martedì, dicembre 23, 2008

Buon Natale a grandi e piccini




Due immagini per augurare a tutti buon Natale. Per i più grandicelli una bella immagine della performer e modella canadese Ariel Rebel. Per i piccoli invece una curiosa immagine di Babbo Natale beccata su Internet.
A tutti, amici e nemici, conoscenti e sconosciuti, parenti vicini e lontani, a tutti auguro un buon Natale.

martedì, dicembre 16, 2008

Amélie Poulain porta fortuna

Il destino è veramente strano. Può succedere che il tuo lavoro o la tua attività vada male e che tu oramai sei rassegnato al peggio. Poi succede che il destino decide di farti un regalo. E' quello che è successo ad un caffè di Parigi sito nel quartiere di Pigalle al numero 15 di rue Lepic nel 18esimo Arrondissement Metro Abbesses o Blanche.
Mentre il regista Jean-Pierre Jeunet stava preparando il film Il favoloso mondo di Amélie rimase colpito dal Cafè des Deux Moulin. Andò personalmente a chiedere il permesso per ambientare il suo film, e lo scelse come teatro per le riprese. Il locale in quel periodo era in una difficile situazione finanziaria, ma dopo l'uscita del film fu preso di mira da masse di residenti e turisti fan del film, e si salvò dalla chiusura.
Nei pressi del cafè si trova anche la drogheria di Colignon (rue des trois frères), che gode tuttora del successo del film. (Fonte Wikipedia).

giovedì, dicembre 11, 2008

Non sanno che è Natale?

"Do They Know It's Christmas?" è una canzone scritta da Bob Geldof e Midge Ure nel 1984 specificatamente per raccogliere fondi per combattere la carenza di cibo in Etiopia. La versione originale venne prodotta da Midge Ure, e rilasciata a nome del progetto Band Aid il 3 dicembre 1984.
A fine 1984, un reportage della BBC portò all'attenzione pubblica la carestia che aveva colpito l'Etiopia nel periodo 1984-1985. Il cantante irlandese Bob Geldof che aveva visto il reportage, fu talmente tanto commosso da decidere che i ricavati di un disco avrebbero potuto alleviare la situazione . Conscio che avrebbe potuto fare ben poco da solo contattò Midge Ure del gruppo Ultravox ed insieme scrissero il brano "Do They Know It's Christmas?".
(Fonte Wipedia)

lunedì, dicembre 08, 2008

Forever John Lennon

In ricordo di John Lennon che l'8 dicembre del 1980 fu ucciso da un folle omicida.

domenica, dicembre 07, 2008

Pingu di Tony Wolf in mostra natalizia a Torino

Direttamente dal sito AFnews pubblico questa interessante notizia:
Comunicato stampa: Vi segnaliamo che la Little Nemo Art Gallery in occasione delle Festività Natalizie presenta in anteprima assoluta i disegni originali di Antonio Lupatelli (in arte Tony Wolf) per il personaggio di Pingu creato per il mondo dei cartoons e divulgato dall'Editore Dami in tutto il mondo. Vi aspettiamo dunque per questa occasione segnalandovi che la libreria sarà aperta tutti giorni festività comprese, sino alla Vigilia di Natale. Con i nostri miglio auguri di Buone Feste. Little Nemo Art Gallery Via Montebello 2/d - Torino tel. e fax 011 8127089 - 011 887417 info@littlenemo.it - www.littlenemo.it.


Articolo di afnews (se non altrimenti indicato) - Domenica, 7/12/2008© copyright afNews/Goria/Autore - http://www.afnews.info/ ISSN 1971-1824 - cod-Notizie


In questo forum ho trovato alcune notizie su Tony Wolf.
"Grandissimo autore ed illustratore di libri per bambini noto a livello internazionale, Tony Wolf è nientepopodimeno che Antonio Lupatelli, un artista italiano che si trovò costretto a trovarsi uno pseudonimo inglese quando dovette rivolgersi altrove per fare carriera. I suoi libri, traboccanti di animaletti più o meno antropomorfizzati e di personaggi del piccolo popolo, come fate, folletti, gnomi e simili, sono conosciuti ed apprezzati dai bambini di tutto il mondo ancora oggi. Nato a Busseto, nei pressi di Parma, ha iniziato la sua carriera nel 1958 in Francia come scrittore di storyboard per la Payot Film. Nello stesso periodo ha iniziato la sua collaborazione con la britannica casa editrice Fleetway, grazie alla quale ha potuto affinare il suo stile fumettoso per bambini per i settimanali e gli annuali prodotti dall'editore. Nel 61 inizia a lavorare per la Fratelli Fabbri Editore, illustrando libri per l'infanzia e favole. Con lo pseudonimo che lo ha reso famoso ha pubblicato "I Cuccioli" e dal 1978 in poi ha lavorato quasi esclusivamente per la Dami Editore, illustrando una grandissima varietà di libri come "Bosco" e "Il Viaggio delle Meraviglie", utilizzando diversi pseudonimi. Nel 1980 ha illustrato "I tarocchi degli gnomi" per la casa editrice Lo Scarabeo. Si tratta di un set completo di carte da tarocchi in versione mignon, definiti come i più piccoli del mondo. Ad oggi lo vediamo sempre più spesso al lavoro affiancato ad altri artisti, come il fantomatico Matt Wolf... chi è costui?? Lo scopriremo nella prossima puntata... forse!"

GIPI: un genio del fumetto

Gipi, che a mio parere, è il più grande autore italiano di fumetti vivente, ha partecipato al programma "Le Invasioni Barbariche" ospite di Daria Bignardi. L'intervista è davvero bella e vale pena di seguirla.

sabato, dicembre 06, 2008

Intervista a Fabiano Ambu

Dopo alcune pubblicazioni su riviste amatoriali e diversi anni di attività come tecnico in teatro, Fabiano Ambu è di recente approdato nel circuito professionale con Desdy Metus, l'Insonne e successivamente con Nemrod.Il suo tratto, influenzato inizialmente da maestri come Dino Battaglia, Sergio Toppi e Josè Munoz, si sta sviluppando in uno stile personale in continua evoluzione. Con il recente lavoro Il massacro del Circeo per le Edizioni Becco Giallo, Fabiano Ambu sta dimostrando di essere uno dei disegnatori più interessanti degli ultimi anni.
L'intervista realizzata da me e ospitata sul sito "Lo Spazio Bianco" è qui.

lunedì, dicembre 01, 2008

Il mistero della strega di Blair

"The Blair Witch Project è un film statunitense realizzato nel 1999 da una coppia di registi/autori esordienti, Daniel Myrick ed Eduardo Sanchez, che si colloca a metà strada tra il genere documentaristico e l'horror, pur essendo un prodotto autoriale che sfugge una classificazione semplicistica. Preceduto da un'originale campagna pubblicitaria, il film ha ottenuto molti consensi di pubblico e critica, e numerosi riconoscimenti, tra cui il "Premio Giovani" per il miglior film straniero al Festival di Cannes 1999, nonché una menzione speciale al Festival di Sitges del medesimo anno." Fonte Wikipedia

Ricordo di aver visto questo film al cinema, addirittura nel primo giorno di programmazione, e ne restai folgorato. Paura, sgomento ed angoscia forse sono termini esagerati, ma di sicuro provai un emozione forte pari sicuramente a quella provata vedendo "L'Esorcista".
"il mistero della strega di Blair" (nella versione del titolo italiano) dimostra come un'idea all'apparenza semplice possa invece rivelarsi un'idea geniale.
Per smorzare i toni ho postato anche la parodia realizzata dalla straordinaria Paola Cortellesi.

mercoledì, novembre 26, 2008

Comunicato stampa:

A.A.A. Talenti in Mostra
“Cogito, ergo sum
Guido, dunque non bevo”

È la recente iniziativa dell’associazione artistico-culturale Art’Intorno, in collaborazione con Berio Café e la Provincia di Genova – Assessorato alla Cultura.
Invitiamo ad aderire tutti quei talenti che sentono di esprimere la propria creatività sul tema della guida in stato d’ebbrezza, attraverso slogan, strisce, illustrazioni, vignette, brevi storie a fumetti
da inviare entro il 30 dicembre 2008 per mail in pdf a:
info@centroartistico.it
o per posta a: Art’Intorno, v. Cecchi 5/1 - 16129 Genova

Referente responsabile: Antonella Ferrara, presidente e legale rappresentante di Art’Intorno - Tel./Fax: 010.58.93.17 oppure 3387591517

I migliori elaborati, che possono essere grafici (formato A4) o digitali, saranno visibili sul sito
http://www.centroartistico.it/, inseriti nel relativo catalogo, parteciperanno inoltre sia all’esposizione collettiva di Arti Visive Applicate che si terrà in Febbraio 2009 presso la Sala Tonda del Centro Civico Buranello che alla realizzazione di t-shirt.
Si precisa che
- ogni elaborato potrà essere il frutto di un solo autore o di un gruppo di autori
- le tecniche di realizzazione sono libere
- ogni tavola pervenuta dovrà essere accompagnata dalla presentazione dell’autore e dalla autorizzazione alla pubblicazione e dalla compilazione del modulo relativo alla legge sulla Privacy.
- le tavole inviate per posta e non selezionate, solo su richiesta, saranno restituite ai partecipanti

Sono invitati a partecipare anche tutte le Scuole, le Strutture e gli Enti che desiderano fornire il proprio supporto creativo e/o tecnico

Il progetto ha il chiaro intento di contribuire ad una maggiore informazione, sensibilizzazione e presa di coscienza, per non rischiare la propria e l’altrui vita e si inserisce, nella sua realizzazione visuale, tra i mezzi più facilmente fruibili e quindi probabilmente più incisivi, per arginare una problematica, oggi purtroppo sempre più diffusa.

domenica, novembre 23, 2008

Quando c'era il Lego


Chi non ci ha mai giocato? Quanti ricordi....

