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domenica, marzo 29, 2009

Che Tex!

E' sempre utile seguire i forum. A volte si trovano delle dritte interessanti sui fumetti usciti di recente. Una di queste riguardava il n° 581 di Tex, scritto da Tito Faraci (l'autore più ecclettico del fumetto italiano) e disegnato dagli ottimi Cestaro Bros.
Ecco di seguito alcuni commenti entusiasti tratti dal forum di Comicus:

The Daxman. "Ammazza che fumetto!Finalmente la quintessenza di Tex al 200%!!!Storia molto bella, ben costruita e soprattutto SCRITTA BENE!!! I personaggi sono uno meglio dell'altro, tanta azione e... ragazzi, un Tex così l'ho visto solo nelle storie di GLB.Pura icona.E lo dice uno che boicottava fino all'altro ieri Tex e l'attuale fumetto italiano.P.S.: a mio parere il VERO autore sulle cui mani riporre il futuro di Aquila della Notte è proprio Tito Faraci! Altro che il freddo cyborg col cappello o il vecchio rincoglionito che si leggono in altri autori... "

DBRM: "Qui Faraci è incredibilmente ispirato! I risultati sono andati ben al di la di ogni più rosea aspettativa.Pur rimanendo fedele al classico archetipo bonelliano, il suo Tex ha quel qualcosa in più, e riesce a trovare il giusto compromesso tra figura "divina" e umana.I dialoghi sono freschi ed incisivi. I disegni superlativi (ma si sa, su Tex siamo abituati al meglio)."

Se volete provare il gusto di leggere una storia di Tex che mantiene i piedi nella tradizione ma guarda verso la modernità dovete assolutamente leggere il n° 581 di Tex, Lo Sceriffo indiano. E se poi il numero successivo confermerà queste premesse, potremmo parlare quasi di una storia capolavoro.

giovedì, luglio 24, 2008

Tex...


Il ricordo più lontano che ho di Tex mi vede bambino, seduto sui gradini di casa, in un pomeriggio d'estate. Avevo circa 9 anni quando iniziai a collezionarlo regolarmente. A introdurmi alla lettura di Tex fu il mio vecchio padrone di casa, una persona che sapeva a malapena leggere e scrivere, ma che ogni mese comprava il fumetto di Aquila della notte. Non era però un collezionista, e infatti spesso e volentieri dopo averlo letto me lo regalava. Il primo numero fu una folgorazione; ricordo ancora il titolo: Condor Pass. Da allora non mi sono più fermato. Ho collezionato Tex sino al numero 400, poi un traumatico cambio di abitazione e una conseguente mancanza di spazio, mi obbligò a sistemare tutti gli albi da un caro amico, che ancora li conserva gelosamente nella sua casa di Armungia.
In questi anni, a periodi alterni, ho letto diversi albi di Tex, acquistati o prestati. Le occasioni principali sono stati il ritorno di Mefisto e il racconto del passato di Carson e Tiger Jack.
Due giorni fa, incuriosito dai giudizi positivi, letti su vari forum, ho, dopo anni, riacquistato un numero di Tex. L'albo è quello attualmente in edicola, Terre Maledette di Boselli e Font. Non sono rimasto deluso. A tratti sembrava di assaporare le splendide atmosfere che solo il grande Gianluigi Bonelli sapeva creare.
Tex ha davvero qualcosa di magico. Passano gli anni e il fascino del personaggio rimane intatto, nonostante alcuni anni bui in cui Claudio Nizzi sembrava aver perso le redini del personaggio.
C'è voluto l'arrivo di Mauro Boselli (in assoluto l'attuale miglior sceneggiatore di storie di avventura in Italia) per rivitalizzare il personaggio.
Sono davvero tentato di ricominciare a collezionare Tex. Se la seconda parte dell'avventura in uscita ad agosto non deluderà le mie aspettative, c'è davvero il rischio che lo faccia sul serio.