giovedì, giugno 11, 2009

Il Caravan parte... col botto


Michele Medda è uno sceneggiatore onesto. Se deve scriverti una storia di 98 pagine, farà il massimo per inserici più cose possibili e qualcosa resterà fuori di sicuro. Non è come alcuni sceneggiatori, che pur di arrivare alla fine delle 98 tavole, la tirano per le lunghe, con gag, a volte divertenti, ma spesso inutili o con inseguimenti e sparatorie per decine di tavole.
Il primo numero di Caravan, la nuova miniserie di Medda, è l’essenza del suo lavoro. In quest''albo c’è tutto: azione, sentimento, mistero, paura. Ognuna è dosata al meglio con un'ottima
gestione dei personaggi. I dialoghi dei protagonisti sono quelli giusti. I bambini parlano come i bambini, i ragazzi come i ragazzi e gli adulti come gli adulti.
La storia scorre via, grazie anche alla grande capacità di Medda nel far muovere tanti personaggi insieme. Ricordo ancora con piacere l’albo “Dallo Spazio profondo”, disegnato da Roberto De Angelis, uno dei primi speciali di Nathan Never, dove, forse, Medda si cimentava per la prima volta in una storia corale.
In tanti hanno già detto della qualità del logo della testata e la copertina di Emiliano Mamuccari è la sintesi perfetta di quello che viene narrato nell’albo, e quelle dei numeri successivi, sono se possibile ancora più belle.
Con i disegni di questo primo albo Roberto De Angelis, a mio parere, fa un ulteriore passo in avanti nell’evoluzione del suo stile, dopo che negli ultimi anni era sembrato stanco e appagato del livello raggiunto.
Un esordio col botto, quindi, per Caravan che davvero, riconcilia col fumetto e fa tornare l’entusiasmo nel leggere anche un vecchio appassionato come me.

2 commenti:

Mirella ha detto...

uh, io l'ho letto ieri notte, bellissimo!!! concordo con tutto quel che dici^_________^

Luigi Serra ha detto...

Si, Michele ha fatto proprio un bel lavoro. :-)