LEGO è un produttore di giocattoli danese, noto internazionalmente per la sua linea di mattoncini assemblabili.
L'azienda, fondata nel 1916 da Ole Kirk Christiansen, ha iniziato a produrre i famosi mattoncini a partire dal 1947, ma soltanto dal 1958 essi assumono la particolare forma che ne caratterizza ancora oggi gli assemblaggi.
Dalla iniziale serie classica, l'azienda ha nel tempo realizzato anche la serie Duplo, dedicata ai più piccoli, dai mattoncini più grandi (quindi non ingeribili) e più facilmente incastrabili, e la serie Technic rivolta ai più grandi, dalla gran quantità di pezzi meccanici, ingranaggi, motori, e perfino programmabile. Più recentemente il marchio è stato applicato con successo, sempre rimanendo fedele a sé stesso, anche ad alcune serie di videogiochi.
Nell'anno 2003 il bilancio della LEGO accusò un deficit di 188 milioni di euro, costringendo il presidente Poul Plougmann alle dimissioni e Kjeld Kirk Kristiansen a ritornare al comando. Nell'anno successivo furono licenziati circa un migliaio di dipendenti, per ridurre i costi.
Nonostante questo provvedimento, nell'ottobre del 2004 la LEGO accusò un deficit ancora maggiore, e Kristiansen si dimise nuovamente, versando alla società più di 100.000 euro dal suo patrimonio personale.
Nel 2004 la LEGO decise di modificare le tonalità di alcuni colori: grigio, grigio scuro, marrone e viola, malgrado i primi tre fossero i fondamentali del sistema LEGO. Tale modifica ebbe un forte impatto sugli utenti e fu criticata per l'impossibile unione delle nuove tonalità con quelle precedenti.
Fonte Wikipedia: Lego

mercoledì, novembre 12, 2008

FREE BLOGGER Minaccia di morte per i blog

Dal sito di Beppe Grillo un importante annuncio. I blog, per come li conosciamo adesso, rischiano di scomparire per colpa di una stupida proposta di Legge.
I particolari qui.

lunedì, novembre 10, 2008

David Murphy-911

Sul web tutti ne parlano. Alcuni entusiasti, altri schifati o quasi. E allora anche io dico la mia. A me David Murphy 911 è piaciuto. Lo spunto dell'eroe perseguitato dalla fortuna l'ho trovato interessante (forse originale, ma ormai è stato scritto tutto e quindi non so) . Il personaggio mi è simpatico e la storia è davvero piacevole da leggere. E' un fumetto in cui la sospensione dell'incredulità la fa da padrona. L'impressione è che il povero David sia il personaggio vittima di un videogioco dove tutto può succedere.
La storia scorre che è una meraviglia. L'alternanza tra i momenti nel presente ed i flashback è ben calibrata. Che dire poi dei dialoghi? Sono essenziali e funzionali alla storia. Qualcuno dice banali. Mah... non so. Se vogliamo tutto può essere banale, ormai.
I disegni del giovane Matteo Cremona in alcuni punti sono gradevoli, mentre in altri un po' meno. Poi ho come l'impressione che Matteo Cremona per andare più veloce abbia risparmiato l'impegno sugli sfondi.
Io credo che la strada che il fumetto debba percorrere sia questa indicata da questo primo numero di David Murphy 911 . Ritmo veloce, dialoghi essenziali e un'idea forte a sostenere il tutto. Se penso a come Recchioni in questo primo numero ci ha ben introdotto nella vicenda senza inutili spiegoni, mi vengono ancora i brividi quando penso al primo numero di Nemrod, prolisso sino all'esaurimento.
A conti fatti un fumetto che val la pena acquistare.

Wrestling: brutto, sporco e cattivo.

Evidentemente nella TV Italiana abbiamo un livello culturale "altissimo" e trasmissioni profondamente "educative", per questo alcuni politici italiani hanno deciso di difenderle con una proposta di legge che vieta il wrestling ai minori di 18 anni considerandolo antieducativo.
Se il pericolo fosse reale dovremmo avere centinaia di morti tra i bambini che seguono il wrestling e invece no. I bambini sono molto più attenti di certi adulti e sanno bene cosa stanno guardando. E se non lo capiscono dove sta la responsabilità dei genitori? Chi è che spiega ai bambini la differenza tra realtà e fantasia?

Dal sito Tuttowresting qui e un approfondimento qua.

In un momento di grave crisi a livello mondiale, 38 deputati del nostro parlamento (30 del PDL, 4 del PD, 2 dell'UDC, 1 della Lega Nord e 1 del gruppo misto per le autonomie) non hanno nulla di meglio da fare che proporre un disegno di legge per vietare la visione degli show di wrestling ai minori di 18 anni e proibire la trasmissione del wrestling in tv. I 38 firmatari dell'iniziativa legislativa, nel testo presentato sostengono che il wrestling "è uno show diseducativo e pericoloso" e si schierano "in difesa del milione e mezzo di piccoli italiani che per ore stanno incollati al piccolo schermo per assistere alle imprese dei loro beniamini" (dimostrando di non avere la minima idea di quello che dicono visto che ormai gli ascolti sono nettamente inferiori al milione e mezzo...). L'obiettivo di questi 38 deputati è una regolamentazione che vada a colpire non solo il wresling ma tutti gli sport violenti trasmessi in tv, per trasformarli in spettacoli vietati ai minori di 18 anni. Infine, la carica dei 38 si propone anche di istituire delle leggi che mettano importanti paletti alla pratica di questi sport e ai luoghi dove questi spettacoli potranno essere messi in scena.

Speriamo che il parlamento italiano ignori questa iniziativa delirante e per una volta dimostri di avere un po' di buon senso.

Questa la proposta di legge presentata il 2 luglio 2008 e il cui iter parlamentare è iniziato il 5 novembre quando la proposta di legge è stata assegnata in sede referente alla VII Commissione Cultura:


PROPOSTA DI LEGGE

d'iniziativa dei deputati

SCALERA (PDL), ABRIGNANI (PDL), ANGELI (PDL), BARBIERI (PDL), BOCCIA (PD), CALABRIA (PDL), CARLUCCI (PDL), CASTIELLO (PDL), CESARO (PDL), CICCANTI (UDC), CICCIOLI (PDL), CIRIELLI (PDL), COSENZA (PDL), DE CORATO (PDL), DI CATERINA (PDL), DIVELLA (PDL), ANTONINO FOTI (PDL), FUCCI (PDL), GAROFALO (PDL), GIAMMANCO (PDL), GOISIS (LEGA NORD), GIULIO MARINI (PDL), MOFFA (PDL), PAGANO (PDL), PAPA (PDL), MARIO PEPE (PD), PETRENGA (PDL), LUCIANO ROSSI (PDL), SAMMARCO (PDL), SARDELLI (MISTO - MOVIMENTO PER LE AUTONOMIE), SARUBBI (PD), SBAI STEFANI (PDL), TEMPESTINI (PD), NUNZIO FRANCESCO TESTA (UDC), TORRISI (PDL), VALENTINI (PDL), VELLA (PDL), VENTUCCI (PDL)

Delega al Governo per la disciplina degli sport violenti e per la tutela dei minori

