mercoledì, agosto 29, 2007

La ruota del destino


Dopo il ritorno dalle ferie ho cercato di avere un atteggiamento più positivo verso il mondo e la vita in genere, e l'ambiente circostante mi sta rispondendo. Proprio stamattina nel blog di Michele Posa ho visto la segnalazione di un articolo del sociologo Francesco Alberoni. Il pezzo è un invito a considerare la vita come un'occasione che permette di ricominciare in ogni momento. Questo bell'articolo lo trovate qui. Questo mio post è un preludio a uno successivo che metterò nei prossimi giorni, dedicato ad un argomento molto simile.

domenica, agosto 26, 2007

Di ritorno


Sono tornato. Nel post precedente annunciavo una breve pausa con un giro per la Sardegna. Nei giorni intorno a Ferragosto sono stato a Villasimius, mentre il fine settimana successivo ho fatto tappa a Bosa.
Sabato mattina, ore 8.00, partenza. Il manipolo di avventurieri era composto da 4 persone, il sottoscritto più altri 3 amici. Quest’anno ci è andata male: a farci compagnia non c’è nessuna dolce creatura. Ma va bene lo stesso. Il viaggio, con una breve sosta per una colazione, prosegue tranquillo sulle note dei The Black Crowes, grazie al Cd portato dall’amico Davide.
Durante il viaggio nasce la prima discussione: io e l’amico Carlo preferiamo visitare Bosa subito, approfittando del lungo pomeriggio, gli altri due amici Davide e Mariano vorrebbero andare subito al mare e visitare la cittadina la mattina seguente. Alla fine la spuntiamo noi. Lasciamo i bagagli in albergo, per la cronaca “Sa Pischedda”, e cominciamo il giro. La prima cosa che mi colpisce è la vista del fiume Temo che taglia in due Bosa. Si tratta dell’unico fiume navigabile della Sardegna.
Prima tappa la Chiesa di San Pietro che si trova nella zona periferica di Bosa. Sotto il sole di mezzogiorno ci incamminiamo a piedi nella stradina che conduce alla chiesa, ma il tragitto è lungo e decidiamo di rinunciare e ritornarci in macchina il pomeriggio successivo.
Tornati indietro ci fermiamo in un bar della via principale per un panino e una coca-cola, e poi siamo pronti per la lunga escursione. Un giro per il centro storico e via diretti verso il Castello di Serravalle che domina dall’alto la cittadina di Bosa. La vista è davvero spettacolare, si rimarrebbe ore ad osservare il panorama.
Durante la discesa un piacevole incontro: sento un grido provenire dal basso. E’ Manuela, una delle partecipanti all’ultimo corso di fumetto. Insieme a Claudio ed Alessandro con la ragazza Cristina hanno deciso di fare anche loro una gita a Bosa.
Ulteriore giro per il centro storico dedicato a vari acquisti e siamo pronti per la cena. Decidiamo di mangiare nel ristorante annesso all’albergo. Cena abbondante a base di pesce purtroppo rovinata dall’umidità calata durante la sera. Una cosa davvero fastidiosa (eravamo tutti con magliette a maniche corte) che ci ha obbligati a una ritirata nelle nostre camere.
La mattina successiva, dopo un’abbondante colazione, ci siamo da prima diretti in macchina a visitare la Chiesa di San Pietro, e poi dritti verso il mare. Le coste bosane hanno numerose insenature con spiagge e roccia che a volte non sono facili da raggiungere. In particolare noi ci siamo fermati nella spiaggia di "su Calighe" in località "s'abba drukke" .
Complessivamente un fine settimana davvero piacevole che mi ha distratto dai pensieri della vita quotidiana . E sicuramente appena avrò la prima occasione tornerò molto volentieri a Bosa. Ho scattato pure delle foto. La galleria la potete vedere cliccando sull'mmagine in alto.

