giovedì, gennaio 07, 2010

Dall'altra parte


Ho riflettuto un po' prima di scrivere questo post. Perchè il fumetto di cui parlerò non è soltanto una storia d'avventura ma parla di qualcosa che tutti prima o poi, direttamente o indirettamente siamo costretti ad affrontare: la malattia. Una cosa che spaventa forse anche più della morte.
Sul web, di "Mater Morbi", la storia di Dylan Dog, scritta da Roberto Recchioni e disegnata splendidamente da Massimo Carnevale se ne parlava ormai da più di un anno, tra annunci e anteprime varie.
Due mesi fa avrei probabilmente letto la storia come ne ho letto tante. L'argomento era certo di quelli tosti ma probabilmente ci avrei pensato solo per una mezz'ora dopo la lettura.
Il fatto è che "Mater Morbi" non è una storia come tante altre. E non lo è soprattutto se a scriverla è uno come Recchioni che convive con una malattia, a tratti, invalidante fin da bambino.
Parlavo di due mesi fa, perchè proprio due mesi ho provato la triste esperienza, per la prima volta, di essere il paziente di un ospedale. Nulla di serio, per fortuna. Ma al momento il disturbo era notevole e non era chiaro di cosa si trattasse.
Da un giorno all'altro la tua vita cambia, vedi il mondo da un altro punto di vista e cattivi pensieri la fanno da padrone.
Ecco molte di queste cose sono raccontate bene e in maniera diretta in "Mater Morbi".
Seguo Recchioni da un po', alcune delle cose che scrive mi piacciono, altre un po' meno. Un difetto che maggiormente gli imputo è quello di costruire trame spesso esili, salvate però sempre da ottimi dialoghi. Una cosa è sicura leggendo le sue storie non ci si annoia di certo.
In "Mater Morbi" invece ho trovato Recchioni in uno stato di grazia, in cui ogni cosa è al suo posto, tutto è raccontato con dovizia di particolari, senza cadere nel didascalico.
E' una storia scritta prima col cuore, poi con la tecnica.
Il mio appello è rivolto a chi di solito non legge Dylan Dog, ma soprattutto a chi non legge fumetti.
Si, dico a te. Sei ancora in tempo. Vai all'edicola e compra "Mater Morbi". Capirai che un fumetto quando è ben scritto e ben disegnato non teme confronti, ne con un ottimo film, ne con un ottimo libro.
Dylan Dog n. 280, Sergio Bonelli Editore.

4 commenti:

Anonimo ha detto...

proverò a procurarmelo. bello il tuo post, comunque. scrivi qualcosa sui diaframma e il valore dell'amicizia!!!
corrado

Baol ha detto...

Sono un lettore di Dylan da un sacco di anni quindi il tuo appello non era rivolto a me...

Però confermo anche io che è una storia "superiore"

ciao

Luigi Serra ha detto...

@Corrado
Si, lo sto preparando...

@Baol Ciao, mi fai piacere che la pensi come me. :-)

Luigi Serra ha detto...

@Baol Ciao, mi fa piacere che la pensi come me. :-)