Presentata il 2 luglio 2008

Onorevoli Colleghi! - La pratica di sport come il wrestling è violenta e diseducativa, un pessimo esempio che i bambini tendono a emulare trasformando le aule delle scuole primarie in ring per sperimentare prese e choke slam sui compagni.
Si tratta di discipline acrobatiche molto spettacolari e particolarmente violente, in cui i protagonisti danno vita a una lotta senza esclusione di colpi, lanciandosi sull'avversario dalle corde o spaccando sedie e altri oggetti sullo sfidante. Ovviamente, i lottatori sono attori bravissimi che fingono e non si procurano nemmeno un graffio, ma questo i bambini non lo sanno e non lo percepiscono, credendo di assistere a una vera lotta.
Si tratta, peraltro, di pseudo discipline sportive: esistono addirittura scrittori stipendiati per creare i personaggi dei lottatori e per sceneggiare le faide tra lottatori buoni e cattivi. Peraltro molti wrestler, per quanto allenati e ben preparati, spesso vanno incontro a fratture delle vertebre. Gli infortuni, anche gravi, non sono rari.
Ovviamente, per i bambini è tutto vero, senza distinguo: un eccitante e ipnotico spettacolo di lotta tra energumeni che eseguono mosse impossibili, una fiction a metà tra un film d'azione e la vita reale.
Associazioni delle famiglie e dei consumatori sottolineano come queste trasmissioni non solo siano violente e diseducative, ma generino emulazione da parte dei bambini.
Esistono reti televisive italiane che mandano regolarmente in onda questi programmi diseducativi, che secondo autorevoli rilevazioni sono seguiti da quasi un milione e mezzo di bambini al di sotto dei quattordici anni di età. Questa cifra dovrebbe bastare per capire come gli orari prescelti siano del tutto inadatti, a meno che, come si può intuire dai gadget legati al wrestling, l'obiettivo non sia proprio quello di rivolgersi ai bambini.
Molti genitori sono seriamente preoccupati per l'atteggiamento particolarmente aggressivo dei figli i quali, anche con i compagni a scuola, tendono a imitare i comportamenti dei lottatori visti alla televisione, alzando le mani e sferrando calci. È noto il caso verificatosi qualche anno fa in una scuola primaria di Milano dove una mamma, che aveva appena portato il figlio di sette anni a scuola dopo averlo lasciato davanti alla televisione a vedere una trasmissione di wrestling, lo aveva visto scagliarsi su una compagna di scuola, afferrarla al collo e sbatterla a terra tra lo sconcerto e l'allarme di tutti.
Il problema non è solo nell'emulazione, ma anche nella consuetudine alla violenza che questi spettacoli generano negli spettatori meno maturi. La televisione sta contribuendo a crescere una generazione di persone aggressive, e ciò attraverso un processo continuo, portato avanti in ogni momento e con ogni mezzo; dal sesso violento alla morte violenta all'aggressività verbale, condita da molta volgarità.
La presente proposta di legge prevede di delegare al Governo la disciplina di questi sport violenti, se non addirittura estremi, al fine di adottare le opportune misure normative necessarie per regolamentare queste discipline dello spettacolo, impedendone la diffusione televisiva e la possibilità per i minori di anni diciotto di assistere a tali spettacoli.

PROPOSTA DI LEGGE

Art. 1.
1. Il Governo è delegato ad adottare, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, un decreto legislativo per la disciplina degli sport violenti, secondo i seguenti princìpi e criteri direttivi:

a) individuare e disciplinare gli sport violenti o estremi;

b) individuare i soggetti che possono praticare gli sport di cui alla lettera a);

c) stabilire le caratteristiche dei luoghi dove possono essere praticati gli sport violenti;

d) stabilire princìpi minimi di sicurezza nello svolgimento degli sport violenti;

e) vietare la trasmissione televisiva degli incontri relativi a sport violenti;

f) vietare l'ingresso agli spettacoli di sport violenti ai minori di anni diciotto;

g) vietare e punire le scommesse di qualsiasi tipo relative agli sport violenti.

2. Le disposizioni contenute nel decreto legislativo di cui al comma 1 entrano in vigore il giorno successivo a quello di pubblicazione del medesimo decreto nella Gazzetta Ufficiale.
3. Il decreto legislativo di cui al comma 1 provvede altresì al coordinamento delle disposizioni in esso contenute con le altre disposizioni vigenti in materia.
4. Lo schema del decreto legislativo di cui al comma 1 è trasmesso al Senato della Repubblica e alla Camera dei deputati affinché le competenti Commissioni parlamentari esprimano il relativo parere entro il termine di due mesi dalla data di trasmissione, decorso il quale il decreto è emanato anche in mancanza del parere.
5. Entro due anni dalla data di entrata in vigore del decreto legislativo di cui al comma 1, il Governo può emanare disposizioni correttive del medesimo, nel rispetto dei princìpi e criteri direttivi di cui al medesimo comma 1 e con la procedura di cui al comma 4.

domenica, novembre 02, 2008

Cosa?

Una straordinaria scena da Pulp Fiction di Quentin Tarantino.

Onore al merito

Mi devo ricredere. Amareggiato dai pessimi risultati della squadra del Cagliari, in un precedente post avevo invocato l'esonero del tecnico Allegri. Dopo i risultati delle ultime partite ammetto di aver sbagliato. Il lavoro di Allegri sta dando i suoi frutti e la grande partita di oggi contro il Bologna lo sta dimostrando.
Andiamo avanti così.

giovedì, ottobre 30, 2008

E ti vengo a cercare


La sinistra è in crisi da anni. Lo è praticamente da quando il PCI rimase orfano di quello straordinario leader politico che era Enrico Berlinguer. In tutti questi anni ha cercato di ritrovare se stessa assumendo diverse forme e indossando abiti diversi. Ma non c'è stato nulla da fare, la crisi di identità continua. E l'attuale leader Veltroni non sembra avere la forza e la capacità per compiere il miracolo.
Anni fa Nanni Moretti nel film "Palombella rossa" ironizzava su questa situazione. Ne è particolare esempio lo spezzone che ho inserito.

martedì, ottobre 28, 2008

Errata corrige: Sgalambro e Baudelaire

Qualche mese fa in questo post citavo una poesia di Manlio Sgalambro. Il titolo è "Invito al viaggio" una straordinaria poesia d'amore inserita nell'album "Fleur" di Franco Battiato del 1999.
In realtà avevo preso un mezzo abbaglio. Grazie al suggerimento di un visitatore del blog (che ringrazio) ho colmato una mia lacuna. Infatti il testo di Sgalambro non è originale, ma bensì una rielaborazione di una poesia di Charles Baudelaire.
Ecco il testo originale.

L'invito al viaggio

Bimba mia, mia sorella
pensa alla dolcezza
d'andare a vivere insieme laggiù !
Amare a bell'agio,
amare e morire
nel paese che ti somiglia
I soli umidi
di quei cieli torbidi
hanno per il mio spirito gli incanti
sì misteriosi
dei tuoi occhi infidi
che brillano attraverso le lacrime
Tutto, laggiù, è ordine e beltà
lusso, calma e voluttà.

Mobili rilucenti,
levigati dagli anni,
ornerebbero la nostra stanza;
i più rari fiori,
che uniscono i loro odori
ai vaghi profumi dell'ambra,
i ricchi soffitti,
gli specchi profondi,
lo splendore orientale,
tutto parlerebbe,
segretamente all'anima
la sua dolce lingua nativa
Tutto, laggiù, è ordine e beltà
lusso, calma e voluttà.

Guarda su quei canali
dormir quei bastimenti
dall'estro vagabondo:
solo per saziare
ogni tuo desiderio
vengono dai confini del mondo.
I soli occidui vestono i campi,
i canali, l'intera città,
di giacinto e d'oro;
s'addormenta il mondo
in una calma luminosità.
Tutto, laggiù, è ordine e beltà
lusso, calma e voluttà.

martedì, ottobre 21, 2008

Facebook, una nuova scoperta

A parte il poco tempo che ho in questo periodo c'è un altro motivo perchè sto scrivendo di rado sul blog. Lo sto tradendo con Facebook. In pochi giorni ho ritrovato tanti amici che non sentivo da tempo, alcuni sparsi per il mondo E' la cosa curiosa che anche loro proprio in questi giorni e settimane scoprivano Facebook. E' indubbiamente il fenomeno del momento. In tanti ne stanno scoprendo le enormi potenzialità. La Sony ha deciso pure di produrre un film dedicato a Facebook.
Ma state attenti, perchè è come una droga... Rischiate di controllare ogni 5 minuti se avete messaggi o se qualche vostro vecchio amico vi ha rintracciato. Comunque se la cosa vi incuriosisce, il sito italiano di Facebook è qui.

lunedì, ottobre 20, 2008

Un uomo d'azione

Dal blog di Lorenzo Calza (da cui ho ripreso il titolo del post) sono venuto a sapere della morte di Vittorio Foa, una figura fondamentale nella storia della sinistra italiana.
Sempre nel blog di Lorenzo Calza c'è una citazione di un discorso di Foa che vi voglio riportare per la profondità del significato delle sue parole.



