Nel 1998 il frutto di questo lavoro è stato pubblicato su Poveri ma liberi, un catalogo delle fanzine italiane (1977-1997), a cura di Gianluca Umiliacchi e Michele Mordente (pp. 64, sip, Millelire Stampa Alternativa, Viterbo, giugno 1998) [Edizione speciale realizzata in occasione della manifestazione Orte di Note Village '98]. Si tratta di un elenco, che comprende fanzine di ogni genere e su qualunque mezzo fisico (perfino floppy-disc), praticamente completo. Nell'elenco trovate naturalmente anche Little Nemo.
Come dicevo da qualche mese l'associazione ha ripreso la sua attività. Se siete interessati al mondo delle riviste amatoriali o volete segnalare la vostra fanzine questi sono i recapiti:

info: Fanzine Italiane Associazione di Promozione Sociale339 3085390 (G. Umiliacchi)
Casella Postale 23 - 48015 Pinarella Cervia RA

Bastian Contrario Archivio Nazionale Fanzine Italiane
Casella Postale 23 - 48015 Pinarella Cervia RA

Ad illustrare il post una foto di Alfredo Castelli e la copertina della prima rivista amatoriale di fumetti italiana: "Comics Club 104". Con questa fanzine, pubblicata nel 1967, Castelli ha mosso i primi passi nel campo del fumetto.

sabato, settembre 15, 2007

ElettroRock










Ieri parlavo con un amico del più e del meno e il discorso è finito sulla musica. Riflettevamo sulla musica degli anni '70 e su quanto abbia poi influenzato i musicisti degli anni successivi. In particolare ci siamo soffermati a parlare dei Kraftwerk un gruppo storico della musica elettronica. I Kraftwerk (in tedesco significa Centrale Elettrica) sono una band tedesca di musica elettronica fondata a Dusseldorf nel 1970 da due ex studenti di musica classica, Ralf Hütter e Florian Schneider, e vengono considerati i precursori della musica elettronica, influenzando interi generi musicali(dalla new wave alla disco, dall'hip hop alla techno).
Dopo vari cambi di formazione nel 1973 con l'arrivo come grafico del pittore Emil Schult (che nell'album Kraftwerk 2 aveva collaborato suonando il basso), Schult determinerà la scelta di immagine del gruppo.
Dal punto di vista musicale il gruppo utilizza i ritmi sintetici (ricavandoli con delle particolari percussioni a pads costruite e brevettate da loro stessi). La formazione si allarga ulteriormente e dopo alcuni mesi, pubblicano nel 1974 Autobahn, che definirà il genere di musica con il quale i Kraftwerk sono conosciuti.
Ma è con l'arrivo di Karl Bartos, giovane percussionista, che il gruppo produce i suoi maggiori capolavori.
Nell'ottobre del 1975 viene pubblicato l'album Radio-Activity, concept album dedicato alla radio e al nucleare.
Del 1977 è Trans-Europe Express (dedicato ai treni e all'Europa) e nel 1978 esce The Man-Machine (dedicato allo spazio e ai robots). Si tratta di album che faranno letteralmente epoca
I Kraftwerk continuano la loro attività sino al 1990, ma poi per circa 10 anni si prendono una lunga pausa. Ralf Hutter qualche anno fa disse: "Faremo uscire qualcosa soltanto quando lo riterremo rilevante per noi o per il pubblico". Le sonorità dei Kraftwerk mi hanno sempre affascinato e ancora oggi mi trasmettono una sensazione di piacevole inquietudine.

Un interessante approfondimento lo trovate qui

giovedì, settembre 13, 2007

Sfrontato e presuntuoso


L'anonimo utente forever_nerds nel commenti al post precedente ha detto...

"Hai dimenticato però di scrivere che in quegli anni hai anche avuto la sfrontatezza di esporre a Quartu delle tue tavole che erano palesemente ricalcate da "Ananga"... Era il periodo in cui credevi ancora di essere un disegnatore... "

Premetto che chi posta dei commenti anonimi, che mi sembrano vagamente offensivi, ha la grande capacità di farmi girare le palle, e quindi la mia prima reazione, dopo aver letto il commento, è stata quella di ignorarlo. Poi ho pensato agli altri utenti, che magari si sarebbero incuriositi, e ho deciso di rispondere in modo pacato.