martedì, agosto 14, 2007

Chiuso per inventario

Per qualche giorno il blog chiude. Non ci saranno aggiornamenti sino a fine agosto. Mi prendo un paio di settimane di pausa, lontano da internet, blog, forum e quant'altro. Devo riannodare i fili di alcune cose, di altre devo sbrogliare la matassa. Devo capire quali sono i progetti da abbandonare e quelli invece da rilanciare con forza. Poi mi devo disintossicare dalla frequentazione dei blog che stanno occupando troppo tempo, rispetto al necessario, a discapito del definire e portare a compimento i progetti che ho in mente. E' vero che il tempo è sempre poco, ma è anche vero che quel poco non va sprecato. Comunque tutto tranquillo. Passerò qualche giorno in giro per la Sardegna e quando tornerò spero di avere le idee un po' più chiare. Il video che accompagna il post è Tropicana del Gruppo Italiano, un' allegra canzoncina dell'estate del 1983. E' un brano che mi ha sempre messo di buon umore.

domenica, agosto 12, 2007

Bambini e colori

Un breve intervento per segnalarvi che qui trovate un bellissimo post, dedicato al "bambino interiore" ed alla pittura ad acquerello, scritto dalla blogger Mami . Buona lettura.

giovedì, agosto 09, 2007

Fragole Infinite





Proprio mentre stavo navigando su youtube alla ricerca di altro ho trovato un video molto interessante. Il protagonista è Alberto Fortis, uno dei cantautori più interessanti emersi sulla scena musicale degli anni ottanta. I suoi modelli di ispirazione furono i Beatles (e in particolare John Lennon), Bob Dylan, e per la scena italiana Lucio Battisti. Il pubblico meno giovane lo ricorda per canzoni come A voi Romani e Milano e Vincenzo, dedicata al produttore Vincenzo Micocci, reo di aver promesso per un anno una pubblicazione che non si concretizzò mai. Solo recentemente, dopo oltre vent'anni i due "litiganti" hanno firmato un "amichevole armistizio".

La carriera di Fortis prosegue tra alti e bassi, a causa anche della sua continua ricerca che lo ha portato a incidere album non certo commerciali, come per esempio il concept-album Tra demoni e Santità. Oltre a una coraggiosa scelta dei testi, Fortis ha da sempre dato una grande importanza al lato musicale. Ogni sua incisione ha visto la partecipazione di musicisti di fama mondiale.
Il 33 giri d'esordio Alberto Fortis vede il supporto strumentale della PFM di Mussida, Di Cioccio e Pagani.
A Londra ha lavorato con George Martin, produttore dei Beatles, che gli ha fatto conoscere Paul MacCartney, sua moglie Linda e la figlia Stella.
L’album Fragole infinite del 1982 è stato registrato nei mitici studi di Abbey Road: proprio la canzone che da il titolo all’album è dedicata a John Lennon. George Martin saputo ciò lo ha autorizzato a cantare la canzone usando il microfono personale di Lennon.
Nell'album West Of Broadway del 1985, invece, l'orchestra è stata scelta dal celebre arrangiatore Bill Conti, autore delle colonne sonore della saga cinematografica di "Rocky". In quest’album ha suonato il chitarrista Charles Fearing (già collaboratore degli Earth Wind & Fire).
A New York ha conosciuto Carlos Alomar, coautore di alcuni brani di John Lennon e da vent'anni collaboratore di David Bowie. Lo stesso Alomar ha prodotto il disco Assolutamente tuo del 1987, inciso con la band di Bowie.
Nell’album Carta del cielo del 1990, partecipa anche Mel Collins (già sax per i Pink Floyd),
Nell’Album Dentro il giardino ha collaborato il coro gospel della Pentecostal Community Choir (già collaboratori di Bruce Springsteen, Tina Turner, Aretha Franklyn e Stevie Wonder). Quando Fortis li ha sentiti cantare per la prima volta le sue canzoni, nella chiesa di un quartiere nero di Los Angeles, si è commosso fino alle lacrime.
Una curiosità: Alberto Fortis è un grande esperto della storia dei nativi americani, argomento che approfondisce da più di dieci anni.
Dicevo all’inizio del video. Si tratta di un videoclip animato della canzone Milano e Vincenzo, disegnato addirittura da Andrea Pazienza. Una vera rarità.
Il sito ufficiale di Fortis lo trovate qui e quello del fans club invece qua.