“Dobbiamo sempre cercare l’ideale nel reale, il domani nell’oggi. Il futuro deve essere cercato e costruito nel presente.”"Si é antifascisti quando si rispetta l'Altro, quando se ne riconosce la legittimità nell'atto stesso di contrastarlo e di combatterlo, quando non si pretende di distruggerlo e nemmeno di assimilarlo, cioè di ridurre il suo pensiero, la sua identità al nostro pensiero, alla nostra identità. L'Antifascismo é l'ansia di intervenire contro l'ingiustizia, piccola o grande che sia, di intervenire contro ogni minaccia di libertà; é pluralismo politico e sociale, cioè legittimazione delle differenze; é la democrazia come partecipazione e non solo come garanzia; é il rifiuto di ogni delega globale""La politica non è solo comando, è anche resistenza al comando, non è, come in genere si pensa, solo governo della gente, politica è aiutare la gente a governarsi da sé."

«Nonostante le sue nequizie ho sempre amato il mondo, ed esso mi ha ricambiato»

Vittorio Foa (1910-2008

venerdì, ottobre 17, 2008

Le meccaniche celesti

La canzone "Segnali di vita" di Franco Battiato ha da sempre avuto il potere di stregarmi. Ha un fascino particolare che riesce a portare la mia mente in una dimensione non ben definita. Erano 3 o 4 anni che non la sentivo ed è stata in un certo modo una riscoperta. Inutile dire che il testo esprime appieno il mio stato d'animo in questo momento. E' la mia colonna sonora di questi giorni.
Fa parte di un album straordinario come "La voce del Padrone" uscito nel 1981. Un disco mitico, che ha 27 anni, ma è fuori dal tempo. Un disco che supera mode, trascende stili e generi, e sono sicuro che sarà così anche nei prossimi decenni e oltre.

domenica, ottobre 12, 2008

Offlaga Disco Pax

Giovedì sera sono andato a seguire un concerto al Teatro Civico di Cagliari, nel quartiere Castello. Un teatro all'aperto da poco restaurato dopo che è rimasto inutilizzato per anni dopo i bombardamenti su Cagliari della 2^ guerra mondiale. Suonavano tre gruppi, I Babysun, Irlandesi, The Bishops, Inglesi, e a chiudere la serata un gruppo molto particolare proveniente da Reggio Emilia, gli Offlaga Disco Pax.
Il gruppo si definisce"un collettivo neosensibilista contrario alla democrazia nei sentimenti".
I loro brani sono accomunati da basi musicali che ricordano la new wave degli anni ottanta su cui i testi non vengono cantati, bensì recitati, e un filo conduttore caratterizzato da una "ideologia a bassa intensità", in cui racconti minimali sfiorano o si intrecciano con il tema del socialismo in varie sfaccettature: l'Emilia degli anni settanta, la Praga post-comunista, la storia della piazza Lenin di Cavriago. (da Wikipedia).

Dopo un iniziale scettiscismo i testi e la voce del leader Max Collini mi hanno pian piano conquistato. Fra i tanti ho deciso di inserire due video dei loro brani . Il primo si intitola "Sensibile" e parla in maniera amara di Francesca Mambro e Giusva Fioravanti, leader del terrorismo di destra, il secondo brano, Tatranky, parla in modo rassegnato di un viaggio a Praga e della fine del comunismo. Sono brani davvero particolari che vanno ascoltati con attenzione

sabato, ottobre 11, 2008

Gelmini e la scuola

In questi giorni c'è un grande fermento in seguito alle iniziative dell'attuale governo. L'amico Corrado Zedda, insegnante di scuola media, ha scritto una interessante riflessione su quest'argomento. E' un articolo da leggere, meditato e ben motivato. Lo trovate qui.

giovedì, ottobre 09, 2008

Deframmentazione

La deframmentazione è un'operazione informatica che consiste, in pratica, nel riordinare insieme tutti i dati sparsi sull'hard disk del computer.
Ecco la mia vita in questo periodo si trova in questa fase. L'Hard disk della mia vita sta eseguendo una lenta ma precisa deframmentazione. Diversi cambiamenti sono in atto e molte cose stanno trovando il loro giusto posto.
Tra l'altro da qualche mese ho ripreso la ricerca spirituale intrapresa anni fa con il buddismo, e proprio in questi giorni sono andato a vivere in una nuova casa.
Si sta aprendo una nuova fase della mia vita e sono molto contento.

venerdì, ottobre 03, 2008

Infinitamente piccolo

Si ringrazia Ciccio Cisponi per avermi invitato a questa catena che prevede la pubblicazione di una foto di quando si era infanti e la successiva nomina di altri 3 fotopubblicabili.
Raccolgo e rilancio l'invito ai seguenti amici:

lunedì, settembre 29, 2008

Qual'è il limite della satira?



Riprendo e copio dal sito Comicsblog:
Il ministro Renato Brunetta ultimamente aveva lanciato un concorso sfidando, gli artisti a realizzare vignette esilaranti sui suoi confronti.
Qualcuno sembra aver accettato la sua sfida con eccessivo fervore, finendo per provocare lo sdegno di molti politici. Infatti oggi su Emme, giornale satirico dell’Unità, è stata pubblicata la vignetta Guerre Giuste (che vi mostriamo qui a sinistra). Il messaggio di questo “incidente di percorso” è chiaro: sono pronto a sparare il ministro! Maurizio Gasparri (capogruppo del Pdl al Senato) ha dichiarato indignato: La satira è sacrosanta, ma non si può non rilevare la pericolosa ambiguità della vignetta contro il ministro Brunetta.
Sergio Staino, direttore del settimanale Emme ha difeso così il lavoro di Biani: La vignetta nelle intenzioni dell’autore e nell’interpretazione che abbiamo dato come redazione, esprimeva solo il disagio, l’indignazione e il vaneggiamento folle e non certo condivisibile, che può provocare una strabordante polemica contro supposti fannulloni. Qualora i lettori, compreso il ministro Brunetta, non abbiamo letto la buona fede della vignetta, allora siamo pronti a chiedere scusa.

La parodia del cinema polacco

Ogni volta che vedo la gag della parodia del cinema polacco, interpretata da Leonardo Manera e Claudia Penoni, non riesco a smettere di sorridere. Qui trovate un'intervista dove i due attori spiegano l'origine di queste gag intrise di una amara ironia. Se non li avete mai visti all'opera dovete assolutamente guardare questo video per farvi un'idea della loro bravura.

domenica, settembre 28, 2008

Sottoterra! E non c'è da stare Allegri...

E sono cinque! Cinque sconfitte consecutive per il Cagliari! Non mi ricordo un inizio di campionato così disastroso. E ora che succede? Allegri se ne va da solo o no?

Traslocando... E di nuovo cambio casa

Traslocando - E di nuovo cambio casa - Ivano Fossati

giovedì, settembre 25, 2008

Nomadi

Una bellissima canzone del 1986 scritta da un personaggio straordinario come Juri Camisasca e cantata da una Alice in stato di grazia. Un commento azzecato, per questa canzone, lo da un utente di YouTube:" Un capolavoro che Alice ha trasformato in un gioiello di rara bellezza".

Eh si, prima o poi dovrò fare un post su Alice e su Juri Camisasca.

domenica, settembre 21, 2008

A caccia di stelle...

"Se vai a caccia di stelle è possibile che non ne prenderai neanche una,
ma di certo non tornerai con una manciata di fango."
Qualche giorno fa in mezzo ad una rivista ho trovato un foglietto con scritta questa frase. Nell'appunto veniva attribuita la frase al regista australiano Peter Weir. Però non c'era nessuna altra indicazione.
Qualcuno sa dirmi se l'attribuzione è corretta e l'eventuale provenienza di questa frase (film, articolo, discorso pubblico)?

venerdì, settembre 19, 2008

El gato volador


Il titolo del blog che vedete in alto non è farina del mio sacco. Infatti, "El Gato Volador", è il titolo di una canzone di "El Chombo", vero nome di Rodney Clark, un produttore americano di origine panamense, autore di tanti successi di musica reggateon. Nel 2003 dietro il successo di "Lorna" con Papi Chulo c'era il suo zampino.
Inoltre vagando sulle rete ho pure scoperto che esiste un locale chiamato "El Gato Volador".

