martedì, novembre 13, 2007

Buona la prima, la seconda un po' meno

La serie Volto Nascosto è arrivata al secondo numero. Se per il primo mi ero espresso in maniera lusinghiera, a tratti entusiastica, con il secondo il mio giudizio è più pacato.
Un numero interlocutorio, che a tratti lascia perplessi. Diciamo che, a parte mostrarci la nascita dell'amicizia tra Ugo e Vittorio De Cesari e l'incontro con Matilde, la storia non racconta null'altro. Una storia che a conti fatti poteva essere sceneggiata in metà delle tavole è stata trascinata sino a 96 pagine. Le varie situazioni sembrano davvero forzate, tutto accade per caso e in maniera troppo semplice. Qualcuno nel forum di comicus ha suggerito questa ipotesi: "E' evidente la necessità di presentarci gli altri protagonisti della vicenda, però il modo scelto mi è parso un tantino improbabile...a meno che in futuro non si scoprirà che nulla è casuale...."
Sia chiaro, la storia è sceneggiata in maniera egregia, i disegni di Rotundo sono come al solito splendidi. Ma è mancato quello spirito di sana avventura che si respirava nel primo numero. Però sono io, forse, che sono incontentabile. In fondo dobbiamo considerare Volto Nascosto per quello che è: una serie in divenire. Certi elementi, che al momento sembrano insignificanti, acquisteranno il loro giusto peso, quando la storia avrà raggiunto uno sviluppo più completo.
Attendo con curiosità il terzo numero.

2 commenti:

Capitan Ambù ha detto...

Ciao Luigi io non sono molto daccordo sulla poca efficacia del secondo numero, anzi ho l'impressione che Manfredi sia ben conscio di come funziona una miniserie. Ha creato l'ambiente in cui si svolge la storia, sta mostrando la psicologia dei personaggi senza correre o in maniera sbrigativa. I protagonisti non sono stereotipi di taglio fumettistico, del tipo buoni o cattivi ma hanno uno spessore che ricorda i romanzi di Salgari.
Io ho trovato il secondo numero equilibrato e scorrevole, mi ha fatto assaporare le atmosfere del periodo.
Trovo che sia per ora la più bella realtà fumettistica della Bonelli insieme a "Gli Occhi e il Buio".

Ciao Luigi.

Luigi Serra ha detto...

@Fabiano

Il mio non era un giudizio negativo, ma piuttosto forse un'eccessiva pretesa da parte mia. Si, in fin dei conti ti do ragione, anche io alla fine del mio post facevo una considerazione simile alla tua.
Ad avercene sempre di fumetti così.
Ciao.

Ps. Non vedo l'ora di vedere il tuo numero di Nemrod.