Si, caro amico, dotato di una straordinaria memoria, ero davvero sfrontato, tanto è vero che proprio a Lucca ho mostrato a Civitelli quei disegni, dichiarando apertamente la mia ammirazione. Tra l'altro i disegni, non sono ricalcati ma si rifanno ad alcune soluzioni di inquadratura e scelta della posizione dei personaggi. Ebbene, Civitelli fu ben contento di questo omaggio, che è talmente evidente da essere una vera e propria citazione, che io non ho mai nascosto a nessuno.
Non sono certo il primo che fa una cosa simile, lo fanno, capita anche ai disegnatori professionisti, ed io non lo sono. Per chiarirti un po' le idee leggiti questo post dal blog di Roberto Recchioni.
A proposito della presunzione, hai proprio ragione, forevere_nerds, infatti in questi giorni ho ripreso a disegnare. Spero ti faccia piacere.
Stammi bene, penso tu ne abbia bisogno.

Ad illustrare il post proprio due tavole esposte nel 1991 a Quartu S. Elena, nel locale "Ottocento".

mercoledì, settembre 12, 2007

Fabio Civitelli, il disegnatore della luce







Ricordo ancora la prima volta che vidi un disegno di Fabio Civitelli: si trattava di un fumetto di "Furia", edito dalla Editrice Cenisio, che all'epoca produceva fumetti tratti da telefilm. Sto parlando della fine degli anni '70. Certo, ancora non conoscevo il nome del disegnatore, ma quel particolare segno, a metà strada tra Jack Kirby e John Romita era inconfondibile. Rividi alcune sue tavole su "Blitz", un settimanale a fumetti pubblicato dall' Editrice Universo. Disegnava Doctor Salomon, con lo pseudonimo di Pablo De Almaviva. Finalmente nei primi anni '80 lo ritrovai sulle pagine di Mister No. Memorabile è la storia "Ananga" su testi di Tiziano Sclavi. A Lucca Comics del 1991 ebbi il piacere di conoscerlo personalmente. Era molto cordiale e si rese disponibile per un'intervista per la fanzine Little Nemo. Il disegno di Civitelli, oltrechè essere corretto dal punto di vista dell'anatomia, riesce a rendere graficamente la sensazione di luce in ogni sua vignetta. Il prossimo anno Tex Willer compie 60 anni e, in questa occasione, la Sergio Bonelli Editore ha affidato alle abili mani di Fabio Civitelli la realizzazione di un album celebrativo tutto a colori.L'idea del progetto è stata dello stesso Civitelli. La storia dovrebbe approdare alle edicole nel settembre del 2008, e, per l’occasione, Arezzo, città di origine del disegnatore, sta preparando una serie di eventi celebrativi.

QUI trovate una sua intervista esclusiva per il blog dedicato al ranger texano, mentre nel video in alto il disegnatore aretino parla della storia che sta preparando per i 60 anni di Tex.

lunedì, settembre 10, 2007

Acqua di spilli fitti dal cielo e dai soffitti


Fabrizio De Andrè è stato sempre capace, attraverso parole e musica, di evocare sensazioni, personaggi e ambienti, come nessun altro. Questa sua straordinaria capacità non è mai venuta meno, neppure con il passare degli anni. Una ulteriore conferma la abbiamo con Dolcenera, una canzone tratta da Anime salve, il tredicesimo e ultimo album registrato in studio e scritto a quattro mani con Ivano Fossati.

Di questa canzone, durante un concerto a Treviglio, il 24 marzo 1997, De André affermò:
« Questo del protagonista di Dolcenera è un curioso tipo di solitudine. È la solitudine dell'innamorato, soprattutto se non corrisposto. Gli piglia una sorta di sogno paranoico, per cui cancella qualsiasi cosa possa frapporsi fra sé stesso e l'oggetto del desiderio. È una storia parallela: da una parte c'è l'alluvione che ha sommerso Genova nel '72, dall'altra c'è questo matto innamorato che aspetta una donna. Ed è talmente avventato in questo suo sogno che ne rimuove addirittura l'assenza, perché lei, in effetti, non arriva. Lui è convinto di farci l'amore, ma lei è con l'acqua alla gola. Questo tipo di sogno, purtroppo, è molto simile a quello del tiranno, che cerca di rimuovere ogni ostacolo che si oppone all'esercizio del proprio potere assoluto. »

In questa canzone le parole e le note diventano fotogrammi di un film, quanto e di più un regista riuscirebbe a fare.