giovedì, settembre 18, 2008

Sabrina e il gatto nero

Una piovosa mattina di dicembre, Sabrina, una bambina di 11 anni, era a casa sua, una villetta alla periferia del paese. Quel giorno era la vigilia del suo compleanno.
Il padre era partito per lavoro e sarebbe tornato solo il giorno dopo. Già immaginava i regali che le avrebbe portato. Distesa sul suo letto, sfogliava una rivista di animali, quando le sembrò di sentire un lontano lamento. Non si stava sbagliando, quello che sentiva era proprio un miagolio. Appoggiò il naso sul vetro della finestra per guardare fuori. Davanti alla porta d'ingresso c'era una piccola macchia nera bagnata e tremolante. Uscì dalla sua stanza, corse ad aprire la porta di casa ed uscì, incurante della pioggia. Sabrina adorava i gatti neri perchè le ricordavano tanto il suo animale preferito: la pantera nera. La mamma, che era in cucina, sentì aprire la porta d'ingresso e corse a vedere che stava succedendo. Sabrina, con il micio nero tra le braccia, le disse: "Posso tenerlo, mamma?". Come si poteva dire di no ad una simile richiesta, e come si poteva abbandonare sotto la pioggia un povero animale? Il gattino venne subito asciugato e rifocillato, ma dal fatto che ignorasse latte e cibo, fu subito chiaro che la bestiola non stava bene. La mamma di Sabrina si rese conto che era il caso di portare subito il gattino da un loro amico veterinario. La bambina, tenendo tra la braccia il gattino, uscì insieme alla mamma. In macchina, durante il tragitto, decise che nome dargli. Il micio si sarebbe chiamato Macchia. Il veterinario visitò l'animale. Poco dopo, mentre Sabrina accarezzava il suo nuovo amico, il veterinario prese da parte la mamma e le diede il responso delle visita: Macchia era stato avvelenato. E a quanto pare gli restava veramente poco da vivere. Il problema adesso era come dirlo alla bambina. Con la motivazione che Macchia era bisognoso di cure, il veterinario, convinse Sabrina che era meglio che il gattino restasse da lui. Però , in realtà, l'unica soluzione, per evitare inutili sofferenze alla bestiola era quella di sopprimerla, ma non se la sentì di dirlo a Sabrina. La notte, la piccola, andò a letto molto presto, rispetto al solito. Si addormentò subito e fece uno strano sogno. Si trovava in una foresta quando davanti a lei apparve Macchia, che, con sua grande sorpresa, iniziò a parlarle. Il gatto nero gli disse che era venuto a salutarla perchè doveva partire per un lungo viaggio. La bambina gli chiese se poteva venire con lui. Macchia le disse che dove sarebbe andato non c'erà posto per i bambini. Mentre parlava il gatto nero cominciò a trasformarsi.
Pian piano da gatto stava diventando un'enorme pantera nera. Prima di allontanarsi nella foresta, Macchia disse a Sabrina:" Non preoccuparti per me! Quando i gatti neri muoiono rinascono come pantere nere!". Improvvisamente Sabrina si svegliò richiamata dalla voce della mamma che la chiamava. Era già mattina e il padre era tornato a casa. Sabrina chiese di andare subito dal vetrinario. Ma quando vide il volto serio dei genitori, capì cosa era successo e chiese: "Macchia è morto, vero?". I genitori le spiegarono cosa avesse il gatto nero e della dolorosa decisione di sopprimerlo. Pensavano che la ragazzina scoppiasse in un pianto dirotto, ma invece Sabrina raccontò loro il sogno che aveva fatto e alla fine disse: "Macchia adesso è felice! Perchè ora che è morto è rinato pantera nera!".

martedì, settembre 16, 2008

Addio, Stefano Rosso

Ieri a 60 anni è morto uno dei cantautori più originali degli anni settanta e ottanta: Stefano Rosso. Ironico nei testi e ottimo chitarrista in perfetto stile finger-picking, ci ha lasciato tante belle canzoni come "Una Storia Disonesta" , "E allora senti cosa fo" e "Bologna '77", dedicata a Giorgiana Masi, la ragazza uccisa a Roma, vicino al Ponte Garibaldi, durante una manifestazione per il divorzio organizzata dai radicali.
Il suo sito Internet lo trovate qui. La pagina su Wikipedia invece è qua.


venerdì, settembre 12, 2008

Grigio

Oggi Cagliari è coperta da un cielo grigio. Quando ci sono queste giornate il mio umore peggiora e il mondo mi sembra più brutto, più cattivo e più ingiusto. Per fortuna che poi torna il sole.

giovedì, settembre 11, 2008

Non ci sono problemi... Tu mi dici quello che devo fare... E io lo faccio

Pino e gli anticorpi sono un trio comico Sassarese protagonista di alcuni divertentissimi sketch in onda nel programma Colorado Cafè. Il personaggio di Pino La Lavatrice è uno dei più azzeccati degli ultimi anni.
Questo il loro sito ufficiale.


martedì, settembre 09, 2008

Lucio, dieci anni dopo...

Sono passati dieci anni da quando è morto Lucio Battisti. Ma ascoltando le sue canzoni ci sembra che non sia mai andato via!
Grazie Lucio delle Emozioni che ci hai regalato e ci continuerai a regalare.


mercoledì, settembre 03, 2008

E se fosse vero?


Un esperimento che si eseguirà il 10 settembre al Centro di Ricerche Nucleari di Ginevra potrebbe creare un buco nero che nel giro di quattro anni farebbe scomparire la Terra...

Non è la trama di un romanzo di fantascienza e i particolari li trovate qui.

martedì, settembre 02, 2008

Randy Pausch, un grande uomo

Questo al contrario del precedente non è un post allegro, ma nemmeno triste in realtà... Direi incoraggiante.
Oggi volevo citare una persona straordinaria: Randy Pausch.
Randolph Frederick Pausch (Baltimore, 23 ottobre 1960Chesapeake, 25 luglio 2008), è stato un informatico statunitense.
Era professore di
informatica, interazione umano-computer e design presso la Carnegie Mellon University (CMU) di Pittsburgh, Pennsylvania.
Nel settembre 2006, gli è stato diagnosticato un
cancro del pancreas metastatizzato. Sottoposto ad intervento chirurgico palliativo e chemioterapia, è rimasto attivo e vigoroso fino alla fine del 2007. È morto all'alba del 25 luglio 2008. (Fonte Wikipedia).
Con "The Last Lecture" dal titolo Realizzate i Vostri Sogni d'Infanzia" ("Really Achieving Your Childhood Dreams"), presso la Carnegie Mellon University il 18 settembre 2007 in cui Randy Puasch ha dato una straordinaria lezione di vita.

Qua sopra c'è il video (con sottotitoli in italiano) di questa lezione, mentre sotto ci sono alcune frasi toccanti tratte da questo discorso.

Frasi celebri della "Last Lecture" (fonte Wikipedia)

- "L’esperienza è ciò che ottieni quando non sei riuscito a ottenere ciò che volevi".
- "Ogni ostacolo, ogni muro di mattoni, è lì per un motivo preciso. Non è lì per escluderci da qualcosa, ma per offrirci la possibilità di dimostrare in che misura ci teniamo. I muri di mattoni sono lì per fermare le persone che non hanno abbastanza voglia di superarlo. Sono lì per fermare gli altri".
- "Quando fai qualcosa di sbagliato e nessuno si prende la briga di dirtelo, significa che è meglio cambiare aria. Chi ti critica lo fa perché ti ama e ti ha a cuore".
- "Mi lamentavo con mia madre di quanto fosse difficile quell'esame all'università, e di quanto fosse spaventoso. Lei si inclinò verso di me, mi diede un buffetto sulle spalle e mi disse: «Sappiamo bene come ti senti, tesoro, ma ricorda, tuo padre alla tua età combatteva contro i tedeschi»".
- "Sto per morire e mi sto divertendo. E continuerò a divertirmi ogni giorno che ancora mi resta da vivere. Perché non c’è un altro modo per farlo".
- "Non perdete mai la capacità di stupirsi tipica dei bambini. È troppo importante. È quella a spingerci ad andare avanti, ad aiutare gli altri".
- "Ho una mia teoria sulle persone che provengono dalle famiglie numerose: sono persone migliori degli altri, perché hanno dovuto imparare come andare d’accordo con gli altri".
- "Non si può arrivare in cima da soli. Qualcuno deve aiutarti. Io credo nel karma. Credo che si riceve ciò che si è dato".
- "Non lamentatevi. Lavorate più duramente. Non cedete. L’oro migliore è quello che giace in fondo ai barili di merda".
- "Se vivrete nel modo giusto, il karma si prenderà cura di sé. I sogni verranno da voi".

mercoledì, agosto 27, 2008

lunedì, agosto 25, 2008

E la nave del fumetto va...

La nave del mondo del fumetto pare sempre sul punto di andare a fondo, ma a fondo non ci va mai.
Qualche giorno fa leggevo il recente aggiornamento del sito di Michele Medda e ho avuto la sensazione che uno degli interventi lo avessi già letto tempo fa. Ma in realtà non era così.

