lunedì, agosto 25, 2008

E la nave del fumetto va...

La nave del mondo del fumetto pare sempre sul punto di andare a fondo, ma a fondo non ci va mai.
Qualche giorno fa leggevo il recente aggiornamento del sito di Michele Medda e ho avuto la sensazione che uno degli interventi lo avessi già letto tempo fa. Ma in realtà non era così.

Si tratta di un argomento che a Medda sta particolarmente a cuore, e infatti ne parla spesso. L'articolo in questione si occupa della crisi del fumetto, ma sembrerebbe un (non tanto velato) invito, alla nuova generazione di autori e di aspiranti tali, a lasciar perdere. Il problema comunque è reale e ben più profondo, ma non si risolve certo dando le colpe al pubblico che non legge, e/o scoraggiando i nuovi autori. Di crisi del fumetto, in Italia, se ne parla da oltre 25 anni. Nei primi anni ottanta la situazione era ben più grave di quella attuale. Poi è bastato che la Bonelli desse fiducia ad un autore chiamato Tiziano Sclavi, che ebbe la possibilità di creare Dylan Dog, e il mercato del fumetto, come per miracolo, trovò un nuovo pubblico.
E degli effetti positivi del successo di Dylan Dog ne beneficiarono in tanti. L'ottimo successo di Nathan Never, qualche anno dopo, fu possibile grazie al pubblico "scovato" da Dylan Dog.
E non è un caso che dietro questi successi editoriali vi fossero autori giovani. Tiziano Sclavi quando creò Dylan Dog aveva 33 anni (ma già lavorava da almeno dieci).
Quando crearono Nathan Never, Medda e Serra avevano meno di 30 anni e Vigna li aveva superati da poco. Perchè autori così giovani furono in grado di creare questi personaggi apprezzati dal pubblico? Il motivo è semplice, erano in sintonia con i gusti e le aspettative dei lettori. Quindi, quando sento discorsi che invitano i nuovi autori a lasciar perdere, resto perplesso. Finchè questo discorso lo fa Sergio Bonelli (che pare sia pessimista di natura) mi può stare anche bene, perchè ormai è solo un editore, ma se lo fa un autore di fumetti invece no. E come se Venditti andasse a dire in giro che è meglio che i giovani facciano altro piuttosto che cercare di fare musica. Penserei che lo stia dicendo perchè ha paura di una possibile concorrenza.
Su una cosa, però, Michele ha ragione. Il lavoro del fumettista sta assomigliando sempre di più a qualunque altro lavoro, con tutte le precarietà che ne conseguono.
Ma perchè questo? Perchè la Bonelli, in questi anni, grazie alla possibilità del mercato, ha fatto diventare il "fumettista" una sorta di impiegato pubblico privilegiato: lavoro continuativo e ottimo guadagno.
I tempi cambiano, purtroppo. E sta cambiando anche la figura del fumettista e il mondo lavorativo intorno a lui. L'idea dell'autore legato alla stessa casa editrice e allo stesso personaggio per anni non sarà più la sola che dovremmo considerare. Sarà sempre più simile, come figura, a quella di altri liberi professionisti, come grafici, illustratori, fotografi e architetti. L'autore sarà freelance e manager di se stesso o legato ad una agenzia. E sarà il mercato a decidere. Anche perchè (e gia lo stiamo vedendo con tanti autori italiani che collaborano con diversi editori sia italiani che stranieri) lo scenario lavorativo si sta ampliando e lo sarà sempre di più in futuro. Insomma, anche il fumettista risentirà dell'effetto della globalizzazione, quindi ci saranno autori che non saranno più legati al mercato italiano, ma magari avranno un contratto con un editore francese, poi per un anno lavoreranno con un editore americano, e poi ancora per un editore italiano. Quindi scoraggiare i nuovi autori dimostra solo una visione limitata al mercato italiano e non coglie il cambiamento che c'è in atto.
Poi dal punto di vista di lettore, io auspico fortemente l'arrivo di autori giovani, professionalmente preparati, che possano dare il via ad una rinascita del fumetto italiano. Per assurdo, ma non poi tanto, i nuovi potrebbero davvero portare via del lavoro ai vecchi autori. Ogni nuovo sceneggiatore che scrive Dylan Dog (penso a Di Gregorio, Recchioni, Bilotta) per forza di cosa occupa uno spazio che prima era di altri, a meno che Bonelli non decida di aumentare a dismisura le uscite di Dylan Dog. Ma se questi autori giovani scrivono belle storie, tanto di guadagnato per tutti. Ci guadagna il pubblico che rimane soddisfatto, ci guadagna l'editore e ci guadagna, soprattutto, il fumetto italiano e non solo.

4 commenti:

Capitan Ambù ha detto...

Non so quanto possa sentirsi umano un essere che viene privato dei sogni.
Poi ogni professionista che è stanco del proprio mestiere può cedere il posto spontaneamente a chi è in grado di contribuire creativamente alla professione.
E il discorso non è valido solo per il fumetto.
Chi dice che il fumetto è in crisi forse non si guarda intorno, il cinema ruba tutte le idee al fumetto, poi ci sono persone che hanno creato imperi economici con il fumetto.
Mc Farlaine oppure Miller, mo gli autori non fanno fumetto per diventare ricchi, ce l'hanno nel sangue.
L'unica cosa che occorre al fumetto è un pò di palle un più da parte di autori ed editori e cominciare a lavorare sulla ricerca e mettersi al passo con il resto del mondo.

Parlare meno e fare di più, e come dissi una volta ad un autore molto valido nel panorama italiano quando mi consigliò di fare altro, farei fumetti anche se non me li pubblicassero mai, e così ho fatto per anni.

Ciao Luigi.

Luigi Serra ha detto...

@Fabiano
Condivido appieno il tuo discorso.
Nessuno si dovrebbe permettere di scoraggiare un'altra persona.
Lo si può avvisare delle difficoltà, ma non si può conoscere in anticipo quale sia il talento che questa persona potrà manifestare.
Ciao.

Anonimo ha detto...

Tutto vero quelo che dice Michele Medda:
"I compensi sono bassi. In altri casi, infimi. E i posti disponibili sempre più scarsi".
Certo lui la mette sulla tragedia anche per scoraggiare chi può entrare nel mercato e togliergliene una fetta. quando ci si divide il poco, anche una briciola è fondamentale...
Però ha ragione. Il fatto è che mi pare solo in Italia la situazione sia così tetra. Perché?
Piuttosto, molto divertente il murale di Tex Willer a Fluminimaggiore, mi copierò la foto e la conserverò!
Corrado

Luigi Serra ha detto...

@corrado

Ciao, Corrado. Grazie della visita.