Ecco di seguito il testo completo.

DOLCENERA
Amìala ch'â l'arìa amìa cum'â l'é amiala cum'â l'aria ch'â l'è lê ch'â l'è lê amiala cum'â l'aria amìa amia cum'â l'è amiala ch'â l'arìa amia ch'â l'è lê ch'â l'è lê Guardala che arriva guarda com'è com'è guardala come arriva guarda che è lei che è lei guardala come arriva guarda guarda com'è guardala che arriva che è lei che è lei
Nera che porta via che porta via la via nera che non si vedeva da una vita intera così dolcenera nera nera che picchia forte che butta giù le porte
nu l'è l'aegua ch'à fá baggiá imbaggiâ imbaggiâ Non è l'acqua che fa sbadigliare (ma) chiudere porte e finestre chiudere porte e finestre
Nera di malasorte che ammazza e passa oltre nera come la sfortuna che si fa la tana dove non c'è luna luna
nera di falde amare che passano le bare
âtru da stramûâ â nu n'á â nu n'á Altro da traslocare non ne ha non ne ha
Ma la moglie di Anselmo non lo deve sapere ché è venuta per me è arrivata da un'ora e l'amore ha l'amore come solo argomento
e il tumulto del cielo ha sbagliato momento acqua che non si aspetta altro che benedetta acqua che porta male sale dalle scale sale senza sale sale acqua che spacca il monte che affonda terra e ponte
nu l'è l'aaegua de 'na rammâ 'n calabà 'n calabà Non è l'acqua di un colpo di pioggia (ma) un gran casino un gran casino
Ma la moglie di Anselmo sta sognando del mare quando ingorga gli anfratti si ritira e risale e il lenzuolo si gonfia sul cavo dell'onda e la lotta si fa scivolosa e profonda
amiala cum'â l'aria amìa cum'â l'è cum'â l'è amiala cum'â l'aria amia ch'â l'è lê ch'â l'è lê Guardala come arriva guarda com'è com'è guardala come arriva guarda che è lei che è lei
Acqua di spilli fitti dal cielo e dai soffitti acqua per fotografie per cercare i complici da maledire acqua che stringe i fianchi tonnara di passanti
âtru da camallâ â nu n'à â nu n'à Altro da mettersi in spalla non ne ha non ne ha
Oltre il muro dei vetri si risveglia la vita che si prende per mano a battaglia finita come fa questo amore che dall'ansia di perdersi
ha trovato in un giorno la certezza di aversi acqua che ha fatto sera che adesso si ritira bassa sfila tra la gente come un innocente che non c'entra niente fredda come un dolore Dolcenera senza cuore
atru de rebellâ â nu n'à â nu n'à Altro da trascinare non ne ha non ne ha
e la moglie di Anselmo sente l'acqua che scende dai vestiti incollati da ogni gelo di pelle nel suo tram scollegato da ogni distanza nel bel mezzo del tempo che adesso le avanza
così fu quell'amore dal mancato finale così splendido e vero da potervi ingannare
Amìala ch'â l'arìa amìa cum'â l'é amiala cum'â l'aria ch'â l'è lê ch'â l'è lê amiala cum'â l'aria amìa amia cum'â l'è amiala ch'â l'arìa amia ch'â l'è lê ch'â l'è lê Guardala che arriva guarda com'è com'è guardala come arriva guarda che è lei che è lei guardala come arriva guarda guarda com'è guardala che arriva che è lei che è lei