Si tratta di un argomento che a Medda sta particolarmente a cuore, e infatti ne parla spesso. L'articolo in questione si occupa della crisi del fumetto, ma sembrerebbe un (non tanto velato) invito, alla nuova generazione di autori e di aspiranti tali, a lasciar perdere. Il problema comunque è reale e ben più profondo, ma non si risolve certo dando le colpe al pubblico che non legge, e/o scoraggiando i nuovi autori. Di crisi del fumetto, in Italia, se ne parla da oltre 25 anni. Nei primi anni ottanta la situazione era ben più grave di quella attuale. Poi è bastato che la Bonelli desse fiducia ad un autore chiamato Tiziano Sclavi, che ebbe la possibilità di creare Dylan Dog, e il mercato del fumetto, come per miracolo, trovò un nuovo pubblico.
E degli effetti positivi del successo di Dylan Dog ne beneficiarono in tanti. L'ottimo successo di Nathan Never, qualche anno dopo, fu possibile grazie al pubblico "scovato" da Dylan Dog.
E non è un caso che dietro questi successi editoriali vi fossero autori giovani. Tiziano Sclavi quando creò Dylan Dog aveva 33 anni (ma già lavorava da almeno dieci).
Quando crearono Nathan Never, Medda e Serra avevano meno di 30 anni e Vigna li aveva superati da poco. Perchè autori così giovani furono in grado di creare questi personaggi apprezzati dal pubblico? Il motivo è semplice, erano in sintonia con i gusti e le aspettative dei lettori. Quindi, quando sento discorsi che invitano i nuovi autori a lasciar perdere, resto perplesso. Finchè questo discorso lo fa Sergio Bonelli (che pare sia pessimista di natura) mi può stare anche bene, perchè ormai è solo un editore, ma se lo fa un autore di fumetti invece no. E come se Venditti andasse a dire in giro che è meglio che i giovani facciano altro piuttosto che cercare di fare musica. Penserei che lo stia dicendo perchè ha paura di una possibile concorrenza.
Su una cosa, però, Michele ha ragione. Il lavoro del fumettista sta assomigliando sempre di più a qualunque altro lavoro, con tutte le precarietà che ne conseguono.
Ma perchè questo? Perchè la Bonelli, in questi anni, grazie alla possibilità del mercato, ha fatto diventare il "fumettista" una sorta di impiegato pubblico privilegiato: lavoro continuativo e ottimo guadagno.
I tempi cambiano, purtroppo. E sta cambiando anche la figura del fumettista e il mondo lavorativo intorno a lui. L'idea dell'autore legato alla stessa casa editrice e allo stesso personaggio per anni non sarà più la sola che dovremmo considerare. Sarà sempre più simile, come figura, a quella di altri liberi professionisti, come grafici, illustratori, fotografi e architetti. L'autore sarà freelance e manager di se stesso o legato ad una agenzia. E sarà il mercato a decidere. Anche perchè (e gia lo stiamo vedendo con tanti autori italiani che collaborano con diversi editori sia italiani che stranieri) lo scenario lavorativo si sta ampliando e lo sarà sempre di più in futuro. Insomma, anche il fumettista risentirà dell'effetto della globalizzazione, quindi ci saranno autori che non saranno più legati al mercato italiano, ma magari avranno un contratto con un editore francese, poi per un anno lavoreranno con un editore americano, e poi ancora per un editore italiano. Quindi scoraggiare i nuovi autori dimostra solo una visione limitata al mercato italiano e non coglie il cambiamento che c'è in atto.
Poi dal punto di vista di lettore, io auspico fortemente l'arrivo di autori giovani, professionalmente preparati, che possano dare il via ad una rinascita del fumetto italiano. Per assurdo, ma non poi tanto, i nuovi potrebbero davvero portare via del lavoro ai vecchi autori. Ogni nuovo sceneggiatore che scrive Dylan Dog (penso a Di Gregorio, Recchioni, Bilotta) per forza di cosa occupa uno spazio che prima era di altri, a meno che Bonelli non decida di aumentare a dismisura le uscite di Dylan Dog. Ma se questi autori giovani scrivono belle storie, tanto di guadagnato per tutti. Ci guadagna il pubblico che rimane soddisfatto, ci guadagna l'editore e ci guadagna, soprattutto, il fumetto italiano e non solo.

venerdì, agosto 22, 2008

Un gelato al veleno

Fotoromanza di Gianna Nannini è una delle più belle canzoni italiane degli anni '80. Il video è stato realizzato da Michelangelo Antonioni.

Fotoromanza - Gianna Nannini
Se la sera non esci ma
ti prepari un panino mentre guardi la tv
anche tu?
ti addormenti con qualcuno che alla luce del giorno non conosci più
anche tu?
ti telefono o no ti telefono o no
ho il morale in cantina
mi telefoni o no, mi telefoni o no
chissà vincerà
poi se ti diverti non la metti da parte un pò di felicità
anche tu?
io vorrei sognarti ma ho perduto il sonno e la fantasia
anche tu!
ti telefono o no ti telefono o no
io non cedo per prima
mi telefoni o no mi telefoni o no
chissà chi vincerà
questo amore è una camera a gas
è un palazzo che brucia in città
questo amore è una lama sottile
è una scena al rallentatore
questo amore è una bomba all'hotel
questo amore è una finta sul ring
è una fiamma che esplode nel cielo
questo amore è un gelato al veleno
io non riesco a dirlo
è che ti vorrei soltanto un pò di più
anche tu?
io vorrei toccarti ma più mi avvicino e più non so chi sei
anche tu!
ti telefono o no ti telefono o no
io non cedo per prima
mi telefoni o no mi telefoni o no
chissà chi vincerà
questo amore è una camera a gas
è un palazzo che brucia in città
questo amore è una lama sottile
è una scena al rallentatore
questo amore è una bomba all'hotel
questo amore è una finta sul ring
è una fiamma che esplode nel cielo
questo amore è un gelato al veleno

lunedì, agosto 18, 2008

In giro per gli Stazzi Uniti

Nei giorni scorsi ho fatto un breve giro per la Sardegna. Il 14 agosto ero a Domusnovas per seguire un convegno organizzato dall'amico ricercatore Corrado Zedda. La mattina di Ferragosto una breve visita alle Grotte di Su Mannau nei pressi di Fluminimaggiore e nel pomeriggio un salto a vedere i resti del Castello di Acqua Fredda a 4 km. da Siliqua. Un paio di giorni tranquilli e rilassanti.
Invece di postare le foto dei luoghi sopracitati, ho preferito inserire un'immagine di un divertente murales dedicato a Tex Willer situato all'angolo con la strada principale di Fluminimaggiore nei pressi di un distributore di benzina.
Se siete curiosi di leggere cosa c'è scritto potete aprire l'immagine in un'altra finestra.

domenica, agosto 17, 2008

So long, Carlos

Il blog riapre dopo la pausa con una notizia triste. Nei vari siti di fumetti, da un paio di giorni, è apparsa la notizia della morte, a soli 50 anni, del disegnatore Carlos Meglia. Era da anni tra i miei disegnatori preferiti e la sua morte mi ha sinceramente turbato. In Italia era conosciuto sopratutto per Cybersix. E' una grande perdita per il fumetto mondiale.

lunedì, agosto 04, 2008

In memoria di Alexandr Solgenitsyn


Dal sito di "Repubblica"

E' morto il Nobel Solgenitsyn
Ha raccontato l'orrore dei gulag
ROMA - E' morto il premio Nobel che ha raccontato gli orrori dei gulag nei quali era stato rinchiuso e che fu poi espulso dall'Unione Sovietica. Alexandr Solgenitsyn si è spento a 89 anni per un infarto. Lo scrittore è morto nella sua casa moscovita. La notizia è stata data dal figlio Stepan.
Pur malato da tempo, continuava ad occuparsi delle sue opere, un'edizione completa delle quali è uscita in Russia proprio nei mesi scorsi.
Nel 1974 era stato privato della cittadinanza sovietica ed espulso dall'Urss. Aveva quindi vissuto in Germania, in Svizzera e infine negli Stati Uniti. Era tornato in Russia nel 1994, dopo la dissoluzione dell'Unione Sovietica.

Molto amato in Occidente ma non così apprezzato nel suo paese, Solgenitsyn fu lo scrittore che per primo ruppe il velo di silenzio che circondava i Gulag dell'Unione Sovietica. Il suo primo romanzo breve, 'Una giornata di Ivan Denisovic' che comparve nel 1961 sulla rivista 'Novyj Mir', fu un evento politico ma insieme letterario di straordinario rilievo. Momento fondamentale della sua fortuna insieme a 'Arcipelago Gulag', due opere attraverso le quali ha raccontato in modo esplicito, con i dettagli crudi della vita quotidiana, la realtà di campi di concentramento staliniani dove lo stesso scrittore fu recluso per oltre 10 anni a partire dal 1945, reo di aver alluso in modo improprio a Stalin in una sua lettera.