sabato, luglio 28, 2007

Ultime dal fronte



Proprio in questi giorni, ho concluso per questa stagione, la collaborazione con la rivista Paraulas, che ha ideato una serie di inserti, curati da Franco Piloni, dedicati ai più piccoli. Si tratta di narrazioni completamente in sardo, originali o riprese dalla tradizione, affiancate dalle immagini accattivanti realizzate da Efisio Bianco e supervisionate dal sottoscritto. Si tratta di un Progetto realizzato con la partecipazione della Regione Autonoma della Sardegna - Legge regionale sulla lingua e la cultura sarda.
Per l'anno prossimo, con la redazione di Paraulas, abbiamo gia definito alcune interessanti iniziative. Appena saranno concretizzate ne darò notizia sul blog.
Ad illustrare il post due illustrazioni del buon Efisio.

sabato, luglio 21, 2007

Il peggio sembra essere passato!


Non mi posso proprio definire un esperto di musica. Non sono come alcuni miei amici che conoscono vita, morte e miracoli di tutte le band italiane o straniere, anche di quelle che nel mondo conosceranno solo i vicini di casa dei componenti della band. E non mi sento in colpa per questo. Mi definisco un ascoltatore medio ma non passivo. Insomma, per intenderci, non sono di quelli che accendono la radio e qualunque cosa viene trasmessa gli va bene. Anche io nel mio piccolo scelgo quello che ascolto. Da sempre ho preferito la musica italiana a quella straniera; a meno che non si tratti di musica più o meno funky (tra i tanti Kc & Sunshine Band o Kool an the Gang,) . E anche tra la musica italiana ho delle preferenze abbastanza precise. In un precedente post ho menzionato Enzo Carella, oggi vorrei parlare di un musicista che ha avuto il suo periodo di notorietà negli anni '80, ossia Sergio Caputo. Da subito la sua musica, un mix tra mambo e swing degli anni '50, mi è entrata dentro grazie anche al contributo di testi assai ironici e innovativi. La sua hit più famosa è Un sabato italiano del 1983. E' di quel periodo il suo incontro con Dizzie Gillespie. Per Caputo la musica è inizialmente un hobby, lavora infatti come art director in un'agenzia di pubblicità, ma dopo il grande successo dei primi due album decide di dedicarsi solo alla musica.Per tutti gli anni ottanta è un susseguirsi di successi, con brani come Italiani Mambo, Non bevo più Tequila, L'Astronave che arriva (utilizzata all'estero in uno spot pubblicitario per un noto caffè italiano). Negli ultimi anni Caputo si è trasferito in California dove si dedica a tempo pieno al jazz, esibendosi spesso con un quintetto. L'album strumentale That Kind of Thing (Quel tipo di cosa), è stato annoverato fra i 50 album del suo genere più ascoltati in radio nelle classifiche americane R&R e ha vinto l'Award di Smooth Jazz.com (sito leader del genere musicale jazz-smooth jazz-chill, etc) come album indipendente più downloadato dell'anno nel 2005. La musica di Caputo, oltre ad avermi accompagnato nel 1983 durante il mio esame di maturità al Liceo Artistico (dopo l'esame orale mi venne in mente la frase tratta da Un Sabato Italiano : "Il peggio sembra essere passato"), ha la capacità straordinaria di tirarmi su di morale quando sono giù. Il suo sito ufficiale lo trovate QUI, mentre QUA potete accedere al suo blog personale.

martedì, luglio 10, 2007

Efisio Marini su Wikipedia


Da qualche giorno su Wikipedia è stata inserita la biografia di Efisio Marini, lo scienziato cagliaritano conosciuto per la sua formula sulla pietrificazione dei cadaveri. Il lavoro fatto in questi anni sulla sua figura sta dando i suoi frutti. Questo è un ulteriore riconoscimento per questo insigne personaggio della storia di Cagliari.
Per la cronaca vi segnalo che di Efisio Marini se ne parla QUI . Si tratta di un forum sardo a carattere goliardico.