sabato, settembre 08, 2007

Eravamo quattro amici al bar


In queste serate di fine estate mi capita spesso di fare con gli amici alcuni giri per le vie del centro storico. Qualche giorno fa ci siamo fermati a prendere un caffè nel bar situato di fronte al Liceo Artistico, in Piazzetta Dettori. E ho ripensato a più di venti anni fa, quando frequentavo proprio quella scuola e ogni mattina, prima di entrare in classe, avevamo con i compagni un appuntamento fisso: alle 8.00 partita a biliardino. Era talmente tanta la voglia di giocare che ci alzavamo prima del solito per essere puntuali. Alcuni di quei compagni di gioco li ho persi di vista, con altri ci si vede ogni tanto, con uno in particolare, Corrado, si è creata un'amicizia che dura ormai da 25 anni. Il bar però non è, ovviamente, più come allora, e il nostro biliardino non c'è più. Ho scambiato due parole con il barista e gli ho raccontato delle nostre mitiche partite a biliardino. Lui era poco più grande di noi e lavorava già lì; si ricordava perfettamente di quei ragazzi che prima di entrare a scuola si scatenavano dietro a una pallina.

Preso dalla curiosità ho fatto un giro in internet per vedere se il calcio balilla fosse ancora popolare, e ho scoperto che mai come ora ha un seguito davvero notevole. In fondo si tratta di un gioco che ha quasi 100 anni di vita: "Il biliardino sembra sia stato inventato in Germania da Broto Wachter tra gli anni '20 e '30 e contemporaneamente anche in Francia vennero realizzati i primi tavoli da gioco (in particolare sembra che l'idea sia stata concretizzata da un operaio della Citroën già inventore in altri campi), indipendentemente anche in Spagna e precisamente a Barcellona, Alejandro Finisterre inventa e perfeziona il biliardino nella sua versione più moderna con gli omini sagomati e registra il brevetto nel 1937".
Ulteriori notizie sul calcio balilla le trovate qui , mentre su Wikipedia trovate descritte le regole di gioco.
Inutile dire che la mia passione per il biliardino non è mai venuta meno. Quindi se vi capita di passare da qualche parte e sentite il rumore tipico del biliardino, fermatevi e date un occhiata, potreste trovarmi li a giocare.

martedì, settembre 04, 2007

Favoloso Mango


Un brano semplicemente stupendo. E' tra le mie dieci canzoni italiane preferite.

lunedì, settembre 03, 2007

Comicus parla di Little Nemo

Una piccola segnalazione del numero 8 della fanzine Littlenemo la trovate su Comicus, sito di informazione fumettistica. L'intervento, curato da Gennaro Costanzo, coordinatore di Comicus, è disponibile qui.

domenica, settembre 02, 2007

Il viaggio ricomincia

Ormai le ferie sono finite ed è il momento di ripartire. Ho deciso di usare una nuova strategia. Concentrare gli sforzi in poche cose, e non come è nella mia indole dispersiva lanciarmi in mille iniziative. Ad alcune ho dovuto a malincuore rinunciare, sia per indisponibilità della disegnatrice, sia perchè si tratta di progetti a lunga scadenza. Meglio dare la priorità a cose già ben avviate. Insomma devo essere più concreto. Sabato mattina è venuto a trovarmi Marco Ballò con altri studi del progetto che stiamo portando avanti. Tutti i pezzi si stanno componendo e ci sono buone possibilità che entro l'anno il tutto possa essere completato. Questo sarà uno dei due progetti che mi terrà impegnato sino alla fine dell'anno, dell'altro ne parlerò più avanti. E' disponibile una piccola gallery che trovate qui.

venerdì, agosto 31, 2007

L’UOMO CHE VINCE CONTRO OGNI PARERE

Sulla falsariga di altri blogger, ho deciso di stilare anche la mia personale lista di personaggi di fantasia o reali. La caratteristica che li accomuna è sintetizzata nel titolo del post. Riuscire ad avere una visione positiva del futuro, anche quando razionalmente tutto sembra dire il contrario. Riuscire a trovare sempre un barlume di speranza. Si tratta di scelte personali, e ovviamente sono rimasti fuori personaggi che per altre persone sono più significative. Ma appunto sono scelte personali, non di valore assoluto. Li ho divisi per categoria: personaggio dei fumetti, della ficition, del wrestling, del calcio. I primi due sono ovviamente di fantasia, gli ultimi due esistenti realmente. Attenzione, per quanto riguarda le prime due categorie sono presenti degli spoiler.