Era stato poi riabilitato, ma la sua battaglia contro il potere sovietico proseguì nei successivi romanzi, da 'Divisione Cancro' (1967), 'Il primo cerchio' (1969) con la forma di un grande talento letterario. Questi due romanzi, come le sue opere successive, saranno pubblicate soltanto in Occidente. E procurarono allo scrittore una popolarità che gli vale nel 1970 il premio Nobel per la letteratura.
A metà degli anni '70 arriva 'Arcipelago Gulag', l'opera colossale che ha causato la sua espulsione dall'Urss. Raccoglieva infatti dati, racconti e documenti mai così dettagliati fino a quel momento sulle deportazioni e i lager dell'epoca staliniana: Solgenitsyn lo aveva potuto portare a termine in 11 anni di lavoro grazie all'aiuto di compagni di prigionia e amici.
Dopo la cacciata dall'Unione Sovietica si stabilì a Zurigo e dedicò larga parte degli anni del suo esilio ad una serie di conferenze in giro per gli Stati Uniti e per il mondo dove raccontava in prima persona la sua testimonianza di dissidente.
Tornato in patria però non ebbe quella calda accoglienza che forse si aspettava e l'ostilità nei suoi confronti rimase. Tanto più alimentata dalle sue ultime opere in cui il premio Nobel tornava a criticare il potere dei nuovi oligarchi e la decadenza della Russia contemporanea. Inoltre aveva appoggiato in modo dichiarato la chiesa ortodossa esprimendo sentimenti fortemente patriottici e condannando anche nel 1999 i bombardamenti della Nato in Serbia nella guerra dei Kosovo, paragonandoli a quelli di Hitler. Soltanto dopo il 2000 Solzhenitsin si era in parte riconciliato con il suo amato paese incontrando per la prima volta il presidente Vladimir Putin.

domenica, agosto 03, 2008

Fred e gli Asternovas


Quasi al termine della seconda guerra mondiale, un giovane militare, Ferdinando Buscaglione, era stato inviato dagli Americani in Sardegna. I militari si accorsero ben presto del suo talento musicale e lo fecero entrare nell'orchestra della radio alleata. Questo permise al giovane Ferdinando di continuare a fare musica e di sperimentare le nuove sonorità e i nuovi ritmi che venivano dagli Stati Uniti. Buscaglione, che era impegnato a tenere spettacoli per le truppe del 30° Corpo d'Armata e per Radio Sardegna (che trasmetteva inizialmente dalle grotte di Is Mirrionis, presso Cagliari), formò un gruppo chiamato Complesso Buscaglione, in cui si esibiva suonando il violino. Successivamente, il gruppo si trasformò in Quintetto Aster e Buscaglione iniziò a farsi chiamare Fred. Oltre a lui i quattro componenti del gruppo erano musicisti sardi: i fratelli Franco e Berto Pisano, rispettivamente alla chitarra e al contrabbasso, Gianni Saiu alla chitarra, Carletto Bistrussu alla batteria. Il gruppo in seguito prese il nome di "Asternovas" ed accompagnò per quasi tutta la carriera Fred Buscaglione. Il complesso ha avuto nel tempo diversi mutamenti e integrazioni di organico mantenendo tuttavia inalterata la propria vena swing.


La storia del gruppo, dalla sua costituzione alle prime esibizioni a Radio Sardegna, fino alla trasformazione prima in Quintetto Aster e poi in Asternovas, è stata raccontata nel libro di Gioachino Lanotte Fred Buscaglione - Cronache swing dagli anni 50, pubblicato da Editori Riuniti nel 2007.

Nel video la strepitosa canzone di Buscaglione, Vecchio Boxeur eseguita iniseme agli AsterNovas.

venerdì, agosto 01, 2008

Minchia, Sig.Tenente!

Giorgio Faletti è un personaggio eclettico, è passato da essere cabarettista per diventare un apprezzato scrittore di gialli. Pochi ricordano, però, che Faletti è anche autore di canzoni. Nel 1994 partecipò al Festival di Sanremo classificandosi al secondo posto. Il brano presentato è lontano dalle classiche canzoni sanremesi. Il testo esprime le amare riflessioni di un carabiniere del sud. La canzone ha ormai 14 anni, ma resta sempre attuale.


Signor Tenente
(Testo e musica di Giorgio di Giorgio Faletti)
Forse possiamo cambiarla
ma e' l'unica che c'e'
questa vita di stracci e sorrisi
e di mezze parole
fosse cent'anni o duecento
e' un'attimo che va
fosse di un attimo appena
sarebbe con me
tutti vestiti di vento
ad inseguirci nel sole
tutti aggrappati ad un filo
e non sappiamo dove
minchia signor tenente
che siamo usciti dalla centrale
ed in costante contatto radio
abbiamo preso la provinciale
ed al chilometro 41
presso la casa cantoniera
nascosto bene la nostra auto
ca' se vedesse che non c'era
e abbiam montato l'autovelox
e fatto multe senza pieta'
a chi passava sopra i 50
fossero pure i 50 di eta'
e preso uno senza patente
minchia signor tenente
faceva un caldo che se' bruciava
la provinciale sembrava un forno
c'era l'asfalto che tremolava
e che sbiadiva tutto lo sfondo
ed e' cosi' tutti sudati
che abbiam saputo di quel fattaccio
di quei ragazzi morti ammazzati
gettati in aria come uno straccio
caduti a terra come persone
che han fatto a pezzi con l'esplosivo
che se non serve per cose buone
puo' diventare cosi' cattivo
che dopo quasi non resta niente
minchia signor tenente
e siamo qui con queste divise
che tante volte ci vanno strette
specie da quando sono derise
da un umorismo di barzellette
e siamo stanchi di sopportare
quel che succede in questo paese
dove ci tocca farci ammazzare
per poco piu' di un milione al mese
e cie' una cosa qui nella gola
una che proprio non ci va giu'
e farla scendere e' una parola
se chi ci ammazza prende di piu'
di quel che prende la brava gente
minchia signor tenete
lo so che parlo col comandante
ma quanto tempo dovra' passare
per star seduto su una volante
la voce in radio ci fa tremare
che di coraggio ne abbiamo tanto
ma qui diventa sempre piu' dura
quando ci tocca di fare i conti
con il coraggio della paura
e questo e' quel che succede adesso
che poi se c'e' una chiamata urgente
se prende su e ci si va lo stesso
e scusi tanto se non e' niente
minchia signor tenente
per cui se pensa che c'ho vent'anni
credo che proprio non mi da torto
se riesce a mettersi nei miei panni
magari non mi fara' rapporto
e glielo dico sinceramente
minchia signor tenente

martedì, luglio 29, 2008

Stefano Tamburini: Un vaso di coccio in un mondo di vasi di ferro

Stefano Tamburini è stato uno dei più geniali fumettisti, grafici del fumetto italiano a cavallo tra gli anni settanta e gli anni ottanta.

Nel 1977 è tra i fondatori di Cannibale, una rivista a fumetti del Movimento (sullo stile dell'americana Zap), su cui successivamente pubblicheranno Andrea Pazienza e Tanino Liberatore.
Nel 1978 Tamburini crea per Cannibale un personaggio che farà storia: Rank Xerox (nome mutato poi, per ragioni di copyright, in
Ranxerox), androide protagonista di avventure mirabolanti nello scenario di una Roma del futuro prossimo.
Nel novembre del
1980 insieme a Vincenzo Sparagna e Filippo Scozzari fonda Frigidaire, curandone grafica ed impaginazione. Per la nuova rivista crea le storie di Snake Agent sperimentando un innovativo metodo di espressione grafica (manipolare vecchi fumetti degli anni quaranta con l'uso della fotocopiatrice per poi rimontarli remixandoli). Per Frigidaire scrive anche recensioni musicali (firmandosi Red Vynile) e continua la saga di RanXerox. Tenendo per sé il lavoro di scrittura delle sceneggiature e lasciando il disegno a Tanino Liberatore. Le nuove tavole di Ranxerox hanno un successo di pubblico molto vasto, non solo in Italia ma anche in svariati paesi del mondo, in particolare Francia, USA e Giappone, dove vengono tradotte e ripubblicate. Negli USA appare sulla prestigiosa Heavy Metal.
Nello stesso periodo Tamburini intraprende anche nuovi percorsi creativi collaborando con la rivista di moda Vogue e con i punti vendita a lei collegati.
(Fonte wikipedia)

Nonostante questo successo Tamburini era una persona fondamentalmente sola, vittima di problemi personali. E da solo muore nel suo appartamento di Roma in un giorno non precisato dell'aprile del 1986. La cosa tragica è che nessuno dei suoi conoscenti per ben due settimane lo ha cercato. Appena si seppe la notizia della morte, qualcuno (forse Sparagna, ora non ricordo) disse di Tamburini: "Stefano era un vaso di coccio in un mondo di vasi di ferro".

