lunedì, luglio 28, 2008

La mia amica bicicletta

La mia prima bicicletta l'ho avuta a 4 anni. Ricordo ancora la gioia del momento in cui abbandonai le due piccole ruote laterali di sostegno e riuscì a rimanere in equilibrio su due ruote. Purtroppo quella bicicletta mi fu rubata un anno dopo e quella fu la prima vera sofferenza che provai.
All'epoca Cagliari era una piccola città con poco traffico e per noi bambini era facile girare tranquillamente intorno al quartiere.
Poi tra il 1973 e il 1974, durante il periodo dell'austerità , quando gli italiani riscoprirono l'uso della bicicletta, fu una meravigliosa avventura quella di poter girare tranquillamente per la città.
In quegli anni il Giro d'Italia fece una tappa a Cagliari, scegliendo come circuito Viale Europa, una strada ripida che attraversa il colle di Monteurpinu, proprio a due pedalate da casa.
Che emozione vedere quegli atleti sudare e faticare per quelle ripide salite. La mia passione per il ciclismo nacque in quel momento. Da allora, puntualmente, ogni anno, iniziai a seguire in TV tutte le tappe del Giro d'Italia.
Mi emozionavo per le imprese di Felice Gimondi, Eddy Mercks, per proseguire con quelle di Moser e Saronni. Poi crescendo, preso da altri interessi, iniziai a seguire un po' distrattamente il ciclismo.
La passione mi riesplose con le prime affermazioni di Marco Pantani, detto il pirata. Di lui ammiravo soprattutto la capacità di rialzarsi dopo ogni disavventura personale.
Ma Il 14 febbraio 2004, dopo tante accuse di doping, Marco Pantani fu trovato morto in un residence di Rimini. L'autopsia rivelò che la morte fu causata da un arresto cardiaco, conseguente a un'overdose di cocaina.
Per me finiva un sogno. Il ciclismo non era più quello sport eroico che mi affascinava da bambino.
E i fatti di doping degli ultimi anni lo stanno a dimostrare.


Il ciclismo ha ispirato anche tanti cantautori che a questo sport hanno dedicato diverse canzoni.
In questo post ne voglio citare due: Bartali di Paolo Conte e Il Bandito e il Campione di Francesco De Gregori. Due spendidi brani che ci ricordano quanto era bello e mitico il cicilismo.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Piccolo lapsus: Gimondi si chiama Felice, non Francesco!
:-)

Anonimo Ciclista

Luigi Serra ha detto...

@Anonimo ciclista

Azz, è vero! Edito subito.
Grazie!