martedì, luglio 03, 2007

Comics for Africa 2007




Su gentile invito di Roberto Riccio anche quest'anno sono presente, con una mia illustrazione, all'iniziativa benefica "IO CI STO ! INSIEME PER LA TANZANIA" , II Rassegna Nazionale del Fumetto , Telese Terme (BN) 5-6-7-8 LUGLIO 2007. Purtroppo ho perso la scansione del disegno inviato e non potrò postarlo sul blog.

Ulteriori notizie sull'iniziativa le trovate qui.

venerdì, giugno 29, 2007

Gli occhi di uno sconosciuto


Il tragico gesto di Chris Benoit ha provocato diverse reazioni nei fan di wrestling. C'è chi cerca di fare una distinzione tra l'atleta e l'uomo Benoit diventato un assassino. Altri lo condannano in toto additandolo a semplice e volgare criminale. In entrambi i casi si tratta di reazioni dovute allo shock di scoprire che l'immagine, che in tanti avevano ammirato sia dal punto di vista umano che sportivo, non era reale. L'uomo dietro la "maschera" non è la maschera. Nel wrestling "ogni dramma è un falso". Vive di finzione. In ogni momento. Prima, durante e dopo lo spettacolo.
La WWE ogni anno organizza una media di 300 show all'anno in giro per il mondo, e i lottatori devono essere sempre al massimo nella loro finzione.
Sono ritmi difficili da sostenere. Non è un segreto che tanti nel corso della loro carriera qualche piccolo aiutino se lo sono procurato (psicofarmaci, alcol, droga, etc.). Eddie Guerrero è morto per questo. Una vita di abusi ha minato il suo cuore. Certo poi negli ultimi anni si era ripulito, ma il danno era fatto e il cuore non ha retto.
Chris Benoit, no. Lui no. Era il prototipo dell'atleta perfetto. Mai fatto uso di droghe, alcol o quant'altro. Ligio al dovere. Disponibile con tutti i colleghi. Ma uno stress come il suo (22 anni di carriera non sono pochi) doveva trovare uno sfogo. In qualsiasi modo. E ha minato la sua mente.
Mettiamoci pure i problemi familiari, la sofferenza per avere un figlio malato e non potergli stare vicino, e anche il dolore per la perdita del fraterno amico Eddie Guerrero. Probabilmente per la sua mente è stato troppo.
Da Wrestling Observer: Bret "The Hitman" Hart, ex campione mondiale WWE e WCW la cui famiglia aveva introdotto e cresciuto Chris Benoit nel mondo del wrestling, ha detto la sua sulla tragedia che ha visto protagonista il Canadian Crippler."Non posso immaginare cosa possa portare un uomo a compiere una tale azione" ha esordito Bret, "e la cosa triste è che io non avevo mai visto Chris perdere la sua compostezza e arrabbiarsi. Era una persona forte, un bravo ragazzo, e ciò che ha compiuto era l'ultima cosa che potevi aspettarti da uno come Chris Benoit".
Se è vero che Benoit è comunque un assassino, è anche vero che è sicuramente una vittima. Una vittima dell'organizzazione del wrestling attuale. I lottatori non sono persone ma burattini costretti ad esibirsi in qualunque condizione fisica ed emotiva.
E' di oggi la notizia che Mediaset ha deciso di cancellare da Italia 1 la programmazione di SmackDown. E' ovvio che si tratta di un operazione ipocrita. Con tutto quella violenza, sia fisica che verbale, che trasmettono in continuazione, ora hanno paura del wrestling.
E' una sconfitta per tutto il movimento del wrestling. Ma è certo che ormai certi show avevano superato il limite utilizzando la morte come espediente per fare spettacolo.
Per me Benoit era la parte pulita del wrestling, la persona a cui i ragazzi potevano ispirarsi.
Chris Benoit è morto, ma con lui è morto anche il wrestling attuale.