Su Youtube ho trovato una sua, quasi unica, intervista. Mentre su Radio Radicale è disponibile una vecchia trasmissione del 29 aprile 1986 con l'intervento di Vincenzo Sparagna, Filippo Scozzari e Andrea Pazienza che commentano la tragica morte di Stefano Tamburini. Lo trovate qui.

lunedì, luglio 28, 2008

La mia amica bicicletta

La mia prima bicicletta l'ho avuta a 4 anni. Ricordo ancora la gioia del momento in cui abbandonai le due piccole ruote laterali di sostegno e riuscì a rimanere in equilibrio su due ruote. Purtroppo quella bicicletta mi fu rubata un anno dopo e quella fu la prima vera sofferenza che provai.
All'epoca Cagliari era una piccola città con poco traffico e per noi bambini era facile girare tranquillamente intorno al quartiere.
Poi tra il 1973 e il 1974, durante il periodo dell'austerità , quando gli italiani riscoprirono l'uso della bicicletta, fu una meravigliosa avventura quella di poter girare tranquillamente per la città.
In quegli anni il Giro d'Italia fece una tappa a Cagliari, scegliendo come circuito Viale Europa, una strada ripida che attraversa il colle di Monteurpinu, proprio a due pedalate da casa.
Che emozione vedere quegli atleti sudare e faticare per quelle ripide salite. La mia passione per il ciclismo nacque in quel momento. Da allora, puntualmente, ogni anno, iniziai a seguire in TV tutte le tappe del Giro d'Italia.
Mi emozionavo per le imprese di Felice Gimondi, Eddy Mercks, per proseguire con quelle di Moser e Saronni. Poi crescendo, preso da altri interessi, iniziai a seguire un po' distrattamente il ciclismo.
La passione mi riesplose con le prime affermazioni di Marco Pantani, detto il pirata. Di lui ammiravo soprattutto la capacità di rialzarsi dopo ogni disavventura personale.
Ma Il 14 febbraio 2004, dopo tante accuse di doping, Marco Pantani fu trovato morto in un residence di Rimini. L'autopsia rivelò che la morte fu causata da un arresto cardiaco, conseguente a un'overdose di cocaina.
Per me finiva un sogno. Il ciclismo non era più quello sport eroico che mi affascinava da bambino.
E i fatti di doping degli ultimi anni lo stanno a dimostrare.


Il ciclismo ha ispirato anche tanti cantautori che a questo sport hanno dedicato diverse canzoni.
In questo post ne voglio citare due: Bartali di Paolo Conte e Il Bandito e il Campione di Francesco De Gregori. Due spendidi brani che ci ricordano quanto era bello e mitico il cicilismo.

domenica, luglio 27, 2008

Ancu ti currat sa giustizia

Da qualche tempo sto disegnando con continuità e di recente ho realizzato un'illustrazione per la rivista di cultura sarda "Paraulas". L'immagine doveva raccontare un "Frastimu" che in sardo significa augurare del male a qualcuno. "Ancu ti currat sa giustizia" (ti corra dietro la giustizia) è uno dei cattivi auguri tradizionali, e nasce dall''atavica diffidenza del "sardo" verso ogni forma di stato, potere costituito o autorità centrale.

venerdì, luglio 25, 2008

Un treno per dove



Un treno per dove

Claudio Baglioni

Vorrei un biglietto per un posto
dove non ci sono i cani
poveri granelli di pepe
abbandonati in mezzo ad un'estate

un posto dove non ci sono vecchi soli
che amavano molto la moglie
e tengono i nipoti nel portafoglio
di foto ciancicate

dove gli uccelli tagliano l'autunno
e l'aria non si rompe in uno sparo
dove nessuno è un'isola
e l'anima non s'incarta nel denaro

dove la paura non passa più
nei nostri occhi di conigli
e non c'è piu da scavalcare nessun muro

dove i soldati tornano alle case
e si accovacciano coi figli
a colorare un cielo un pò piu largo di futuro

un treno per dove
il giomo non finisce
e il sole è un grido in mezzo al viso
dei mattino di un sorriso

un treno per dove
non arrivi il vento di follia
che gela il cuore
e che ci trascina via

un posto senza le borgate
calce e polverone
bucate da mille finestre uguali
che si mangiano la campagna

dove non c'è piu attesa
ma un lavoro da sputare nelle mani
dove il tempo inganna gli orologi
e questa corsa assurda per domani

dove le ombre corte dei bambini
non si fermano in un pianto
lasciate indietro dalla fretta degli adulti
dove tutti sono persone
e ognuno ha un sogno ed un pensiero suo soltanto
e un uomo non si piega con le botte e con gli insulti

un treno per dove
il mare è grano azzurro
e un saluto di gabbiani
sulle barche e tra le mani

un treno per dove
accenderai la luce
e sarai un bicchiere d'acqua
nelle notti dei miei guai

un treno per dove
libero e ribelle
correrò come un cavallo
sotto grappoli di stelle

un treno per dove
non ci sia lo spazio
per perderti di più
un treno per dove esisti tu

giovedì, luglio 24, 2008

Tex...


Il ricordo più lontano che ho di Tex mi vede bambino, seduto sui gradini di casa, in un pomeriggio d'estate. Avevo circa 9 anni quando iniziai a collezionarlo regolarmente. A introdurmi alla lettura di Tex fu il mio vecchio padrone di casa, una persona che sapeva a malapena leggere e scrivere, ma che ogni mese comprava il fumetto di Aquila della notte. Non era però un collezionista, e infatti spesso e volentieri dopo averlo letto me lo regalava. Il primo numero fu una folgorazione; ricordo ancora il titolo: Condor Pass. Da allora non mi sono più fermato. Ho collezionato Tex sino al numero 400, poi un traumatico cambio di abitazione e una conseguente mancanza di spazio, mi obbligò a sistemare tutti gli albi da un caro amico, che ancora li conserva gelosamente nella sua casa di Armungia.
In questi anni, a periodi alterni, ho letto diversi albi di Tex, acquistati o prestati. Le occasioni principali sono stati il ritorno di Mefisto e il racconto del passato di Carson e Tiger Jack.
Due giorni fa, incuriosito dai giudizi positivi, letti su vari forum, ho, dopo anni, riacquistato un numero di Tex. L'albo è quello attualmente in edicola, Terre Maledette di Boselli e Font. Non sono rimasto deluso. A tratti sembrava di assaporare le splendide atmosfere che solo il grande Gianluigi Bonelli sapeva creare.
Tex ha davvero qualcosa di magico. Passano gli anni e il fascino del personaggio rimane intatto, nonostante alcuni anni bui in cui Claudio Nizzi sembrava aver perso le redini del personaggio.
C'è voluto l'arrivo di Mauro Boselli (in assoluto l'attuale miglior sceneggiatore di storie di avventura in Italia) per rivitalizzare il personaggio.
Sono davvero tentato di ricominciare a collezionare Tex. Se la seconda parte dell'avventura in uscita ad agosto non deluderà le mie aspettative, c'è davvero il rischio che lo faccia sul serio.

martedì, luglio 22, 2008

Procurade e moderare

Dal sito Fontesarda
La storia dell'inno di protesta
Appassionato inno contro la prepotenza feudale dei proprietari terrieri. Questo canto di protesta popolare è stato composto alla fine del 1700 da Francesco Ignazio Mannu, Cavaliere e Magistrato (nato a Ozieri il 18 maggio 1758 e morto a Cagliari nel 1839).
Questo Inno è stato scritto in seguito ai drammatici eventi vissuti dal popolo sardo dopo i fatti del 28 aprile 1794, giorno in cui iniziò la rivolta guidata da Giovanni Maria Angioj. Può essere annoverato tra i canti popolari più antichi d'Europa. L'opera è articolata in 47 ottave logudoresi e 375 versi che evidenziano la forte identità del popolo sardo e la sua propensione alla ricerca della democrazia e della giustizia anche attraverso la lotta al potere ingiustificato dei feudatari. Questo inno "Su patriotu sardu a sos feudatàrios", meglio conosciuto come "Procurade 'e moderare", è stato pubblicato per la prima volta in Corsica nel 1794, esprime la volontà di riscatto della Nazione Sarda.

Alcuni l'anno definita "La Marsigliese Sarda", forse per il suo interno vigore, una forza e un richiamo appassionato al popolo sardo nella condanna senza appello per chi aveva sfruttato e soggiogato le persone. Questo brano, a cui è difficile rimanere indifferenti, non solo risveglia le coscienze sul lato emotivo delle persone ma può anche essere considerato un alto esempio della letteratura isolana, per la dignità espressiva e per le sue idee. L'ideologia illuministica che possiamo trovare alla base di "Procurade 'e moderade" si inserisce nel nazionalismo proto-romantico; un forte legame con lo spirito dell'indipendenza delle colonie d'America, con la Rivoluzione Francese e con i Diritti dell'Uomo e del Cittadino. Questo inno non è alieno dal forte slancio e dalla tempesta di Sturm und Drang tedesco, ne condivide l'anelito; la fede e la ragione sono nell'inno in armonia sinergica per contrastare "l'ancien régime" e il suo feudalesimo, un appello per il Risorgimento nazionale sardo contro lo straniero piemontese.
Note:
Infine, anche se l'argomento porterebbe a ulteriori riflessioni citiamo quanto ha affermato Alziator riferendosi a "Procurade 'e moderare": "si impone e sovrasta su tutta la letteratura isolana del genere, si impone e sovrasta per l'altezza delle idee e la dignità dell'espressione".