GIOVANNI SAVARESE


Il fumetto narra della situazione degli italiani in America negli anni '30/'40 e delle vicissitudini di uno di questi immigrati. Si tratta di un misto di poliziesco, dramma e racconto di formazione scritto da Robin Wood e disegnato da Roberto Mandrafina. Il piccolo Giovanni, appartiene alla famiglia dei Savarese di Graziano . Si tratta di una delle "famiglie" più importanti e odiate. Una notte tutti i componenti vengono trucidati da una famiglia rivale. Ma il piccolo Giovanni viene graziato a causa del suo aspetto gracile e inoffensivo: più per umiliazione che per reale compassione. Il ragazzo abbandona quindi la Sicilia e si ritrova nell’America del proibizionismo. Entra, non senza problemi, nella polizia e poi passo dopo passo, superando ogni difficoltà, sia professionale che personale diventa uno degli elementi migliori dell’FBI di Hoover. Il suo unico obbiettivo è quello di combattere la criminalità e vendicare la famiglia trucidata. Sono mitici gli episodi del ritorno di Savarese a Graziano, suo paese d’origine. Questa serie è stata pubblicata nei primi anni ’80 sul settimanale Lanciostory.


JACK BAUER

Ho conosciuto Jack Bauer da poco, grazie al gentile prestito della serie 24 da parte di un amico. Si tratta di un agente dell'antiterrorismo che vive serie di eventi che si svolgono in un giorno (da cui il titolo 24). La forza della serie sta proprio nel suo protagonista. Nel corso delle varie stagioni (negli Stati Uniti a gennaio 2008 partirà la settima) ha affrontato e sconfitto diverse minacce, riuscendo sempre, anche nei momenti più drammatici, quando chiunque si sarebbe arreso, ad avere la convinzione che una soluzione esiste sempre. Nella sua vita privata le difficoltà non sono da meno, la moglie gli è stata uccisa, la figlia lo ha quasi rinnegato, ha vissuto un periodo di tossicodipendenza, i suoi migliori amici sono stati uccisi. Ma lui ha sempre trovato la forza interiore di ricominciare da zero.

BRET HART
Bret Sergeant Hart è un ex wrestler professionista ed è considerato uno dei migliori lottatori di sempre perché nel corso della sua carriera nessuna sua manovra o mossa ha mai provocato infortuni gravi a nessun avversario, e tra i più professionali, avendo saltato solo due show. Nel 1997 a Montreal, Canada, andò in scena Survivor Series, ; nel corso del ppv si consumò il cosiddetto Screwjob di Montreal. Stando a quanto è trapelato dopo la conclusione dell'evento, l'incontro sarebbe dovuto terminare con una vittoria di Bret Hart su Shawn Micheals (che avrebbe così conservato la cintura di campione ma che avrebbe poi dovuto perdere la sera successiva sempre in favore di Michaels) Tuttavia durante l'incontro avvenne un episodio incredibile: Bret era chiuso nella sua stessa mossa finale, la "Sharpshooter", e benché non avesse dato alcun segno di cedimento, l'arbitro decretò comunque la sua sconfitta per sottomissione e la vittoria del match e conseguentemente del titolo di campione da parte di Shawn Michaels. Tutto ciò accadde perché Bret aveva già firmato un contratto con un'altra federazione, l'ormai defunta WCW, ai tempi l'unica ed agguerrita concorrente della WWE. McMahon, che pure aveva invano tentato di trattenere Bret per poi lasciarlo libero di firmare per la federazione avversaria, aveva intenzione di punire Bret per questo "tradimento" e si accordò con Michaels ed Hebner per far finire l'incontro in questo modo. Bret venne così "derubato" del titolo, per giunta "in casa", essendo lui nato in British Columbia, uno stato canadese. Nel 1999 una tragedia di dimensioni ben più grandi sconvolse la vita di Bret Hart: la morte di suo fratello Owen. La sua tragica morte è avvenuta nel corso del ppv Over The Edge. In occasione del suo incontro avrebbe dovuto calarsi dal soffitto della Kemper Arena; tutto questo per rendere ancora più spettacolare il personaggio di "The Blue Blazer" che interpretava in quella occasione. Le cose non andarono per il verso giusto, Owen precipitò da 24 metri su uno dei paletti del ring, battendo la testa e morendo pochi minuti dopo per un'emorragia all'addome.Dopo questo episidio, Hart si trasferì in WCW dove tuttavia non raggiunse il successo sperato; inoltre una lunga serie di infortuni conclusa con un duro colpo alla testa provocatogli da Bill Goldberg mise definitivamente la parola fine alla sua carriera. Da allora Hart soffre di gravi problemi alla testa, aggravati dal coinvolgimento in un incidente stradale avvenuto nel 2002, mentre si trovava su una bicicletta. Battendo a terra il capo, Bret fu colpito da un ictus che gli costò anche una paralisi di parte del corpo. Dopo una lunga riabilitazione, Bret ha recuperato quasi totalmente la mobilità, ma soffre di vuoti di memoria ed emicranie. Dal 15 settembre 2004 è sposato con una donna italiana, Cinzia, con la quale vive in Italia.

ROBERTO BAGGIO
Sono da sempre un ammiratore di Baggio, un calciatore di straordinario talento che si è sempre meritato il successo ottenuto superando diverse difficoltà. Nella stagione 1984/85 con la maglai del Vicenza in una partita contro il Rimini allenato da Arrigo Sacchi, subisce un grave infortunio al ginocchio destro (purtroppo solo il primo di una lunga serie), che lo costringe a un lunghissimo periodo di assenza dai campi di gioco. Baggio ci metterà quasi un anno e mezzo per riprendersi dall’infortunio, nonostante in tanti dessero la sua carriera ormai conclusa. Uno dei momenti più difficili della sua carriera avviene durante la finale mondiale del 1994 . I rigori danno la vittoria ai sudamericani per 3-2, con l'ultimo rigore sbagliato proprio da Baggio, che manda alto sopra la traversa, dopo gli errori di Franco Baresi e Daniele Massaro. Sarà lo sguardo atterrito di Roby dopo l'errore dal dischetto l'immagine emblematica della sconfitta azzurra. Sono problematici i rapporti con Marcello Lippi, che lo utilizza col contagocce. Baggio, nonostante ciò, riesce a sfruttare al meglio i pochi spezzoni di partita che gli vengono concessi mettendo a segno gol importanti in Campionato e in Coppa Italia; polemizza apertamente contro Lippi e smentisce pubblicamente le voci infondate sui suoi presunti guai fisici, precisando che viene spesso tenuto fuori per scelte personali. La stagione decisiva 2001/2002 inizia nel migliore dei modi con Baggio addirittura capocannoniere con 8 gol dopo nove giornate. Purtroppo la solita sfortuna interrompe il momento d'oro: dopo una prima lesione al ginocchio, avvenuta a causa di un contrasto duro con Marasco del Venezia in campionato, si fa male anche col Parma in Coppa Italia. Stavolta la diagnosi è tremenda: rottura del legamento crociato anteriore e lesione del menisco interno del ginocchio sinistro. Baggio viene operato in Francia e, con una grandissima determinazione, riesce a rientrare in campo a 76 giorni dal giorno dell'infortunio (un record per il tipo d'infortunio subito, non solo per il calcio, ma per tutti gli sport), a tre giornate dalla fine del campionato. La stagione si conclude con uno stupefacente bottino di undici gol segnati in dodici partite, ma tutto questo non basta per convincere Giovanni Trapattoni a convocarlo, ritenendolo, a torto, non completamente ristabilito dall'infortunio. Il mondiale nippo-coreano sarà per Trapattoni una Waterloo. Una spinta notevole per Roberto Baggio è stata la sua conversione nel 1988 al buddismo della Soka Gakkai, diventò praticante durante i suoi anni a Firenze, grazie ad un amico. Anche per questo motivo Baggio è particolarmente amato in Estremo Oriente, specialmente in Giappone. Il 16 ottobre 2002 è stato proclamato ambasciatore della FAO.
n.b. Alcuni brani di questo post hanno come fonte Wikipedia